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Judith Butler e Paola Rudan
La sinistra democratica soffre ovunque, ma in Italia di più
20 Marzo 2016
Sinistra
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La difficoltà a tenere insieme un’unione politica organizzata è segno di una difficoltà più radicale: quella di tenere insieme libertà e giustizia; un problema classico, che ritorna ogni qualvolta una crisi economica lacerante e profonda impone di scegliere» Ma Renzi appartiene alla "sinistra democratica"?Huffington post, 20 marzo 2016

La sofferenza della sinistra va oltre le vicende nazionali e le scissioni, minacciate o reali, che la segnano. Come un processo di partenogenesi, da un seme comune -- che porta il nome di giustizia sociale tra liberi e eguali -- molti e diversi corpi nascono, cadono e si sviluppano senza interruzione. E’ possibile leggere questo fenomeno come un segno di libertà e di vivacità politica che esiste solo nelle società aperte e libere. Partenogenesi è, dopo tutto, nuova vita non frammentazione ed espressone di un segno per fortuna mai sopito che esiste il bisogno di pensare, di riflettere criticamente sulle modificazioni sociali e su come queste cambino le interpretazioni dei comuni valori e principi. Dissenso implica ricerca.

Tuttavia, nonostante questo sforzo di vedere le cose in positivo, per la tradizione della sinistra democratica e liberale questa è e sarà ricordata come un’età di grande sofferenza, per la difficoltà di trovare un punto di riferimento solido che stia oltre le figure politiche individuali, oltre leader rappresentativi, e invece nei processi sociali e nelle costruzioni ideali che tengono insieme forme collettive. E’ nel partito che le trasformazioni e le ricerche possono e devono trovare radicamento, in un movimento collettivo. La leadership in solitudine non basta e in alcuni casi può essere ostruttiva del processo di trasformazione.

La difficoltà a tenere insieme un’unione politica organizzata è segno di una difficoltà più radicale. Quella di tenere insieme libertà e giustizia -- un problema classico, che ritorna ogni qualvolta una crisi economica lacerante e profonda impone agli attori politici, ai cittadini e ai leader, di scegliere. In un clima di scarsità delle risorse, come è quello in cui ci troviamo, finita la fase di crescita espansiva dei consumi e della programmazione via stato della redistribuzione della ricchezza tra eguali cittadini della nazione democratica, la sinistra nei paesi occidentali, ed europei soprattutto, ha cominciato a registrare una reale crisi di identità e un declino di identificazione. Si tratta di un fenomeno non recentissimo e che ha preso i caratteri specifici dei paesi di appartenenza.

E' la profonda insoddisfazione verso le politiche sociali del Partito Democratico che mette in risalto la difficoltà di Hillary Clinton a conquistare una forte e chiara nomination nelle primarie per le prossime elezioni presidenziali. Come un fiume carsico, l’energia contestatrice di democrazia sociale e di criitica della straordinaria disegueglianza economica che si è sprigionata con Occupy Wall Street sta emergendo in maniera dirompente, senza timidezza, con lo straordinario successo di opinione e identificazione intorno a Berny Sanders. E anche se la sua campagna per la nomination non avrà successo, le richieste che rappresenta – fare del sogno americano una promessa realizzabile non un opium populi—non sono destinate a scomparire. E così, in Francia, gli scioperi contro laderegolamentazione del lavoro e la decurtazione dei diritti sociali rendeno isocialisti al governo la controparte contro la quale i cittadini (e isocialisti) contestano la violazione della promessa di giustizia sociale. Nonsarà facile per il partito di Holland arginare il movimento e restare allaguida del movimento. Essere partito dilotta e di governo, arduo in sè, è praticamente impossibile quando lecondizioni per la redistribuzione della ricchezza sono ridotte all’osso. In questa Europa, gruppi sociali e poterihanno voci molto ineguali e indubbiamente la radicalizzazione dei conflitti puòdiventare isostenibile per le democrazie costituzionali.

Al di fuori dei partititradizionali, il movimento di ricostruzione della sinistra in contestisocio-economici disastrati o difficili ha preso strade movimentiste e populiste,linguaggi e forme di aggregazione che fino a qualche tempo fa erano, in Europaalmeno, praticate soprattutto dalla destra. Il populismo che la sinistrabrandisce in Grecia e in Spagna ha il significato esplicito di una reazionecontro partiti socialisti consumati dall’esercizio del potere. Senza classi sociali sulle quali ricostruireil tessuto connettivo degli ideali di giustizia e solidarietà, è il popolo deimolti, la maggioranza larga di coloro che vivono (male) del proprio lavoro, enon hanno rappresentanza sociale forte, a fare da tessuto connettivo. Ilpopulsimo al quale la sinistra si è rivolta è il segno di un “grido di dolore”(come chiamava Emile Durkheim il socialismo) che i partiti tradizionali dellasinistra non sembrano capaci o desiderosi di ascoltate e che il populismostesso non garantisce di risolvere.

E’ in questa età complessa che la sinistra vive lasofferenza di una cultura politica che non sembra riuscire più ad orientare leazioni e unire larghe forze collettive, che ha smarrito il linguaggio delriformismo sociale. Accanto agli esempidi indubbio coraggio politico che vengono dagli Stati Uniti (e dal pocomenzionato Canada, un esempio di vittoria della sinistra democratica dirilievo) vi sono casi come quello italiano di profonda e radicale frammentazione.In Italia, dove l'erosione della tradizione e dei valori delle sinistra si èintrecciata al declino per vie giudiziarie della classe politica e dei partitiche fecero la ricostruzione post-bellica, la transizione verso un soggettopolitico nuovo sembra infinita. E nonancora approdata ad una sedimentazione delle fondamenta. Nel moto tellurico disigle, statuti, e leadership, sembrano essere stati travolti quegli stessiprincipi di democrazia sociale che vengono tuttavia propagandati e proclamati.La sinistra italiana sembra annaspare senza riuscire a trovare un appigliosicuro a partire dal quale recuperare energie e tornare a nagivare in mareaperto. Essa é l’immagine più esemplare della sofferenza

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