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Giuseppe Boatti
Milano, la città che vogliamo
15 Febbraio 2012
Milano
L’intervento al recente (4 febbraio 2012) convegno di Italia Nostra sul Piano del governo del territorio della giunta Moratti, che la giunta Pisapia sta tentando di modificare in corsa.

1) Il Pgt di Milano ha un limite di origine difficilmente correggibile in sede di controdeduzioni: aver completamente trascurato i rapporti con l’hinterland, dove vive tre quarti della popolazione metropolitana. Chiediamo perciò che venga avviato subito il processo di consultazione metropolitana sistematica per definire scelte urbanistiche e di investimento condivise a livello di area vasta, che potranno poi portare anche alla modifica di alcune delle opzioni del PGT.

2) Lo stralcio, in fase di controdeduzioni, di gran parte delle scelte infrastrutturali, annunciato dalla Giunta, e il loro rinvio in sede di pianificazione di settore non consente la verifica di coerenza tra sviluppo del sistema insediativo e di quello infrastrutturale, che dovrebbe invece costituire la base essenziale di qualsiasi piano. Inoltre mette in forse la garanzia di un adeguato supporto di infrastrutture rare alla competitività del sistema territoriale. E’ dunque essenziale che le scelte infrastrutturali principali vengano reintrodotte nel PGT e non rinviate.

3) Gli ambiti di trasformazione (ATU) comprendono alcune aree che costituiscono opportunità uniche di riconformazione e riqualificazione della città. Soprattutto Bovisa/Farini/Lugano, Piazza d’armi/ Perrucchetti/Ospedale militare e gli scali di Porta Romana/Vigentina e Porta Genova/San Cristoforo, devono diventare grandi spazi di verde naturale ed attrezzato. La loro lunghezza può infatti permettere a centinaia di migliaia di milanesi di conquistare per la prima volta la fruizione diretta di grandi spazi a parco. Viceversa le densità edilizie ipotizzate (0,35 + 0,35 + 0, 28 circa di bonus energetici = 0,98 mq/mq circa di densità territoriale, che salgono a 1,14 circa nel caso di Bovisa/Farini, se calcolate, come è corretto fare, al netto dei sedimi ferroviari da mantenere) non permettono certo di raggiungere tale obbiettivo. Per aver chiari gli effetti congestivi di quanto ipotizzato basta visitare il cantiere di City life, costruita con una densità territoriale molto simile (1,15 mq/mq). Nessun eventuale ritorno economico per il Comune può giustificare il sacrificio delle ultime grandi opportunità di penetrazione di verde nella città, per di più su aree già di proprietà pubblica.

Con riferimento agli altri ATU e ai piani attuativi in genere sembra utile ricordare i quartieri approvati alla fine degli anni 90 con lo standard di 44 mq/100 mc. Non è chiaro se vi siano ragioni per scendere al di sotto di questo livello di qualità ambientale già acquisito in passato e realizzato.

4) Alla positiva notizia dell’intenzione della Giunta di cancellare gli ATIPG situati tra i margini della città e il Parco sud, sembra d’altro canto accompagnarsi la mancanza di indicazioni per le aree del Parco sud interessate dai futuri PCU (Piani di cintura urbana). Si chiede che il PGT contenga una precisa dichiarazione degli intenti del Comune di Milano per ciascuna di queste aree, da sottoporre poi al confronto e alla verifica con i profili di tutela di competenza del Parco Sud.

5) Una normativa molto creativa del PGT adottato prevede il convenzionale azzeramento della SLP di tutti i servizi pubblici e privati (edilizia residenziale pubblica compresa) con la conseguente attribuzione di ulteriore capacità edificatoria a tutte le relative aree, trattate perciò esattamente come fossero vergini ed inedificate. Questa norma, unitamente all’edificabilità virtuale attribuita alle nuove previsioni puntuali di verde e viabilità genera un’ulteriore mostruosa capacità insediativa di circa 16 milioni di mq di SLP, pari a più di cinque volte tanto quella ora prevista negli ATU. Se una tale norma dovesse essere confermata, gli effetti sarebbero inevitabilmente quelli di un diluvio di intasamenti, sopralzi e densificazioni che si abbatterà dovunque nel tessuto urbano esistente, e soprattutto nella sua parte centrale più appetibile. Si chiede la cancellazione di tale incredibile disposto normativo, facendo rientrare, come dovrebbe essere assolutamente del tutto ovvio, anche gli edifici per servizi nel calcolo della SLP.

6) Molti miglioramenti possono essere introdotti nel PGT adottato sotto il profilo della promozione della qualità progettuale, del recupero delle periferie, della tutela della città storica sia antica che recente, della conservazione dei nuclei urbani periferici, dell’attenzione complessiva al paesaggio, e della accentuazione del ruolo del Comune, accanto a quello delle Sovrintendenze in tutti questi campi. Alcuni interventi preciseranno le proposte su questi punti. Miglioramenti possono anche essere apportati alla definizione delle quote di social housing, per garantirne l’effettiva rilevanza sociale.

7) Appare opportuno che gli interventi per l’Expo non camminino su strade separate da quelle della pianificazione urbanistica e della tutela ambientale. In particolare suscita dubbi di sostenibilità ambientale ed economica l’ipotizzata nuova Via d’acqua.

8) In conclusione si evidenzia il rilevante rischio giuridico che potrebbe comportare l’approvazione in fase di controdeduzione di modifiche sostanziali al PGT, se non si procedesse poi ad una sua conseguente ripubblicazione.

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