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“Legambiente e INU liberisti”
12 Marzo 2006
Lettere e Interventi
Sergio Brenna

Che Legambiente avesse una linea "collaborazionista" con quella del liberismo di Lupi/Verga/Mantini era noto da tempo; vi si affiancano ora i "riformisti" diessini (Oliva/INU, Morassut, Demenici, ecc.), altrettanto dialoganti con la "negoziazione" con l'immobiliarismo rampante (De Albertis/ANCE). Una bella "entente cordiale", non c'é che dire! E i sostenitori dell'uso pubblico del bene comune "città e territorio" dove sono e che fanno ?

La locandina si riferisce a un convegno sul tema “Nuove politiche urbane per combattere il declino e rilanciare l’economia italiana”; introcono Federico Oliva, Presidente Inu,Luciano Caffini, Cecodhas (Federabitazione, Ancab, Federcasa), coordina: Francesco Ferrante, Direttore generale Legambiente. Intervengono Claudio De Albertis, Presidente Ance, Maurizio Lupi, Deputato Forza Italia, Roberto Morassut, Assessore Urbanistica Comune Roma, Gianni Verga, Assessore Urbanistica Comune di Milano, Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze, Presidente Anci, Elvio Ubaldi, Sindaco di Parma, Francesco Rutelli, Presidente La Margherita – DL.

Caro Brenna, ho smesso di meravigliarmi. C’è Berlusconi, e c’è il berlusconismo, che pervade un arco di forze che travalica il confine tra destra e sinistra. E così, oltre alla Legge Lupi, c’è il lupismo, una ideologia di cui da tempo molti di noi denunciano i confini ampi: basta considerare che s’è impadronita quasi senza residui dell’INU. Importante sarà battere Berlusconi il 9 aprile, al berlusconismo penseremo dopo; analogamente, importante è stato far naufragare la legge Lupi, al lupismo penseremo dopo.

All’ultima domanda che fai non so proprio che cosa rispondere. Mi piacerebbe che rispondessero “i sostenitori dell'uso pubblico del bene comune città e territorio” che aderiscono all’INU e a Legambiente. E magari anche che si facessero vivi quegli impreenditori del settore dellecostruzioni che non ritengono che rilanciare la rendita immobiliare equivalga a “rilanciare l’economia italiana”, ma al contrario accelerarne la decadenza. Se ce ne sono ancora.

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