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Malpensa: politici e disvalore
3 Aprile 2008
Padania
Dal blog di Beppe Grillo, 1 aprile 2008: un’analisi certamente non scientifica, ma assai realistica, sull’hub padano virtuale. Da tener presente, verso l’Expo (f.b.)

Galan, presidente Regione Veneto:

“Un secondo “hub” in Italia non ci sta. Non ho conosciuto nessun imprenditore che per poter andare all'estero abbia preso l'aereo a Malpensa”.

Chiamparino, sindaco di Torino:

“Malpensa e Alitalia hanno bisogno di una dose di mercato, il loro limite è che entrambi sono cresciute con eccessive protezioni e non dalla reale capacità competitiva".

Cacciari, sindaco di Venezia: “Venezia è il terzo aeroporto in Italia. Mi sembra che l’80% del traffico gravita su Francoforte o su Roma, non su Malpensa. Quindi per me Malpensa è un problema della Lombardia… su Malpensa si arrangino. A me va benissimo come hub, ma non perché lo è per decreto dello Spirito Santo, ma per logiche di mercato”.

Formigoni, presidente Regione Lombardia:

“Lo si voglia o no, il traffico aereo è qui”.

Letizia Moratti, sindaco di Milano:

“Sì a una moratoria di tre anni per l’hub lombardo”.

Bonomi, presidente di SEA, la società che gestisce lo scalo: “Nel breve e medio periodo l’aeroporto sarà “point to point”.

31 marzo 2008: Alitalia riduce del 72% i suoi voli da Malpensa e risparmia circa 200 milioni di euro annui di costi.

31 marzo 2008: Malpensa è semi deserta, 900 dipendenti di SEA sono in cassa integrazione a rotazione. 400 lavoratori stagionali non avranno il rinnovo del contratto.

30 marzo 2008: La superstrada Boffalora-Malpensa che collega l’A4 Torino-Milano viene inaugurata. Permetterà di velocizzare il tragitto da Torino alla Malpensa. 18,6 km, due corsie per senso di marcia, 260 milioni di euro di spesa. Interessa i comuni di Lonate Pozzuolo, Castano, Buscate, Cuggiono e Inveruno. La superstrada attraversa il Parco del Ticino, una delle poche zone non cementificate della Lombardia.

La Malpensa è un finto hub figlio delle tangenti point to point craxiane. I suoi successori non se la sono sentita di buttare via lo scalo insieme al latitante. L’economia ha dovuto fare il lavoro sporco. Malpensa, al massimo è un point to point, un piccolo aeroporto regionale. Chi vive a Torino parte da Caselle. Chi sta a Treviso vola da Venezia. Volano verso gli hub di Londra, Francoforte, Parigi. Lo fanno da sempre, non perché l’Alitalia è fallita.

L’Italia può permettersi un solo hub. Con Malpensa deserta, con decine di aeroporti nel Nord Italia, si inaugura una nuova superstrada, si asfalta un parco nazionale. I torinesi continueranno a partire da Caselle, i veneziani da Venezia. Per i politici italiani “ nulla si crea, tutto si distrugge” con i soldi pubblici. Le cattedrali nel deserto una volta rendevano sotto forma di tangenti, oggi producono voti e poltrone. Marx inventò il plusvalore, i nostri politici la teoria del disvalore: l'utilizzo del lavoro dei cittadini per produrre valore personale e distruggere il Paese.

Nota: si veda come esempio di parallela "follia aeroportuale padana" il caso parzialmente ricostruito su queste pagine, dell'altro Hub virtuale a Montichiari, di cui chissà perché non parla più nessuno (f.b.)

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