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"Nel parco di Chivasso si corre tra le gru ..."
29 Dicembre 2007
Lettere e Interventi
Antonella Bocconello cittadina di Chivasso ha un cane e ..

Egregio Professore, sono una cittadina di Chivasso.

Le scrivo in merito alla vicenda parco Mauriziano. Sono molto amareggiata. L'amarezza è la conseguenza di una vicenda triste che ha come protagonista una giunta miope che non si avvede di quale disastro ambientale sta producendo ostinandosi ad asfaltare un parco di una tale bellezza, ma anche l'unico polmone verde di una città che in questi ultimi anni è stata progressivamente cementificata da giunte sempre più “dinamiche”. É questo l'aggettivo che va di moda per definire le p.a. che si danno da fare, (non si sa bene a favore di chi), pare che ormai cementificare sia un pregio.

Chivasso è una cittadina triste, che non ha più aiuole, che non ha più spazi verdi, dove è diventato impossibile prendere un cane per il semplice fatto che non ci sono più posti dove portarli, a meno di non essere giovani il più possibile, in ottima salute, avere l'automobile e anche e soprattutto molto tempo libero a disposizione e decidere di farsi un bel po’ di chilometri per cercare fuori mano i pochi posti verdi ancora a disposizione in attesa che la prossima giunta decida di costruire anche lì una casa scout per scout fantomatici.

Le opere pubbliche che sono state costruite sono " assurde", vengono fatte strade che non servono, migliorie a stazioni ferroviarie che tra un po’ non avranno più treni...

foto di f. bottini - 29 dicembre 2007

In mezzo a queste forme di speculazione vera e propria, tali che solo Alice nel paese delle meraviglie potrebbe non capirlo, c'è una bella casa scout nel parco . Una casa per la quale non si è richiesto il consenso della gente, per la quale erano stati proposti altri posti, ma che guarda caso, si è voluta fare proprio lì. Tra breve sorgerà anche la strada, dopo verrà il supermercato e il parco sparirà. Oggi sono andata al parco. C'era la solita gente che correva in mezzo alle gru, qualcuno con i cani un po’ disorientato, perchè là dove verrà costruita la casa scout c'è sempre stata una bellissima area cani, l'unica, voluta da una giunta diversa, meno " dinamica", per fortuna e faticosamente ottenuta dai cittadini. Se nel parco del Mauriziano non ci sarà più il parco, perderemo l'unico posto ancora bello di questa città, dove si possono fare passeggiate, andare a correre, portare i bambini e vedere un albero “dal vivo”.

Le chiedo un consiglio sul da farsi, e se esistono secondo Lei strade che possiamo tentare.

Nel ringraziarLa Le auguro buon anno, Antonella Bocconello.

Sul nostro sito, proprio in questi giorni si sta sviluppando un dibattito sul senso della parola “partecipazione” ovvero di come il consenso dei cittadini “proprietari” di un territorio possa determinarne l’uso, le trasformazioni, la tutela. Pur non conoscendo nei particolari il caso di Chivasso e del parco Mauriziano, sembra emergere dalle varie descrizioni il caso di uno spazio aperto molto valutato: dai cittadini come polmone verde, per il tempo libero e la sosta; da alcuni interessi come oggetto di scambio, il cui “valore” non sta certo nella naturalità, quanto nell’uso privatistico, e relativa progressiva trasformazione in un’altra zona urbana, identica o magari peggiore di quelle che la circondano. Il tutto nel quadro delle grandi trasformazioni spaziali della pianura piemontese, in questi anni accelerate a dismisura da varie “grandi opere”, il cui impatto è diffuso, ma particolarmente visibile nel nodo metropolitano di Torino, a cui Chivasso in senso lato fa riferimento.

Ciò premesso, le azioni possibili per contrastare questo modo di procedere dell’amministrazione, o quanto meno di interloquire con i suoi piani per il territorio (visto che un’amministrazione comunale opera a questa dimensione) cercando un punto di equilibrio più avanzato, credo siano del tipo già intrapreso dal Comitato, di cui abbiamo pubblicato una lettera con documentazione allegata: ricorsi, informazione, coinvolgimento di entità e responsabilità diverse (gruppi politici, autorità regionali, provinciali ecc.). L’altro versante, complementare, è quello del coinvolgimento dei cittadini: se l’amministrazione fa queste scelte, è perché presume di avere qualche tipo di consenso; se i cittadini dimostrano che questo consenso non esiste, o è minoritario dato che la cittadinanza in generale apprezza un'altra destinazione del parco, può e deve cercare soluzioni diverse.

Quali possano essere specificamente queste soluzioni, sta naturalmente ai cittadini e ai loro rappresentanti stabilire e concordare. Come spazio informativo, eddyburg può farsi carico di informare nel modo più diffuso e accessibile sul merito della questione. Lo abbiamo fatto anche in altri casi, talvolta con risultati lusinghieri, sempre producendo maggior consapevolezza. Possiamo riprovarci. Ad esempio allegando di seguito documentazione che completa quella già fatta pervenire a cura del Comitato, e già spedita a un rappresentante del consiglio regionale

Buon 2008 (f.b.)

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