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n.15 (01/05/2009) Napoli. Piani urbanistici e diritto alla città
28 Maggio 2009
2009 Napoli

Pasquale (purtroppo è scomparso)era tra i pochi che dai piani urbanistici sanno scorgere la realtà sociale che essi preparano. Oggi quel piano è in avanzata fase di realizzazione, tra molti conflitti indicativi della fase che viviamo. L’affermazione di Coppola nasceva da due obiettivi di quel piano (oltre a quello di spostare quote di traffico dall’automobile al mezzo collettivo): rendere accessibile tutta la città al numero più elevato possibile di cittadini; utilizzare le stazioni come strumento non solo per raggiungere gli spazi pubblici, ma per restituir loro vitalità e liberarli dalle automobili e dal degrado. Base indispensabile per raggiungere gli obiettivi era mettere in rete i molti rami esistenti di ferrovie, metropolitane, funicolari, di proprietà di numerosi enti, connettendoli in unico sistema di accessibilità e di gestione.

La rete fisica è stata costituita; le nuove stazioni e quelle ristrutturate, già quasi tutte realizzate, sono diventate i punti di connessione tra i diversi segmenti. Le localizzazioni delle stazioni è stata fatta non in funzione delle esigenze aziendali, ma assumendo come criterio di scelta il massimo numero di persone servite con un percorso casa-rete inferiore a 8 minuti. L’unificazione delle tariffe tra le aziende coinvolte consente di percorrere tutta la rete con un unico biglietto.

Il conflitto principale è tra l’esigenza di coordinare la gestione della rete e le spinte autonomistiche delle singole aziende. Oggi molti eventi segnalano il rischio che gli interessi del privatismo aziendale prevalgano su quelli del coordinamento, compromettendo l’esercizio del diritto alla città da parte dei cittadini.

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