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sezione di Bologna Italia Nostra
Le colline di Bologna 36 anni dopo
2 Agosto 2005
Bologna
Confermata la notizia che avevo raccolto (vedi la risposta alla lettera di Legambiente-Modena). Una lettera di Italia Nostra - sezioni Emilia-Romagna e Bologna(1 agosto 2005) e una postilla che spiega qualcosa

COMUNICATO STAMPA

1 agosto 2005 - I Presidenti del Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna e della Sezione di Bologna di Italia Nostra hanno inviato in data 1 agosto la seguente lettera al Sindaco e all'Assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna:

Egregio Signor Sindaco, Egregio Signor Assessore,

numerosi cantieri in corso nella collina prossima a Bologna fanno pensare che siano intervenuti negli ultimi tempi dei cambiamenti peggiorativi nelle politiche di difesa del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della collina, praticate con coerenza e sostanziale continuità dal Comune di Bologna da ormai quarant'anni.

In questo senso destano forti preoccupazioni tre cantieri (li citiamo ad esempio, ma ce n’é altri) posti l’uno all'inizio della via di Roncrio, un secondo presso la frazione di Roncrio al bivio di via della Trappola, il terzo a poche decine di metri dalla Basilica di San Luca sulla destra per chi sale dal Meloncello.

Il portico e la Basilica di San Luca, in particolare, non sono episodi qualsiasi del paesaggio e della storia culturale, religiosa e artistica di Bologna: meritano più attenzione e rispetto di quelli che si manifestano in quest’ultimo caso.

Le dimensioni e l'invasività dei nuovi edifici in costruzione sembrano a prima vista contrastare con le linee e le normative di tutela poste in essere fin dagli anni '60 da Comune e Soprintendenze. Siamo certi che il Comune, ove non l’abbia già fatto, verificherà la regolarità degli edifici e delle autorizzazioni anche alla luce delle localizzazioni e delle insolite dimensioni degli interventi in questione, e procederà di conseguenza qualora venissero riscontrate anomalie.

Se invece queste costruzioni fossero pienamente autorizzate, riteniamo sia urgente rivedere le parti di norme e regolamenti che si sono appalesate così clamorosamente inefficaci in questi casi, al fine di evitare che episodi simili possano ripetersi. Occorre poi che siano raddoppiati gli sforzi e le attenzioni degli organismi comunali preposti alle valutazioni di merito sui progetti sottoposti all’approvazione.

Confidando nella Loro attenzione e nel Loro efficace impegno e confermando la volontà di Italia Nostra di continuare a contribuire al migliore andamento delle politiche di difesa del patrimonio storico-artistico e paesaggistico della nostra città, porgiamo distinti saluti.

Paolo Pupillo, Presidente della Sezione bolognese di Italia Nostra

Raffaele Mazzanti, Consigliere Nazionale, Presidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra

Postilla

Negli anni 60 i migliori nomi dell’urbanistica italiana e le più avvedute amministrazioni si impegnarono nella tutela del paesaggio urbano: a Firenze (Detti), ad Assisi (Astengo), a Bologna (Campos Venuti) le colline, che già la speculazione aggrediva, furono vincolate da varianti ad hoc o da piani urbanistici “innovativi” (allora non si diceva così, ma si faceva). Gli esempi fecero scuola, e le città che si muovevano nella direzione opposta sono oggi additate come esempi degli scempi più inumani (la collina del Vomero a Napoli).

Che cosa è cambiato, da allora a oggi? Molto, se a Bologna succede ciò che Italia Nostra denuncia. E non si tratta di abusivismo, né di colpi di coda della giunta Guazzaloca. Ciò che sta avvenendo è il risultato dell’applicazione del PRG approvato nel 1989 dalla Giunta PCI-PSI. Un piano che fu pesantemente modificato quando il PSI entrò in maggioranza. Tra l’altro, si consenti che potessero essere autorizzate ristrutturazioni edilizia di “edifici esistenti all'interno di zone agricole non destinati o non destinabili all'attività agricola (edifici residenziali accatastati al NCEU, edifici colonici non più funzionali alla produzione agricola, edifici o parti di edifici utilizzati per attività produttiva e/o di servizio)”, cambiandone la destinazione e con un significativo premio di cubatura”. (articolo 58 - Nuclei edilizi esistenti).

Una interpretazione abbastanza allegra della conservazione del paesaggio della collina. I cittadini bolognesi possono già immaginarne gli effetti osservando i numerosi cantieri apert: uno a fianco del Santuario di San Luca. C’è da sperare che l’allarme lanciato da Italia Nostra, e ripreso da Eddyburg, solleciti gli amministratori a tamponare con immediatezza gli effetti di quel perverso dispositivo.

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