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Beppe Balzarini
Malpensa: i due paradossi
10 Giugno 2010
Padania
Nella gestione della crisi aeroportuale e ambientale dell’ex hub continentale diventato ora chissà cosa, la solita arroganza mista a dilettantismo. Un comunicato di UNICOMAL, 10 giugno 2010

IL PARADOSSO DELLA TERZA PISTA

La Giunta regionale ed altri Enti stanno imprimendo un grande movimento ai programmi per la terza pista ed il colpo di scena è l’annuncio del Consiglio regionale a Malpensa: sarà veramente convocato? A volte, come è noto, basta dirlo… vedremo.

Ma siccome l’obiettivo è la terza pista (Bonomi: “non c’è un momento da perdere”) evidenziamo quello che, della terza pista, è il paradosso.

• Quando il traffico di un aeroporto è in aumento può rendersi necessario aggiungere una pista, quando il traffico cala bruscamente (ed è il caso di Malpensa), normalmente non ci pensa nessuno.

• Alcuni dati: Malpensa gestisce, oggi, con 2 piste, 17 milioni di passeggeri/anno ed è noto che, purtroppo, può arrivare con questa configurazione a ca. 30 milioni di passeggeri ma, francamente, dove li potrà trovare 30 milioni di passeggeri, anche fra 5, 10 anni o più? Il “traffico che aumenta” (ancora Bonomi) è il futuro dietro l’angolo (Expo???), è un sogno o è solo propaganda?

• Quindi per l’operatività di Malpensa la terza pista non serve: ma allora a cosa serve?

IL PARADOSSO DELLA REGIONE LOMBARDIA

• La Regione Lombardia, con D.G.R. N°8/5290 del 03/08/2007, ha classificato i Comuni del C.U.V. in zona di risanamento in cui devono essere ridotte le fonti emissive.

• L'elevato rapporto di emissioni prodotte da Malpensa (dati rilevati e pubblicati da ARPA Lombardia) rispetto alle altre attività presenti sul territorio, indica come unica compensazione possibile la riduzione delle attività aeroportuali.

• Quindi il supporto che Regione Lombardia dà ai piani di crescita dell’aeroporto di Malpensa è sorprendentemente in contrasto con:

- il sopracitato D.G.R. N° 8/5290 del 03/08/2007,

- il collocamento dei Comuni attorno all'aeroporto di Malpensa in “zona di risanamento”, e costituisce una PARADOSSALE AMBIGUITA’.

Alla qualità e quantità delle emissioni inquinanti di Malpensa (dati di ARPA Lombardia, causa Quintavalle e relativa sentenza), si correla un rischio reale per la salute umana, rischio ben noto in Medicina che capiremo quando (troppo tardi) avremo i dati dagli ospedali della zona.



CONCLUSIONE

• Ci auguriamo che la squallida offerta di 1 € per passeggero e l’abbaglio di 300.000 posti di lavoro non stimolino l’appetito di Sindaci e Sindacati, visto che stiamo ancora aspettando i 100.000 posti a cui qualcuno aveva creduto 20 anni fa.

• Il vero valore aggiunto per il Territorio non è Malpensa e la cementificazione dei suoli ma è il parco del Ticino, “Riserva della Biosfera dell’UNESCO e Patrimonio dell’Umanità”

Gallarate, 10 giugno 2010

UNI.CO.MAL. Lombardia

Beppe Balzarini

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