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Alessia Gallione
Modello Barcellona. Boeri inizia dalle case per costruire il futuro
4 Settembre 2010
Milano
In generale positivo l’esordio del nuovo candidato sindaco del capoluogo lombardo: una base su cui costruire? Dipende da consensi e coerenza. La Repubblica ed. Milano, 4 settembre 2010 (f.b.)

È dal problema della casa e della difficoltà di trovare un´abitazione in affitto a prezzi decenti, che partirà Stefano Boeri. Per dimostrare come ci sia la necessità di dare vita a una "Agenzia per la casa" che dia risposte e coordini le politiche di assessorati ed enti. Ma soprattutto come esistano già un´infinità di «isole deserte», da riempire. «L´equivalente di 30 Pirelloni di uffici sfitti, che potrebbero essere trasformati in case, e 80mila appartamenti vuoti. Quello che dobbiamo fare è rimetterli sul mercato, a prezzi calmierati», spiega il candidato alle primarie. Senza dover tirare su altri palazzi, espandere i confini di una metropoli che dovrebbe tornare a costruire se stessa prima di consumare altro suolo. Come, invece, prevede il Pgt della giunta Moratti: «Non ha senso un Piano di governo del territorio che si basa sullo scambio dei volumi e non sulle quantità di persone», attacca.

L´esperienza a cui guardare per la casa arriva da Barcellona, dove una sorta di "immobiliare sociale", la Provivienda, da dieci anni mette in contatto i proprietari con chi, una casa, non potrebbe trovarla senza la loro garanzia: studenti, giovani coppie, migranti. Ed è questo lo schema che Boeri seguirà per comporre il mosaico del programma: facendo rete. Quella locale delle associazioni che già lavorano in città. Ma anche quella internazionale, chiamando "testimonial" che, dall´Europa agli Stati Uniti, hanno dato vita a esempi alternativi concreti. Il cantiere del 2011 è stato inaugurato.

La corsa dell´archistar che studia da candidato è iniziata. Quando, alle 15 di due giorni fa, è sceso dall´aereo che lo ha riportato a casa da Harvard - dove ha tenuto un ciclo di lezioni - è atterrato anche su un altro mondo: una campagna elettorale già infiammata. Anche se lui assicura: «Non sarà al veleno». Da allora, raccontano i suoi, non si è più fermato. La macchina organizzativa è stata avviata, una squadra di giovani, una ventina, è già operativa. Molti hanno lavorato con lui al Politecnico o su progetti come la ristrutturazione delle cascine. «Qualche ex studente mi ha chiamato dicendo che rinunciava all´Erasmus per darmi una mano». Ed è proprio a uno staff giovane che sta pensando Boeri. Nuove facce e nuove generazioni. Per mettere in moto, prima di tutto, un giro nei quartieri. Una necessità per chi ha bisogno di farsi conoscere.

E poi ci sono quelle 400 telefonate di stima che dice di aver ricevuto: da Maria Grazia Guida della Casa della carità a Severino Salvemini, da Maria Berrini (Ambiente Italia) a Luca Doninelli, Enzo Mari e il designer Fabio Novembre. Da lì si partirà per costruire il comitato. Che dovrà trovare una sede: «Mi piacerebbe che fosse in una zona viva, magari lungo un asse commerciale», dice. L´agenda inizia a riempirsi. Ieri sera la prima uscita pubblica, all´inaugurazione di MiTo alla Scala, dove c´era anche il sindaco Letizia Moratti ma i due all´arrivo non si sono incrociati. Questa mattina il debutto alla Festa del Pd: Boeri incontrerà gli inquilini delle case popolari. In attesa del 19, quando si rinnoverà l´incontro con il segretario Pier Luigi Bersani. Proprio con i dirigenti locali del Pd è già avvenuto ieri un colloquio. Nei prossimi giorni si proseguirà con tutti i partiti, dall´Udc all´Idv. Le presentazioni sono d´obbligo. Per future alleanze, si vedrà. Lui è sicuro: «Ci sono pregiudizi su di me che sono costruiti ad arte e cadranno».

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