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Ettore Livini
L’inutile guerra dei grattacieli (e la politica resta a terra)
18 Ottobre 2011
Milano
Patetica battaglia fra ego più o meno politicanti sul palazzo più vistoso, metafora del livello patetico di certa politica. La Repubblica ed. Milano, 18 ottobre 2011 (f.b.)

Siringone o Formigone? Dopo mesi di polemiche terra-terra su polveri sottili, traffico e super-vitalizi, il dibattito politico a Milano è tornato d’improvviso a volare in quota. Per la precisione a 230 metri dal suolo, dove da un paio di giorni si combatte una battaglia decisiva per il futuro della città: quella per il titolo di grattacielo più alto d’Italia. Roberto Formigoni era convinto di avere il trofeo in tasca grazie ai 161,3 metri del Pirellone-bis, monumento proporzionato alla gloria dei suoi 16 anni da governatore della Lombardia.

Peccato non avesse fatto i conti con "The Spire", l’antenna piazzata a tradimento sabato mattina sul tetto di Torre Garibaldi di Cesar Pelli. In meno di sette minuti, grazie a un’operazione in stile commando di un elicottero Superpuma, il tetto di Milano (e del Paese) è stato alzato di 68,7 metri. A quei 230 metri, appunto, della guglia d’acciaio che ha trasformato il capolavoro del maestro argentino in una copia - scala 4.600 a uno - di una siringa Pic indolor.Il governatore non l’ha mandata giù. E ha puntato i piedi: «L’antenna non vale!». Il Guinness dei primati - sostiene - misura i record dal punto calpestabile più alto di un edificio. E i 161,3 metri del Formigone (come gli intimi chiamano la sede della Regione) svettano di ben 9,3 metri sopra i 152 del dirimpettaio.

La città, dilaniata dalla polemica, ha messo in pista le sue menti migliori. L’Ordine degli architetti, nel timore di offendere uno dei suoi associati, ha preso una posizione netta: «Hanno ragione tutti e due». Stefano Boeri, collega prestato alla politica, la butta in ironia: «Nemmeno a Kuala Lumpur (dove le Petronas di Pelli si perdono tra le nubi a quota 452 metri, ndr) fanno a gara sulle altezze dei grattacieli». Sarà. L’importante è che la guerra del pennone finisca presto. Ne va dell’umore del governatore. Lui sta provando a farsene una ragione: «Un’antenna di mille metri sul Rosa non cambia la geografia: il Bianco resta la montagna più alta d’Europa», ha buttato lì senza convincere nemmeno se stesso.

Il problema resta: ogni mattina, quando entra nel suo ufficio al 36esimo piano del Pirellone-bis e alza la tapparella, si ritrova sotto il naso (anzi, sopra il naso) la punta beffarda di Torre Garibaldi. La Madonnina, dal basso dei suoi 108 metri, assiste silenziosa. Lei – malgrado frequentazioni con il regno dei cieli più solide di Formigoni – non ha fatto polemiche quando è stata superata dal Pirellone. Il resto della città abbozza. Tra pochi giorni, passato l’effetto-favonio, il solito cappotto di Pm10 tornerà a coprire Milano. Lo Spire e la cima del Formigone spariranno nel grigio del cielo metropolitano e il dibattito meneghino, dopo quest’escursione a 230 metri di quota, tornerà con i piedi per terra. Di problemi da risolvere, in fondo, ce ne sono più che a sufficienza anche ad altezza d’uomo.

Nota: avevo già tentato di esprimere, con meno autorevolezza di commentatore of course, i medesimi concetti . qualche giorno fa su Mall (f.b.)

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