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Luigi Longo
Le fonti rinnovabili, per quale sviluppo?
3 Dicembre 2007
La questione energetica
Un urbanista foggiano scrive a Nichi Vendola e al manifesto, a proposito della lettera di Agostinelli e Serafini sull’eolico

Le fonti rinnovabili, per quale sviluppo?

Un urbanista foggiano scrive a Nichi Vendola e al manifesto, a proposito della lettera di Agostinelli e Serafini sull’eolico

Leggendo la lettera aperta al presidente della regione Puglia, apparsa su “il Manifesto” dell’ 8 giungo 2005, di Massimo Serafini e Mario Agostinelli, con cui si chiedeva di ripensare l’idea della moratoria sull’eolico perché «la strada da imboccare è quella della promozione delle fonti rinnovabili», sono giunto ad alcune riflessioni (maturate a partire dalla mia realtà foggiana) per le quali ritengo sensata la proposta di sospendere l’attività dell’eolico nella regione, soprattutto nella provincia di Foggia che in Puglia è la realtà più inondata di eolico(nei comuni del Subappennino dauno con n.455 torri installate, con una potenza totale di MW 300,57 pari all’ 81% dell’intera Puglia con i suoi 371 MW).

Per comodità di sintesi le elenco per punti.

a) Perché produrre energia elettrica? L’energia elettrica serve per mettere in moto questo modello di sviluppo che ha bisogno sempre più di energia per produrre sempre più merci. Il modo di produrre merci distrugge territorio (natura e ambiente) e non considera le leggi fondamentali della natura. E’ un modello utilitaristico della società e dell’economia che considera «la natura il “fondo materiale” della storia, l’inesauribile riserva di estrazione di risorse minerali, vegetali ed animali».

b) La produzione di energia con fonti rinnovabili non è finalizzata a un modello economico e sociale che pianifica sia una sostituzione della produzione di energia da fonti non rinnovabili come le grandi centrali elettriche a carbone con grandi impatti umani e ambientali sia un altro modo di produrre l’energia e di organizzare la produzione e la riproduzione della società storicamente data.

c) Al di là della scelta giusta e sensata di produrre energia dalle fonti rinnovabili con tecnologia che rispetta i cicli della natura (la tecnologia non è neutrale), resta il problema del perché produrre energia, per chi, per che cosa? Perché un territorio di rilevante importanza agricola, naturalistica ed ambientale come quello foggiano deve essere “specializzato” a produrre energia elettrica tramite l’eolico (perché solo l’eolico?) che non ha nessuna interconnessione con il territorio e finisce per depauperare i territori interni (collinari e montani) con l’ulteriore abbandono dell’agricoltura ? I territori agricoli vengono convertiti con la messa a “coltura” dell’eolico a scapito di uno sviluppo agricolo che recuperi la memoria delle masserie ecologiche, dei piani zonali, di una difesa del territorio, di un impegno reale e concreto per bloccare il dissesto idrogeologico, eccetera. Insomma, uno sviluppo locale che sappia tutelare e valorizzare le risorse vocazionali del territorio è l’unica strada per non cancellare la storia, la cultura e l’esistenza di queste importanti comunità locali che hanno saputo costruire milieu locale innervato con la natura e l’ambiente.

d) L’eolico è energia che viene prodotta sopratutto dalle grandi imprese, anche multinazionali. Il modo di produzione delle imprese non considera il paesaggio, la natura, il territorio: esse ignorano le regole della natura e dell’ambiente ma non quelle del profitto e del potere. Intervengono sul territorio senza regole e l’unico controllo degli enti locali è quello delle banali varianti agli strumenti urbanistici vigenti, inadeguati e carenti.

e)La lettera aperta è una presa di posizione che si pone nella frattura tra la teoria e la prassi, dove la teoria non si rinnova con la prassi (e viceversa) e che non tiene conto del modo di produzione (forze produttive sociali, rapporti sociali di produzione, eccetera) dell’ energia elettrica sia essa fondata sulle fonti rinnovabili sia essa fondata su quelle non rinnovabili.

f) La provincia di Foggia è “ricca” di piani di area vasta redatti e in fase di redazione che si rifanno al cosiddetto sviluppo sostenibile. Sono piani che non comunicano e non producono un progetto sostenibile dell’insieme del territorio. La produzione di energia elettrica (rinnovabile o non rinnovabile) non ha nessuna correlazione con un progetto territoriale sostenibile della Capitanata.

La Puglia non ha un piano regionale di energia che si innerva con un piano di sviluppo territoriale, economico e sociale. Il presidente Vendola non solo fa bene a proporre la moratoria sull’eolico, considerato che non ha nulla a che fare con la produzione di energia pulita per uno sviluppo territoriale rispettoso della dignità umana e dei cicli ecologici e naturali, ma dovrebbe anche, a mio parere, impostare la questione energetica tenendo legate le pianificazioni territoriale, ambientale ed economica.

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