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(red.)
La Regione non ha imposto il piano urbanistico
19 Agosto 2007
Campania felix
Nell'intervista a Vezio De Lucia le cause, tutt'altro che imprevedibili, del disastro di Conca dei Marini. Da l'Unità , 19 agosto 2007 (m.p.g.)

«Ho visto le immagini della terrazza-solarium e del resto della villa: emerge un uso sconsiderato e spericolato della roccia. Probabilmente abusivo, si vede una piccola piscina, tavole di legno per prendere il sole...». Vezio De Lucia, urbanista ed ex assessore al Comune di Napoli e profondo conoscitore della costiera amalfitana, è indignato ma non sbigottito da quanto accaduto a Conca dei Marini. E critica la Regione Campania: «Non ha imposto ai comuni i piani regolatori né l’applicazione delle norme vigenti per la repressione dell’abusivismo».

Professore De Lucia, il crollo sugli scogli poteva trasformarsi in una tragedia più grave.

«Purtroppo me lo aspettavo. Si tratta di interventi realizzati al di fuori di ogni controllo dell’attività edilizia».

La struttura crollata era abusiva. Ci sono altre costruzioni nella costiera amalfitana che sono affette da soluzioni fai-da te?

«Tutta la costiera amalfitana è affetta da fenomeni di questa natura. È una delle aree più pregiate del mondo e dotata di un Piano urbanistico territoriale (Pup) approvato con legge regionale nel 1997 molto rigoroso».

E allora come mai questo scempio?

«Il Pup non è mai stato coerentemente applicato. Moltissimi comuni della costiera, sicuramente Ravello, sono tutt'ora sforniti di un piano regolatore. Tutto viene risolto con soluzioni fai da te, nell’assoluta mancanza di controlli».

Di chi sarebbero le responsabilità?

«La responsabilità è dei Comuni e della Regione Campania. E sono enormi».

Si spieghi meglio.

«La Regione Campania ha esercitato poteri sostitutivi nel comune di Ravello per la costruzione del famigerato Auditorium ma non mi risulta che abbia esercitato alcun potere sostitutivo per obbligare i Comuni della costiera amalfitana a fare i piani regolatori, esercitare i poteri di controllo sull'attività edilizia ed applicare le norme vigenti sull’abusivismo».

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