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"Mistificazioni dell'urbanistica controriformista"
23 Ottobre 2006
Lettere e Interventi
Simone Paoletti, Roma

Strade, scuole e servizi: Maxi riqualificazione in sei quartieri”. Così il Messaggero, intervistando l'assessore all'urbanistica Roberto Morassut, ha salutato i prossimi interventi nelle periferie romane. Si parla con entusiasmo di opere pubbliche che miglioreranno la vita degli abitanti, portando scuole, parchi, “ossigeno puro”. Progetti selezionati secondo criteri di qualità urbana. Poi l'assessore si lascia sfuggire una frase: “sono opere pubbliche che i privati dovranno realizzare in base alle compensazioni e al conseguente trasferimento di volumetrie. Abbiamo fatto in modo che non si traducessero in banali lottizzazioni”.

Un momento. Da cittadino ingenuo dico: lottizzazioni??! Che c'entrano le lottizzazioni con le opere pubbliche? Il trasferimento di volumetrie con la riqualificazione delle periferie? Il Messaggero (di Caltagirone) sta plaudendo alle scuole, agli asili nido, al verde per i cittadini o forse, più plausibilmente, alle prossime lottizzazioni? Finisco di fare l'ingenuo. Queste opere il Comune le fa realizzare da privati costruttori che in cambio chiedono e ottengono permessi di costruire, con il bonus dell'abbattimento degli oneri concessori (tasse). Si chiama urbanistica contrattata, ed è il fiore all'occhiello dell'amministrazione Veltroni, come lo fu di quella Rutelli e come lo è stata del Governo Berlusconi con la legge Lupi. La stessa che ha guidato ogni scelta del nuovo Piano Regolatore, o più appropriatamente Piano Regalatore. Scelte che non tarderanno a pesare sul nostro futuro. Ne riportiamo un esempio. Tra le opere pubbliche menzionate nell'articolo del Messaggero figura anche Fontana Candida, ottavo municipio. Via Casilina, direzione Frosinone, appena passata la sopraelevata di Torre Gaia e superato il Villaggio Breda ci troviamo in fermata Grotte Celoni. Volgiamo lo sguardo a destra, verso i Castelli, ed ammiriamo un unico spazio verde, di prato, rimasto tra il Villaggio Breda e il quartiere Fontana Candida, già minacciato da un polo commerciale in espansione. Scordiamocelo, perché lì, su quei 23 ettari arriveranno, insieme ai dovuti servizi minimi, che Messaggero e Morassut somministrano come zuccherino, ben 182.000 metri cubi di cemento, con circa 2.300 nuovi abitanti. Ma questo nell'articolo non viene scritto.

Non stiamo qui a ricordare la condizione di emergenza ambientale legata al traffico automobilistico della zona in questione, né le conseguenze sulla salute delle persone; tanto meno vogliamo rimarcare la cronica carenza di spazi pubblici nell'intero municipio. Cose arcinote, che compaiono perfino nel programma elettorale del neo-presidente Scorzoni (DS). Vogliamo solo considerare che i pochi servizi annunciati da Morassut non saranno per i quartieri esistenti, ma per i nuovi quartieri che vi verranno addossati. Del resto l''assioma dell'urbanistica contrattata non potrebbe che essere questo: portare un servizio in periferia a condizione di aumentarne la popolazione e il fabbisogno di servizi. Risultato: i disservizi restano quelli di prima, con la differenza che il suolo diminuisce, finiscono gli spazi aperti e liberi, potenzialmente fruibili, sottratti dagli speculatori alla collettività, con l'autorizzazione dei loro amici politici.

Domanda: perché tanto favore da parte dei grandi quotidiani romani a questa amministrazione; perché tanto giubilo quando si parla di riqualificazione delle periferie?

Risposta: guardiamo le loro proprietà

Il morbo dell'"urbanistica perequata" da Roma sta propagandosi in tutt'Italia. E' un aspetto, e uno strumento, delle rinnovate fortune della rendita immobiliare, i cui legami con la poilitica non sono mai stati così floridi. E i cui effetti sul futuro delle città (quindi delle nostre vite) non sono stati mai così perversi.

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