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Giorgio Frasca Polara
L’Imperatore Bertolaso
1 Febbraio 2010
Articoli del 2010
Va avanti il lavoro per disossare lo Stato; guida Bertolaso. E l’opposizione dov’è? Terra, 1° febbraio 2010, con postilla

Grazie ai decreti firmati da Berlusconi, non passa giorno senza che aumenti il potere decisionale del capo della Protezione civile. Anche per questioni che con emergenze e calamità nazionali hanno ben poco a che fare

Quanti sanno che da quindici giorni l’Italia è in “stato di emergenza”? Colera? Nuove sciagure nel Paese? No: «A seguito del sisma verificatosi nel territorio della Repubblica di Haiti». Testuale in un decreto del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, emanato in data 13 gennaio 2010 (l’indomani, cioè del disastro avvenuto all’altro capo del mondo) e immediatamente pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La formale spiegazione della stupefacente decisione è contenuta in una lunga serie di “considerata”: che l’Italia «partecipa alle attività di assistenza e soccorso alle popolazioni colpite» dal terremoto; che la situazione è «in continua evoluzione», ciò che suppone «la ineludibile esigenza di una continua azione di assistenza»; che bisogna assicurare «l’urgente attivazione di interventi in deroga all’ordinamento giuridico, anche comunitario».

Ecco, in quest’ultima frase c’è la chiave di tutto. Il terremoto di Haiti è solo un pretesto, è lo strumento - l’ennesimo - adoperato da questo governo da un lato per dare sempre maggior potere alla Protezione civile e dall’altro lato per scavalcare appunto ogni “ordinamento”, per fare e disfare a proprio piacimento senza alcun controllo: parlamentare anzitutto (questi strumenti non passano al vaglio delle Camere), ma anche di parte della giustizia amministrativa e di qualsiasi altro organo di controllo.

Si vuol dire che tra le sacche di eccessivo potere esercitato da questo esecutivo c’è appunto quello dalla prima dei decreti-ordinanza emanati in forza dell’interpretazione estensiva e abusiva di un decreto legge del 2005 convertito nella legge 152 dello stesso anno. In forza di questo stesso abusivo potere, in pratica extraordinamentale, lo stesso governo, per iniziativa diretta del presidente del Consiglio Berlusconi, ha fatto e disfatto quel che voleva nei settori più diversi: sempre «in deroga », e in base ad analogo decreto- ordinanza, è stata persino imposta (superando così riserve, contrasti, conflitti; e scavalcando il potere parlamentare di controllo delle nomine governative) la nomina del nuovo sovrintendente della Pinacoteca di Brera.

Torniamo allo «stato di emergenza » per Haiti? Intanto: perché il decreto emanato da Berlusconi non fissa un termine di questa emergenza? E poi, chi avrebbe mai negato aiuti ad Haiti anche senza decreto-ordinanza così impegnativo? E infine, ma soprattutto: chi si avvantaggia del decreto? Chi ha bisogno congenito di operare nell’assoluta non-trasparenza con il pretesto, appunto, dell’urgenza assoluta?

Ovviamente la Protezione civile e, quindi, il sottosegretario Guido Bertolaso che ne è a capo e che è appena uscito, più che indenne (data la promozione a ministro annunciata da Berlusconi, ndr), dalla vivace polemica sulla gestione pressoché esclusiva da parte degli Usa della macchina mondiale degli aiuti ad Haiti. La Protezione civile gode ormai di uno status di assoluta autonomia: tale e tanta da non rispondere più a nessuno, in Italia come all’Unione europea. Questa autonomia è stata conquistata passo a passo: prima, nel 1992, togliendo ogni competenza in materia (e le strutture, e le articolazioni, e soprattutto i mezzi) al ministero dell’Interno, poi trasformando la struttura della Protezione civile in Dipartimento di cui è capo Bertolaso, infine - con un decreto ancor fresco di stampa: 17 dicembre 2009 - con la creazione su misura di una società per azioni, con alla testa sempre e solo Bertolaso che un giorno sì e l’altro pure annuncia di dimettersi ma non lo ha mai fatto.

Che cosa significa Protezione civile spa? Significa che la struttura, ormai enorme e dotata di mezzi imponenti, ha cessato di essere un ente pubblico e, come tale, sottoposto al controllo del Parlamento. La palla dei controlli passa all’Antitrust per le gare d’appalto, e alla Corte dei conti per il controllo contabile. Né potere e autonomia si sono fermati qui. Ora Bertolaso (con l’evidente sostegno del Cavaliere) è riuscito a strappare un po’ di poteri anche alla Farnesina. In base a un protocollo appena firmato con il ministero degli Esteri la Protezione civile potrà gestire gli interventi umanitari in caso di emergenze internazionali. Accordo valido per tre anni, ma rinnovabili. Gli Esteri si impegnano così a «mettere a disposizione le risorse necessarie, compatibilmente con le esigenze sul territorio nazionale in caso di richiesta di assistenza tecnica volta a rafforzare i locali sistemi di previsione e prevenzione dei disastri naturali ». Qualcuno già parla di impero-Bertolaso.

Postilla

Eppure esistono sentenze che circoscrivono i poteri in materia di emergenza. Si vceda ad esempio la sentenza 127 del 14 aprile 1995, di cui riportiamo il dispositivo: "La Corte costituzionale dichiara che spetta allo Stato, e per esso al Presidente del Consiglio dei ministri, ricorrere allo stato di emergenza a norma dell'art. 5, comma 1, della

legge 24 febbraio 1992, n. 225, in ordine alla situazione socio-economico-ambientale determinatasi nella Regione Puglia, sulla base degli elementi evidenziati dai competenti organi statali e regionali;

Dichiara che non spetta allo Stato, e per esso al Presidente del Consiglio dei ministri, introdurre prescrizioni per fronteggiare detto stato di emergenza che conferiscano ad organi amministrativi poteri d'ordinanza non adeguatamente circoscritti nell'oggetto, tali da derogare a settori di normazione primaria richiamati in termini assolutamente generici, e a leggi fondamentali per la salvaguardia dell'autonomia regionale, senza prevedere, inoltre, l'intesa per la programmazione generale degli interventi; conseguentemente, annulla l'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 8 novembre 1994, nella parte in cui non prevede l'intesa con la Regione [omissis]".

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