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L’alba della mobilità urbana?
1 Luglio 2011
Milano
Due notizie da la Repubblica e Corriere della Sera edizione Milano: la nuova giunta non ne vuole sapere del megatunnel autostradale sotto la città, mentre spuntano altre iniziative. Postilla (f.b.)

Corriere della Sera

Maran boccia il tunnel Linate-Expo: non è una priorità

Il maxi-tunnel Linate-Expo? Un’opera «che va realizzata» . A sostenere la necessità della «sotterranea» che dovrà collegare il sito dell’esposizione con l’aeroporto cittadino è Paolo Berlusconi. In un convegno sulla mobilità sostenibile il fratello del premier ha richiamato ieri il neoassessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran. «Il tunnel— ha spiegato l’editore del Giornale— dovrebbe cambiare le abitudini e la viabilità della città, facendo risparmiare un'ora di tempo per attraversare da est a ovest Milano» .

Berlusconi ha poi affermato che «i soldi dei privati sembra che ci siano» . Risposta a strettissimo giro di posta di Maran: «Non è nelle priorità. Il tunnel non è stato inserito nel Pgt neanche dal centrodestra quando era al governo della città» . Per la nuova amministrazione «le risorse vanno invece investite in metropolitane e nel trasporto dei pendolari» . Il tunnel infine, ha sottolineato l'assessore, «non era destinato ad essere un servizio di massa» .

la Repubblica

Paolo Berlusconi sponsor del maxitunnel

di Teresa Monestiroli

Premesso che «né io né la mia famiglia abbiamo niente a che vedere con il progetto, ritengo che il tunnel Linate-Expo su cui stava lavorando la giunta Moratti, sia un bel progetto e sarebbe un peccato lasciarlo cadere». A sponsorizzare la maxigalleria che avrebbe dovuto essere costruita in project financing dalla società Condotte è Paolo Berlusconi. Un endorsement a sorpresa che ha lasciato di stucco anche il neo assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran, presente anche lui al convegno sulla mobilità sostenibile organizzato ieri dal quotidiano della famiglia Berlusconi. «Il tunnel dovrebbe cambiare le abitudini e la viabilità della città - ha spiegato il fratello del premier - , facendo risparmiare un’ora di tempo per attraversare da est a ovest la città. Mi pare che i soldi dei privati ci siano».

«Non è una priorità - risponde l’assessore Maran - . In questo momento bisogna investire su metropolitane e trasporto per i pendolari. Inoltre non mi pare che il tunnel, così com’è stato pensato, sia destinato a essere un servizio di massa visto che percorrerlo tutto costava circa 10 euro». Il centrosinistra, d’altronde, non ha mai nascosto la sua contrarietà all’opera mastodontica che dovrebbe attraversare la città sotto terra. Ed è proprio grazie alla battaglia fatta dall’allora opposizione in consiglio comunale che il progetto fu inserito nel Pgt, ma vincolato al Piano urbano della mobilità ancora da preparare. Edoardo Croci, promotore dei referendum ambientali, commenta: «La congestion charge prevista dall’esito dei referendum richiede di rivedere le valutazioni sul traffico e dunque anche sui proventi tariffari del tunnel».

la Repubblica

È elettrico il futuro del car sharing

di Ilaria Carra

Lasciare l’auto che inquina fuori da Milano ed entrare in città con un mezzo a zero emissioni. È sfruttando le case cantoniere milanesi, oggi quasi tutte inutilizzate, che nascerà il progetto del primo car sharing elettrico. L’idea è della Provincia, che possiede trenta strutture distribuite sul territorio, come a Liscate, Locate Triulzi, Melegnano, Paderno Dugnano, Paullo, Palazzolo, Rosate, Lainate, Castano Primo, Vaprio d’Adda, Corbetta, Cernusco sul Naviglio, Gorgonzola, Cassano d’Adda, Binasco, Cusago, Santo Stefano Ticino, Busto Garolfo e Ossona. Ex depositi per la manutenzione delle strade di circa 350 metri quadri l’una e migliaia di metri quadri di terreno che si è deciso di trasformare in centri servizi polifunzionali. In pratica, il pendolare arriverà con la sua auto, potrà parcheggiarla all’interno e ripartire a bordo di un mezzo elettrico, auto o moto. La casa cantoniera sarà parcheggio ma anche bar e punto di ristoro, con un albergo low cost e un servizio di manutenzione per le auto.

Un sistema che nelle intenzioni della Provincia sarà a pagamento e si alimenterà grazie agli abbonamenti e ad eventuali partner privati, mentre per i mezzi sono già in corso trattative con case automobiliste produttrici come Renault e Mitsubishi e non è escluso che al progetto possa partecipare anche Enel.

«L’obiettivo - ha spiegato l’assessore provinciale ai Trasporti Giovanni De Nicola al convegno "Una scossa alla città" - è rispondere a un’esigenza espressa dai cittadini di abbattere il Pm10 e ridurre gli ingressi a Milano di veicoli inquinanti». E scoraggiare i milanesi a raggiungere la grande città con veicoli che inquinano, intercettando i grandi volumi di traffico: a Nord sono 110mila le auto che ogni giorno fanno avanti e indietro sulla Milano-Meda, 70mila sulla Rivoltana e Cassanese a Est, 44mila sulla Val Tidone a Sud e 31mila sulla Vecchia Vigevanese a ovest. Un sistema che sarà compatibile con le auto in condivisione già presenti nelle città e che, nelle intenzioni di Palazzo Isimbardi, potrebbe vedere la luce dalla prossima estate. Per Matteo Mauri, capogruppo Pd in Provincia «è un’idea interessante e decisamente di sinistra, non possiamo che sostenerla. Vogliamo sperare che non sia uno dei soliti annunci di questa giunta poi non concretizzati».

postilla



Come riecheggia ormai da lustri il classico mantra: non c’è differenza tra destra e sinistra! Prendiamolo per buono una volta tanto, giusto per trovarne un’altra, di differenza, ovvero quella fra chi va in una direzione e chi in un’altra, con la democratica possibilità di giudicare quale sia quella giusta, o più accettabile.

Il megatunnel Linate-Expo porta automobili dall’estremità est della circoscrizione comunale di Milano a quella occidentale; risucchia enormi risorse sottraendole ad altri investimenti; induce automaticamente processi di sbrigativo urban renewal in stile quasi ottocentesco (se togliamo dalla bilancia il glamour comunicativo di architetti e uffici di pubbliche relazioni); rafforza la logica perversa al tempo stesso centripeta e centrifuga che produce sprawl classico sul modello distretti centrali terziarizzati – o gentrificati, che è quasi la stessa cosa – e fasce suburbane socialmente segregate; conferma e rilancia strategie di urbanizzazione sicuramente insostenibili come quelle suggerite dagli anelli concentrici delle Tangenziali, e relative “colmate” della fascia agricola intermedia.

Il car-sharing in teoria, elettrico a vela o a carbone che lo si voglia pensare, sembrerebbe complementare alla medesima logica, almeno per i nemici giurati delle quattro ruote a motore. Ma non lo è affatto, perché va nella direzione opposta. Certo non si propone come una di quelle copertine di Urania disegnate da Karel Thole, con un mondo improvvisamente ribaltato fatto di biciclette, prati verdi dove splende sempre il sole, uccellini che cantano, dove pare non si lavori e non si crepi mai. Ma va sicuramente nella direzione opposta perché introduce una discontinuità: arrivi dallo sprawl metropolitano, dove ti hanno forzato a vivere in villetta più giardino con lavori forzati e coda rituale al sabato per il centro commerciale? Ecco, adesso molli la tua macchinina e entri in un altro universo, dove girano altre macchinine però un po’ diverse. Dove si gira anche a piedi, se le distanze lo consentono, o in bici, o coi mezzi. Dove le trasformazioni urbanistiche avvengono in modo coordinato a questo genere di mobilità, e le localizzazioni funzionali pure …

Concludendo: c’è differenza fra destra e sinistra? Scegliete la direzione preferita (f.b.)

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