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(red.)
Le case popolari non sono un villaggio vacanze
22 Maggio 2006
Articoli del 2005
Guerre tra poveri, e argomenti tristemente già sentiti, nella drammatica crisi degli alloggi economici a Pechino. Dal China View, 21 giugno 2005 (f.b.)

Titolo originale: Affordable housing is no holiday camp – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Pechino, 21 giugno – a marzo Wang Li, trentacinquenne insegnante di liceo a Pechino, ha piantato una tenda e ci ha vissuto per più di cinquanta giorni.

Wang non era in vacanza in campeggio. Stava aspettando di poter comperare una casa di edilizia convenzionata.

Il dramma di questa insegnante è condiviso da molti, a Pechino.

Wang era in coda vicino al tratto meridionale del Terzo Anello stradale di Pechino. I costruttori hanno ricevuto ben 3.285 richieste per un progetto che conta solo 441 appartamenti, secondo il Beijing Times.

La concorrenza per la possibilità di firmare un contratto è stata feroce. Persone come Wang hanno fatto tutto quello che potevano, compreso il campeggio, per restare in fila e avere la possibilità di assicurarsi un posto.

Yu Qi, 47 anni, è stato più fortunato, e ha ricevuto l’assegnazione per un alloggio a basso costo nella zona di Tiantongyuan nella fascia esterna di Pechino, dopo aver aspettato solo tre ore.

L’operaia disoccupata era fra le centinaia di richiedenti di una lunga fila che si snodava per più di 500 metri. Ci sono volute guardie della sicurezza lungo le transenne per mantenere l’ordine, nel caos di venditori che offrivano cibo e bevande alla gente in attesa.

La mattina del 13 giugno, i costruttori hanno assegnato 5.000 alloggi, a 2.650 yuan (320,4 dollari) al metro quadrato, 2.000 yuan (241 dollari) in meno del prezzo di mercato delle case lì attorno.

”Il prezzo è ragionevole e gli appartamento sono buoni. Ma ce ne sono troppo pochi” dice Yu.

A causa di un progetto di rinnovo urbano, Yu e la sua famiglia sono stati trasferiti in un quartiere popolare in affitto alla periferia della città.

”Insieme con mio marito abbiamo un salario mensile di circa 2.000 yuan (241 dollari). Coi nostri risparmi, più l’indennizzo di trasferimento da parte del governo di 200.000 yuan (24.100 dollari) riusciamo a permetterci un alloggio di 80 metri quadrati.

Molte delle famiglie a basso reddito nella capitale devono contendersi i pochi alloggi a basso prezzo disponibili, nonostante un eccesso di case di lusso sul mercato.

James Jao, cinese-americano consulente del Consiglio di Stato, dice che l’offerta di case a buon mercato non può corrispondere alla domanda dei residenti a basso reddito. Jao è anche titolare della J.A.O Design International Architects & Planners Limited.

Secondo i calcoli del Comitato per le Costruzioni di Pechino, dei circa 20 milioni di metri quadrati di edilizia residenziale venduti nel 2004, solo 2 milioni erano destinati alle famiglie a basso reddito.

Solo il 4,61 per cento dell’investimento totale immobiliare della città nel 2004 è stato in case a buon mercato.

Il bisogno è diventato più acuto da quando l’amministrazione locale ha iniziato l’attuazione del nuovo piano quinquennale, restringendo le aree già destinate alle abitazioni economiche.

Liu Yongfu, direttore del Comitato per le Costruzioni di Pechino, secondo il Beijing Times ha affermato che le case economiche avranno a disposizione una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadri nei prossimi cinque anni, con una riduzione di 5 milioni rispetto al quinquennio precedente.

Nel frattempo, la domanda per questo tipo di case è salita sino a 11 milioni di metri quadri, a causa delle operazioni urbanistiche, ricostruzioni, progetti stradali.

E se la carenza di case economiche è una realtà tangibile, meno chiaro è quello che costituisce oggi una “persona a basso reddito”, e ciò rende la maggior parte degli abitanti qualificati ad accedere a questo tipo di edilizia.

”C’è gente che guida una BMW e riceve i documenti di assegnazione prima di altri che hanno solo la bicicletta” afferma Liu Hongyu, professore all’Istituto di Studi Immobiliari all’Università di Tsinghua University, in un’intervista alla Televisione Centrale Cinese.

”Ma i quartieri popolari sono stati costruiti per assistere quelli con la bicicletta nell’acquisto di una casa” prosegue Liu.

Zheng Siqi, lettrice nello stesso istituto, da’ la colpa ad un sistema creditizio nazionale alle persone incompleto, e alla definizione vaga di cosa sia il “basso reddito”.

”Una famiglia a basso reddito è identificata da un salario annuo di 60.000 yuan (7.255 dollari), cifra che non è stata cambiata dal 1998, quando fu lanciato il programma delle case economiche” dice Zheng.

”Il reddito non dovrebbe essere calcolato in base al salario. Oggigiorno il reddito ha varie fonti”.

Dunque, alcune persone a reddito maggiore si sono avvantaggiate, nei progetti di case economiche.

”Si possono vedere auto di lusso parcheggiate di fronte ai quartieri più grossi” aggiunge.

Secondo i calcoli del Comitato per le Costruzioni di Pechino, il 10 per cento delle 175.000 famiglie che hanno acquistato case economiche dal 1998 non ha superato le verifiche più recenti per le qualifiche al diritto.

Per tutelare gli interessi degli abitanti a basso reddito, il Comitato sta rafforzando il sistema delle verifiche su redditi e tasse, migliorando il sistema attraverso la pubblicazione di dati sul sito web.

Chi viola le regole sarà escluso dalle graduatorie delle case economiche per due anni.

In più, i sottili margini di profitto consentiti dall’edilizia popolare hanno ridotto la voglia dei costruttori di investire in questa direzione, sostiene Sam Casella, presidente di Planning Authority LLC, studio di consulenza americano.

”Costruttori e governo, invece, si sono concentrati su interventi più lucrosi rivolti a strati di mercato superiori” dice Casella.

”Se chiedono di realizzare alloggi di lusso, il governo dovrebbe autorizzare solo interventi misti: parte case costose, parte abitazioni meno costose”.

Nota: al sito Xinhua Online il testo originale (f.b.)

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