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Sandro Roggio
La sarda commedia del Ppr
12 Novembre 2011
Sardegna
Cercano di svuotare il solido piano paesaggistico di Soru derogando con eversive leggi di settore (casa, golf…). La Nuova Sardegna, 12 nevembre 2011

Quelle pagine di pubblicità – che ci hanno messo in conto – saranno ricordate pure per la delusione dei fans di Cappellacci. Dopo il rullo di tamburi e le trombe a tutto fiato si aspettavano il seguito, la spiegazione tempestiva e inconfutabile: la prova che il “partito del no” aveva torto a difendere spiagge e scogliere non più bellezze uniche ma merci da mettere senza rimpianti nel frullatore del mercato. Non c'è stato il colpo di scena, lo schiaffo al lavoro degli esperti del tempo di Soru. Il [nuovo] Ppr è ancora una bozza ufficiosa e parziale, senza una spiegazione.

Le ragioni dell'attesa sono evidenti: il Ppr deve inquadrare le due leggi (piano-casa e golf). Così lo strumento sovraordinato, di interesse europeo, è qui ridotto al rango di spalla, e nella sarda commedia aspetta e appoggia le battute di altri. Deve aggiustare le contraddizioni dei due provvedimenti che altrimenti non resisterebbero in nessun giudizio. E non è detto resistano, come lascia intendere l'intervista del ministro Galan al Sole24ore del 2novembre. Ma attenzione, l'obiettivo potrebbe essere il cortocircuito, una fase di destabilizzazione comoda per chi volesse approfittarne.

Sul Ppr Cappellacci non offre una nuova visione. Conserva il vecchio impianto debilitandolo in più punti, aprendo varchi, pure nelle fasce tutelate già negli anni Settanta del secolo scorso, che diventeranno voragini secondo l'uso che si farà di norme ambigue come quelle nel piano-casa1. Si annuncia la tutela nei titoli con ritrattazione nelle successive pagine. Come una manovra finanziaria che accoglie migliaia di esigenze incompatibili o la giustizia resa flessibile e ad personam.

Nelle due leggi, diverse e complementari, è scritto il programma di governo del territorio secondo la destra o una parte di essa. Il piano-casa, alla terza edizione, ha un suo costrutto ideologico nel versante populista, accoglie interessi diffusi. E' ad ampio spettro contro i vincoli, come si dice per gli antibiotici. Dà un permesso generale che ha il suo lato ragionevole nel proposito di combattere le regole intricate che rendono difficile aprire una finestra e facili le speculazioni – che però, a ben guardare, saranno le più garantite.

La legge sul golf è un mezzo rozzo e approssimativo (al punto che, appena approvata, ha bisogno del soccorso triangolare di piano-casa3 oltre che di Ppr). Una mistificazione senza estro che non entrerà nella lista dei grandi fantasiosi trucchi della Storia (dal cavallo di Troia all' affare Dreyfus al milione di posti di lavoro di B). Starà tra i tentativi di aggirare i vincoli paesaggistici a favore di pochi, con il pretesto dello sviluppo in tempo di crisi. Farà il paio con l' “accordo di programma” introdotto nella pianificazione del 1993, a vantaggio di una cinquina di investitori e inapplicato (quegli strumenti, è bene ricordarlo, sono stati cassati con ignominia perché simulavano la tutela a fronte di una legge meno severa del recente Codice dei beni culturali).

Curioso metodo: più esche metti e più golfisti arriveranno (i quali, dicono le statistiche, sono vacanzieri di prima classe come i pellegrini sono una sottoclasse del mercato turistico). Da qui, per accontentare quelli che l'hanno votata, l'idea di una distribuzione equa dei campi: che però si faranno, come sanno tutti, dove l'investimento edilizio è più conveniente. Dove sarà più vantaggioso vendere le case, difficilmente ai golfisti giramondo.

Preoccupa la replica, l'estensione di una legge così sconsiderata: per insediamenti legati alla vela, al trekking, al calcetto o semplicemente alla balneazione. Preoccupa questa mancanza di rigore. Un modo di fare approssimativo e impressionante. Impressiona soprattutto lo scarto tra le immagini terribili dei luoghi devastati nei giorni scorsi, il riconoscimento che la manomissione dei suoli ha contribuito ai disastri, e la determinazione di Cappellacci che frena i dubbi di qualche consigliere regionale perché o il piano-casa o la crisi. Così è a Cagliari, per ora.

Si veda anche Cappellacci vuole rifare il piano paesaggistico della sardegna e Cappellacci e la pubblicità in cemento.

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