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Giovanni Sartori
Leggi e cattive intenzioni
10 Febbraio 2007
Articoli del 2006
Sembra una divagazione, ma non lo è affatto.Leggete fino alla fine.Da il Corriere della sera del 28 marzo 2006

Il testé dismesso ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, nella sua folgorante carriera ne ha dette e fatte di tutti i colori. Ma una l'ha detta magnifica: che la sua legge elettorale (ne ha addirittura rivendicata la stesura), la legge elettorale con la quale dovremo votare tra poco, era una «porcata».

Si potrebbe dire meglio? Per esempio, porcheria? Pensa e ripensa, mi sono dovuto inchinare a Calderoli; porcata era la parola perfetta, imbattibile. Ma perché? Porcata e porcheria non sono sinonimi? Di nuovo pensa e ripensa, ho scoperto che non lo sono, o meglio, che tra le due dizioni esiste una differenza.

Come è noto, io ho sempre detto male del sistema elettorale precedente, del Mattarellum. A forza di dirne male forse l'ho anche bollato come una porcheria; ma mai come una porcata. E ora, grazie a Calderoli, ho anche capito perché. Di per sé una porcheria può essere soltanto una bruttura, una cosa mal riuscita, il frutto di un errore: che so, una pasta stracotta, una maionese impazzita, un quadro di Churchill. Invece la porcata è una vigliaccata caratterizzata dall'intento di avvantaggiarsi fregando un altro. Pertanto il Mattarellum è una porcheria redenta da buone intenzioni (sbagliate), mentre il proporzionellum calderoliano è anche una porcata: una legge che fa male al Paese soltanto per fare male a un concorrente elettorale. «Ipse dixit», così disse Calderoli.

Mi scuso per una disquisizione che può sembrare frivola. Che però «supporta» una tesi che non è per niente frivola. Questa: che mentre i nostri passati governi hanno indubbiamente prodotto porcherie (decisioni malfatte o sbagliate), il lungo governo Berlusconi è invece caratterizzato da porcherie, che sono anche porcate. E questa non è una differenza da poco.

Sull'ultima legge elettorale non ci piove: la sua natura è confessa. Ma l'elenco è lungo. Per la legge Frattini sul conflitto di interessi vale in pieno la dizione di Calderoli, visto che il suo unico scopo è di consentire a Berlusconi di farsene beffe. Lo stesso è vero per la legge Gasparri sugli assetti radio-televisivi, che non ha creato nessun pluralismo dell'informazione ma che ha salvato la Retequattro di Mediaset (Emilio Fede) e consentito all'imperomediatico- pubblicitario di Berlusconi di ingrassare a suo piacimento. Abbiamo poi, scusate se è poco, una nuova costituzione che è una bruttura (porcheria) intrisa di cattive intenzioni (porcata). Aggiungi le leggi sul falso in bilancio, la Cirami, la Schifani, eccetera: tutta una sequela di leggi ad personam variamente salva-Berlusconi e salva-Previti.

Un anno fa pensavo che su queste basi la vittoria del centrosinistra nel 2006 potesse essere una passeggiata. Ma poi Prodi si è impuntato sul programma (che astutamente Berlusconi gli ha lasciato in esclusiva), e oggi è costretto a giocare in difesa su come lo pagherà e con quali tasse. Complimenti. Beninteso Prodi gioca in difesa anche perché i guru gli hanno spiegato che non deve «demonizzare» l'avversario. Sarà (io non ci credo per niente). Il punto resta che in Parlamento l'opposizione ha fatto fuoco e fiamme contro tutte le surricordate leggi vergogna. Ma ora non più, ora non fiata. Allora, l'opposizione esagerava e mentiva prima, oppure è infrollita e rimbecillita oggi? Un minimo di coerenza forse non guasterebbe.

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