loader
menu
© 2022 Eddyburg

“Mercenario ed eroe”
11 Gennaio 2006
Lettere e Interventi
Alberto Corbo

“Non capisco: perchè un mercenario non possa essere eroe, perchè un eroe non possa essere mercenario”. Questo "pensiero del giorno" è un suo scritto, lo ha tratto da qualche parte o è una sua provocazione? L’hanno colpita le immagini di quell'uomo italiano ammazzato in Iraq, la sua forza di fronte ai carnefici? Comunque d'acchitto mi ci trovo nelle parole che ha scritto. Sul perchè sarebbe lungo ragionarci, probabilmente interessante ma forse anche un pò scivoloso.

Quella frase è mia: esprime esattamente quello che penso. Che Quattrocchi sia morto bene, coraggiosamente, non ha niente a che fare e non è contraddittorio col fatto che era un mercenario, cioè uno che faceva il suo lavoro (nel caso specifico, adoperare le armi) come attività svolta a scopo di lucro, cioè a pagamento, per mestiere. Come i mercenari che si mettevano al servizio dei vari signori, bellicosi o meno, in tutto il corso del Medioevo e del Rinascimento. Mercenario è chi lavora per una mercede. Riconoscere che è morto con coraggio (nella retorica dominante ai nostri tempi questo sembra meritare l'appellativo di "eroe", che una volta veniva attribuito a chi, al prezzo della propria vita, salvava altre vite, il che non mi sembra sia avvenuto nel caso specifico) non può spingere a ignorare che il suo mestiere era quello del mercenario. Francamente non capisco quanti si pentano oggi di averlo definito mercenario: a meno che conoscano male la lingua italiana.

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg