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La Regione dà un’accelerata all’autostrada nel Parco Ticino
11 Luglio 2010
Padania
Al via la fabbrica dello sprawl? L’inutile (si fa per dire) Broni-Mortara fa gola ai soliti noti. La Repubblica ed. Milano, 11 luglio 2010 (f.b.)

Aggiudicare i lavori e accorciare la tabella di marcia. Il Pirellone vuole far ripartire il cammino della controversa autostrada regionale Broni-Pavia-Mortara, 65 chilometri d’asfalto a tagliare la Bassa e il Parco del Ticino per collegare l’Oltrepo a Pavia. Tra la A21 (Torino-Brescia) e la A7 (Milano-Genova) più le opere connesse, fino al Vercellese. Pensati, nelle intenzioni, per alleggerire il traffico locale ma osteggiati da ambientalisti (tra cui Fai e Legambiente) e cittadini che, invece, ne escludono ogni beneficio. Mercoledì la giunta regionale voterà la convenzione con cui Infrastrutture Lombarde affiderà i lavori alla Società autostrada Broni-Mortara, la SaBroM di cui i soci principali sono il gruppo Gavio e la Serravalle.

Un passaggio necessario, ora che il Tar ha respinto il ricorso degli altri due competitor. In particolare degli spagnoli Sacyr, vincitori della gara ma poi esclusi. In attesa del responso del consiglio di Stato, la Regione accelera sull’opera. Che sarà pronta prima: «Da quasi tre anni e mezzo, i tempi si sono ridotti a 2 anni e 9 mesi - annuncia Raffaele Cattaneo, assessore ai Trasporti - i lavori inizieranno nel 2012, la fine ad agosto 2015». E poi pedaggi ridotti, un canone annuo di concessione (42 anni) di 270 milioni e un investimento che sfiora il miliardo.

Il territorio, però, è in rivolta. «È un’alternativa alla A4 che riverserà 44mila veicoli al giorno aggravando il traffico - contesta Renato Bertoglio, coordinatore del gruppo Territorio di Legambiente pavese - serve un collegamento Nord-Sud e non Est-Ovest. E poi rovina le risaie della Lomellina e il Parco del Ticino». Che, però, a suo tempo, diede parere favorevole: «Ma condizionato - precisa la presidente Milena Bertani - Le nostre osservazioni agricole e ambientali furono accolte: la ritengo una vicenda chiusa, pur assicurando gli opportuni controlli sul rispetto delle prescrizioni». C’è anche una critica pratica. «È tutta rialzata di oltre due metri - denuncia Nicola Ghisiglieri del coordinamento contro la Broni-Mortara - ci sarà un grande movimento di terra che incrementerà il progetto cave della provincia pavese. Intanto noi aspettiamo di sapere l’esito dei quattro ricorsi fatti dai cittadini contro quest’opera inutile e troppo costosa».

Nota: per capire meglio di cosa si tratta, chi non l’avesse già letto può far riferimento al mio vecchio La Fabbrica dello Sprawl, riassunto “in chiaro” su Mall e scaricabile in pdf (f.b.)

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