loader
menu
© 2022 Eddyburg
Calvisi Pietro
L'Onu respinge l'Italia
15 Settembre 2009
Articoli del 2009
La più importante organizzazione internazionale accusa il governo per la sua politica contro i migranti. Da il manifesto, 15 settembre 2009 (m.p.g.)

Le politiche di respingimento contro i migranti, attuate dal governo Berlusconi nelle acque del canale di Sicilia, incassano il cartellino rosso anche dalle Nazioni unite. La dura condanna arriva direttamente dall'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Navi Pillay, che denuncia il trattamento riservato ai migranti «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale». È quando emerge dal discorso, anticipato ieri a Ginevra, che Pillay pronuncerà oggi all'inaugurazione della dodicesima sessione del Consiglio Onu dei diritti umani.

Riferendosi al caso del gommone degli eritrei rimasto in mare senza soccorsi, lo scorso mese di agosto per 20 giorni fra la Libia, Malta e l'Italia, l'Alto commissario spiega che «in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi».

Oggi inoltre «partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche di aiuto, in violazione del diritto internazionale». Gli stessi pescatori siciliani, che negli anni hanno sempre aiutato i natanti in avaria, intervistati dal Manifesto qualche settimana fa, hanno detto che dopo l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, e quindi del favoreggiamento per coloro i quali li aiutano ad entrare nel paese, evitano di avvicinare e addirittura di segnalare alle autorità le barche con i migranti a bordo anche se richiedenti soccorso.

Con queste premesse, prosegue l'Alto commissario allargando il campo dell'analisi ad altre aree critiche del pianeta, il «loro destino è così segnato mentre cercano di attraversare il Mediterraneo, il Golfo di Aden (fra la Somalia e lo Yemen, n.d.r.), i Caraibi, l'Oceano indiano o altre zone di mare». A cadere sotto le critiche delle Nazioni unite è anche «la pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere» che deve «cessare». Il fenomeno dell'immigrazione è diventato uno «dei più seri problemi» legati ai diritti umani nel «mondo contemporaneo», poichè «milioni di persone, che rischiano la vita in cerca di una vita migliore», spesso cadono «preda dei trafficanti di esseri umani che prosperano soprattutto dove il controllo dei governi è più debole». Richiami a molti paesi dell'Unione europea, fra cui l'Italia, giungono anche sulla questione delle «discriminazioni e dei trattamenti degradanti» riservati alla popolazione Rom. Secondo la Pillay, «nonostante gli sforzi intrapresi dagli stati membri, dalle organizzazioni internazionali e regionali, il sentimento anti-Rom in Europa resta forte».

Le critiche rivolte dalle Nazioni unite contro le politiche di respingimento hanno acceso le polveri della discussione fra maggioranza e opposizione. «Le gravissime affermazioni dell'Alto commissario Onu - ha detto Margherita Boniver, deputata del Pdl e presidente della Commissione Schengen - dovranno essere supportate da testimonianze e riscontri concreti. È inaudito che simili infamanti accuse siano mirate contro il nostro paese che ha sempre rispettato il diritto internazionale». Nella levata di scudi del centrodestra il capogruppo Pdl al senato, Maurizio Gasparri, ha spiegato che l'Italia rispetta «pienamente tutti i principi e le norme del diritto internazionale», mentre il ministero degli Esteri precisa che «il richiamo alle violazioni del diritto internazionale non è rivolto all'Italia». L'opposizione, a testa bassa, ha attaccato la maggioranza. Secondo il candidato alla segreteria del Pd, Pierluigi Bersani, con queste politiche il paese rischia «figuracce internazionali». La sua collega di partito, Rosy Bindi, rincara la dose spiegando che «l'immagine e il prestigio dell'Italia sono irrimediabilmente sfigurati». «O qualcuno - chiude la Bindi - pensa di tappare la bocca all'Onu con ricatti morali, come si è fatto con la chiesa e si vorrebbe fare con il presidente della Camera?» Dal 7 maggio, data di inizio degli accordi italo-libici, ad oggi 800 migranti sono stati respinti nel paese nordafricano.

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg