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Luca Beltrami Gadola
Le domande sull´Expo rimaste senza risposta
2 Agosto 2011
Milano
Altre ombre sull’Expo 2015. Se non si sa chi metterà i soldi, vuol dire che sborseranno i soliti: cioè quelli che pagano le tasse, da Milano a Trapani. La Repubblica, ed. Milano, 2 agosto 2011

L´assessore Bruno Tabacci venerdì scorso, prima che il sindaco Pisapia annunciasse l´azzeramento del consiglio di amministrazione di Atm e quasi a creare un clima adatto, aveva informato i giornalisti: «Il governo a proposito del finanziamento della MM4 ci ha detto che il contributo dello Stato, ancorché stanziato e ripartito su più anni, ci sarà solo se le casse saranno in grado di erogarlo concretamente, trasferendo le somme al destinatario». Come dire: se ce li ho te li do. Tanto per capirci, sono una parte modesta dei 1.486 milioni di euro per i quali il governo si era impegnato a finanziare l´Expo. Giustamente l´assessore si domandava se fosse legittimo fare gare d´appalto senza sapere se ci saranno i soldi per pagare le imprese. Verrebbe da dire, quasi fossimo al tavolo da gioco: «Soldi sul tavolo». Non solo dirlo al governo ma a tutti i soggetti che nel dossier di presentazione al Bie sono indicati come finanziatori e cioè: governo per 1.486 milioni, Regione, Provincia e Comune per 851 milioni e per finire i privati per 891 milioni. Se il governo ha dato una risposta di questo genere cosa diranno gli altri partner? Chi sono questi privati? Il loro interesse a entrare nel gioco è rimasto immutato anche se i chiari di luna dell´economia e delle aziende sono notevolmente cambiati?

Tempo fa da queste colonne, prima dell´insediamento della nuova giunta, osservavo che era arrivato il momento che qualcuno desse autorevolmente un quadro complessivo dell´operazione Expo a oggi. Ripropongo la stessa questione perché ritengo necessaria una sorta di sportello unico del Comune che risponda alle domande dei cittadini e degli operatori su Expo. In base alle deleghe assessorili non saprei a chi rivolgermi, visto che la delega di Stefano Boeri, principalmente alla cultura ma l´unica in cui compaia la parola Expo, recita: «Promozione, valorizzazione e diffusione dei risultati della manifestazione del 2015». E dunque sembra escludere ogni attinenza al finanziamento e alla realizzazione. Si direbbe che solo al sindaco competano le attività delle quali ci stiamo occupando, perché tra le sue attribuzioni leggiamo: «Definizione degli indirizzi e coordinamento della realizzazione di grandi eventi di rilevanza nazionale e internazionale promossi da singoli assessori o d´interesse del Comune di Milano». Un lungo giro di parole per dire essenzialmente Expo. Allora, per via istituzionale, è da lui che dobbiamo aspettarci qualcosa sullo stato "realistico" dell´arte sull´evento e forse l´indicazione di un suo delegato speciale alla bisogna, visti i gravosi impegni che lo aspettano in futuro per dare attuazione al suo programma. Se poi, per dannata ipotesi, non si ottenesse dal governo una reale garanzia sui finanziamenti, cosa si dovrà fare? Per MM4 si possono limitare i lavori a un solo tratto, ma di Expo non se ne potrà fare un terzo o metà! Allora tanto ne abbiamo a lasciar perdere o, almeno prudentemente mettere allo studio un piano B che individui subito le opere "minime" necessarie a tagliare il nastro nel maggio 2015.

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