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Andrea Montanari
Le mani di Formigoni sull'Expo
21 Aprile 2010
Milano
Il blob ciellino si ingoia in un boccone solo anche una chiave strategica per il futuro metropolitano. La Repubblica ed. Milano, 21 aprile 2010 (f.b.)

Le mani di Roberto Formigoni sull´Expo. Sarà la Regione, infatti, ad acquistare i terreni attualmente di Fondazione Fiera e gruppo Cabassi. La proposta del governatore, che dribbla i dubbi sulla compravendita manifestati dal ministro Giulio Tremonti, è stata formalizzata ieri nell´incontro tra i soci di Expo 2015. Il sindaco Letizia Moratti potrà partecipare, ma di fatto è stata messa nell´angolo. Come l´ad Lucio Stanca, che potrebbe essere affiancato presto da un direttore generale.

Roberto Formigoni dribbla i dubbi del ministero dell´Economia sull´acquisto delle aree e mette le mani sull´Expo 2015. Sarà la Regione attraverso Finlombarda, oppure una newco composta da Regione, Comune e Provincia a comperare i terreni attualmente di Fondazione Fiera e del gruppo Cabassi dove si svolgerà la manifestazione nel 2015. La proposta è stata formalizzata ieri dal governatore all´incontro tra i soci di Expo 2015 spa, in cui si doveva scegliere tra l´ipotesi di acquisire il solo diritto di superficie dell´area o quella dell´acquisto vero e proprio. Si è scelto per la seconda. «La soluzione preferibile - spiega Formigoni - per superare l´impasse cui la società di gestione ha cercato di porre rimedio in questi mesi. Eravamo pronti a farlo da soli, ma ben venga la partecipazione degli altri soci pubblici anche con quote differenti. Lavoreremo in tempi strettissimi perché le idee le abbiamo chiare. Tutti i cittadini devono sapere che l´Expo sarà fatto con investimenti pubblici e quindi tutti i vantaggi andranno al pubblico. Questo spazza via ogni ipotesi o sospetto di un vantaggio privato». La nuova società, infatti, avrà solo il compito di acquistare le aree, che naturalmente aumenteranno di valore dopo la manifestazione del 2015.

Il sindaco Letizia Moratti non sembra preoccupata dai vincoli posti al suo bilancio dal patto di stabilità: «L´acquisto da parte degli enti pubblici - dice - è un segnale importante perché gli enti pubblici avranno poi anche i vantaggi delle eventuali plusvalenze rispetto agli investimenti che verranno fatti». Lucio Stanca, amministratore delegato della società di gestione dell´Expo, è soddisfatto anche se ora non sarà più lui a trattare. «Un´ottima soluzione - commenta - molto più lineare e istituzionale». Anche se in realtà la sua idea iniziale era che fosse la società di gestione ad acquistare le aree. Persino il presidente della Provincia Guido Podestà, che in mattinata si era improvvisamente convertito all´ipotesi dell´acquisto del solo diritto di superficie, nel pomeriggio corregge il tiro: «Siamo disponibili a partecipare con una quota ancora da definire».

Il ministero dell´Economia ufficialmente tace, anche se la proposta di Formigoni di fatto lo solleva dalle spese per l´acquisto dei terreni. Il suo rappresentante nel cda di Expo 2015 spa, Leonardo Carioni, della Lega, non sembra avere dubbi: «È una soluzione che dà alla società la possibilità di lavorare meglio». Anche i vertici della Fondazione Fiera sembrano soddisfatti e aspettano di incontrare al più presto chi tratterà per il Pirellone. Sanno di poter contare finalmente su un acquirente con un portafoglio più ricco di Comune e Provincia.

Chi attacca l´operazione senza mezzi termini è, invece, l´opposizione di centrosinistra. «Con questa mossa di Formigoni la Moratti non toccherà più palla e il governatore sarà l´unico regista dell´Expo» incalza Matteo Mauri del Pd. Gli fa eco il deputato Vinicio Peluffo: «Per un problema politico tutto interno al centrodestra, vale a dire il disinteresse del governo a investire sulla società di gestione, siamo di fronte all´ennesima scelta che moltiplica le spese e fa perdere tempo nel decidere chi fa cosa».

Resta ancora da capire quando Berlusconi firmerà la lettera di garanzia dei finanziamenti, che la società di gestione dovrà presentare con il dossier definito di candidatura al Bie a Parigi entro il 30 aprile. «Il presidente la dovrebbe firmare proprio in queste ore» assicurava ancora ieri la Moratti. Mentre Formigoni preferiva non sbilanciarsi e aggiungeva prudentemente: «Lo dice lei».

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