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Massimo Pisa
Negozi e un grande parco per il rilancio di San Siro
22 Luglio 2011
Milano
Con tutti i rischi e potenzialità, di una grande riqualificazione urbana, tramonta soprattutto il rischio di delocalizzazione nella fascia verde. La Repubblica ed. Milano, 22 luglio 2011, postilla

Sopite nel crepuscolo della giunta Moratti, le idee sul futuro del Meazza e dei due ippodromi tornano a fermentare. Trovando i primi punti di contatto, tra Consorzio San Siro e Trenno, e tra gestori e giunta. Che mostra di gradire, già ieri alla presentazione della seconda "Notte Bianca dello stadio" (si farà la sera del 2 settembre), la volontà di Milan e Inter di rilanciare l’area esterna alla vecchia Scala del calcio, figlia di quel vecchio progetto del "quarto anello" commerciale che aveva in Stefano Boeri uno dei suoi padri. «Il progetto di rilancio dell’area c’è, il Comune lo seguirà - assicura proprio l’assessore alla Cultura, sfidando le possibili accuse di conflitto d’interessi - e sarà coinvolto nell’Expo anche perché l’area è in un punto strategico nell’asse tra il sito di Rho-Pero e il centro di Milano. Arriveranno fra poco la metropolitana, servizi ricettivi, sportivi e commerciali, può essere il volano di un parco molto più ampio per tutti i cittadini».

Schizzi, non ancora quadro completo, ma già le possibili intese tra i due club calcistici e Trenno per lo sfruttamento commerciale di alcuni spazi inutilizzati dell’ippodromo del trotto possono essere l’inizio di una saldatura. Milly Moratti, punto di congiunzione tra calcio e Palazzo Marino, benedice il progetto: «Questo è un quartiere che i milanesi non conoscono, dietro i muri e il grigio dello stadio c’è un polmone verde da riscoprire: potremmo rilanciare il progetto di un biglietto d’accesso per tutte le aree, ippodromi e Meazza».

Anche l’assessore a Benessere e Sport, Chiara Bisconti, alla prima uscita pubblica con i rappresentanti dello stadio, approva: «Proprio la Notte bianca è l’esempio più ficcante e nobile - spiega - di quello che intendiamo fare, aprendo gli spazi sportivi ai cittadini». L’evento è appunto il primo banco di prova della collaborazione tra consorzio e ippodromi, visto che quello del galoppo sarà aperto per mercatini, caccia al tesoro per i piccoli e discoteca per i grandi, e all’esterno sarà interamente ridisegnato: il chilometro di muro di cinta in viale Caprilli sarà interamente colorato da 12 crew di writers dell’associazione Stradedarts.

Novità anche dentro lo stadio: «Partirà Radio San Siro - annuncia Pierfrancesco Barletta, ad del consorzio in quota Inter - che trasmetterà musica in settimana e sarà personalizzata per le squadre la domenica». Nella Notte bianca anche tornei di biliardino e trisball, la mostra "Scatti a San Siro" dei fotografi di Contrasto, corsi di guida sicura e stand di Slow Food. «Ovviamente - aggiunge Barletta - sarà aperto il museo. Che quest’anno ha portato i suoi visitatori da 94mila, al 90% stranieri, a 153mila con un 30% di italiani». Museo il cui ampliamento è imminente. «Sempre con l’idea - chiude Alfonso Cefaliello, l’ad dello stadio in quota Milan - di restituire l’area alle famiglie, anche se noi ci occupiamo di pallone e cavalli».

postilla

Nonostante il trionfale concerto a sostegno della candidatura di Giuliano Pisapia, per fortuna ci sono orientamenti del cantante Roberto Vecchioni non tradotti in realtà, come l’inopinato spostamento del polo sportivo-servizi altrove, dove non darebbe fastidio agli abitanti. Magari qualche abitante dei quartieri a ridosso dello stadio poteva anche esserne entusiasta, della proposta di decentramento, ma molto, molto meno, il resto della popolazione metropolitana. Spostare gli impianti, soprattutto ma non solo nella nuova logica del complesso multifunzionale sportivo-commercial eccetera, da un lato avrebbe aperto la strada a chissà quali ingovernabili trasformazioni nell’area dismessa, dall’altro innescato (accoppiato all’idea del nuovo anello di tangenziali) un doppione del caso Cerba. E polo di eccellenza dopo polo di eccellenza, addio fascia agricola metropolitana, sostituita al massimo da un po’ di parchi con piste ciclabili e cascine trasformate in centri congressi. Teniamoci stretti, con tutte le contraddizioni del caso, la localizzazione centrale, con buona pace degli abitanti inferociti per il rumore e il traffico: a quelle cose un rimedio si trova, alla scomparsa della terra su cui mettere i piedi no (f.b.)

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