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Millennium Canavese: aggiornamenti novembre 2006
7 Novembre 2006
Padania
Da Pro Natura Notiziario, novembre 2006, un articolo di Riccardo Martinotti sulla discussione del progetto in Provincia di Torino, e il documento delle Associazioni Ambientaliste (f.b.)

Riccardo Martinotti, Millennium: discussione in Provincia

Nei vari interventi succedutisi durante la convocazione del Consiglio provinciale di Torino indetto il 22 settembre 2006 per discutere il progetto Millennium Canavese, le stantie retoriche sulle opportunità economiche e opache argomentazioni sulla reale utilità del parco a tema esternate dai sindaci di Albiano e Ivrea non sono minimamente riuscite ad offuscare le brillanti esposizioni del sindaco di Settimo Rottaro e quelle dei rappresentanti delle Associazioni ambientaliste che con efficacia hanno illustrato invece le gravi implicazioni ambientali del progetto. La cordata politico-ingegneristico-imprenditoriale può avere dimestichezza sui vari budget, sui finanziamenti occorrenti (chi paga? pantalone) sulle mirabili (per loro) implicazioni sull’economia locale che permettono all’artigiano alimentare di dare più visibilità al suo cotechino (sic!), sulla capacità perversa di strumentalizzare la disoccupazione usandola, adoperandola nel vero senso della parola per aggrapparsi con le unghie e con i denti ad un avallo dell’opera che spera in cuor suo di ottenere. Si tratta però di argomentazioni fruste, fritte, performance oratorie poco pregnanti e scarsamente convincenti che atterrano nel solito pantano dello sviluppo a oltranza e nel buio tunnel della pseudocultura che abilmente il sindaco di Settimo Rottaro ha progressivamente smontato. Egli ha parlato saggiamente del tesoro naturalistico e geologico del Canavesano, sollevando quindi dubbi sul traffico, sull’inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti, sull’adeguamento delle infrastrutture legate al progetto Mediapolis che sconvolgerebbero un territorio ancora intatto che va tutelato dallo sviluppo fine a se stesso che peggiorerebbe la qualità della vita degli abitanti della zona.

Analogamente e con molta competenza gli ambientalisti hanno richiamato l’attenzione sulle problematiche riguardanti l’esondazione della Dora Baltea e la ricarica delle falde idriche sui terreni che andrebbero sacrificati per il Millennium Park, terreni di prima classe e quindi sicuramente perchè i più fertili. Argomenti chiave che le forze politiche ed imprenditoriali non si sono degnate minimamente di sfiorare nei loro discorsi. Un aspetto importante che le associazioni ambientaliste hanno inoltre trattato, ma che mai viene messo in discussione, è quello del modello economico perdente o del modello culturale superato rappresentato dal parco a tema in questo decennio, perchè tale progetto è vecchio di almeno vent’anni e quindi non più proponibile in quanto ancor prima di nascere rischia solo di essere una grande scatola vuota o poco più di una superdiscoteca.

L’idea del progetto Mediapolis è nata nel 1998: quanto è costato quindi fino ad oggi, sia che parta o non parta, si chiede legittimamente il sindaco di Caravino con molto buon senso.

Purtroppo stride l’affermazione del sindaco di Ivrea che in barba a tutto e a tutti, superando qualsiasi ostacolo di natura ambientale o finanziaria sostiene che in fondo anche per il castello di Masino o la Basilica di Superga già allora una collina era stata spianata... Come dire che si può proseguire senza preoccuparsi troppo. Ma il castello di Masino e la Basilica di Superga sono strutture architettoniche, vere opere d’arte costruite in coincidenza di precise circostanze storiche, preziose eredità che hanno contribuito a far conoscere Torino e il Piemonte. Il parco a tema si rivelerebbe un ennesimo obbrobrio fin da subito.

Nell’ascoltare non sapevo se ridere o piangere. Soprattutto mi montava la rabbia per il silenzio assordante di alcuni politici o degli imprenditori sullo stato dell’ambiente, significativo esempio di un paese malandato, l’Italia, ormai alla frutta, incapace da sempre di gestire risorse ambientali che non meriterebbe, abile nello sperperare denaro pubblico riciclando lacune del passato mai tamponate che diventano carte vincenti per assicurarsi il potere; quel potere che soffoca una zolla di terra, copre un raggio di sole, avvelena un bicchier d’acqua e frusta le speranze del cittadino onesto.



Il Documento delle Associazioni Ambientaliste



Riportiamo il documento diffuso da FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Torino, WWF Piemonte e Valle d’Aosta dopo il Consiglio aperto della Provincia di Torino.

Finalmente il Consiglio Provinciale di Torino si è aperto, seppure tardivamente, alle richieste delle associazioni ambientaliste di portare in aula il dibattito relativo al progetto Mediapolis di Albiano. Molti interventi hanno stigmatizzato la mancanza di dibattito politico su un progetto di tale portata che se realizzato connoterà in maniera irreversibile la serra morenica del Canavese.

Le associazioni ambientaliste sino dal 2001 hanno rivolto pesanti e puntuali critiche rispetto alla scelta di localizzazione territoriale di questo parco divertimenti e commercio che andrebbe ad occupare 60 ettari di territorio inedificato. Le principali critiche riguardano:

• le caratteristiche idrogeologiche dell’area di insediamento: area di esondazione della Dora Baltea e di ricarica delle falde. Le mappe di rischio regionali classificano tale area in classe terza, ossia inedificate ed inedificabili;

• fabbisogno idrico; si attinge alle stesse falde (già esigue) utilizzate dai comuni limitrofi;

• tutela del paesaggio; messa a rischio di un insieme ambientale unico in Europa; qualità dei terreni, si tratta di terreni agricoli di prima classe.

Le stesse ragioni portarono la Commissione Tecnico Urbanistica della Regione Piemonte a bocciare questo progetto.

Ma ancora oggi, a distanza di ben otto anni dalla presentazione del progetto, manca sia una seria valutazione di impatto ambientale che una valutazione approfondita e credibile degli aspetti economici ed occupazionali.

L’amministratore delegato di Mediapolis, Porcellini, invece di chiarire finalmente il progetto con dati e analisi economiche fondate, ha presentato un caso di realizzazione in Francia di un parco a tema, nato venti anni fa con un finanziamento pubblico rilevantissimo di 288 milioni di euro.

Tra gli interventi succedutesi nella mattinata quelli di due sindaci della Comunità Collinare del lago di Viverone hanno espresso fondate preoccupazioni sia sul piano economico che dell’impatto ambientale e sociale, chiedendo precise garanzie.

Mediapolis resta, secondo FAI, Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF, un progetto apparentemente suggestivo perché scarsamente analizzato, soprattutto sotto il profilo della convenienza economica collettiva e della compatibilità con le linee strategiche evolutive, dello specifico territorio canavesano.

Difficile sostenere che tre Centri commerciali rappresentino un investimento innovativo e foriero di progressivo sviluppo, oltretutto senza alcuna garanzia effettiva di completamento!

La situazione esposta e le prospettive di sostanziale incertezza che ne emergono impongono a giudizio delle Associazioni ambientaliste due adempimenti decisivi per la valutazione del progetto: in primo luogo una seria valutazione di impatto ambientale; in secondo luogo la conoscenza di un preciso programma di esecuzione delle operepreviste (alcuni delle quali ancora molto indefinite), accompagnato dalle opportunegaranzie economiche e una aggiornata valutazione delle risorse private epubbliche previste, onde valutarne urgenza ed opportunità, prima di sottoscriverel’Accordo di Programma.

Nota: per le altre notizie sul progetto si può iniziare a risalire da QUI oppure scorrere l'elenco di questa cartella SOS Padania (f.b.)

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