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La politica nucleare non ha caratteri né di buona programmazione, né di partecipazione pubblica
14 Gennaio 2008
La questione energetica
Un comunicato ufficiale del Town and Country Planning Institute britannico, 10 gennaio 2008, stigmatizza nel metodo e implicitamente nel merito le ultime scelte energetiche del governo (f.b.)

Il Royal Town Planning Institute, in risposta all’annuncio del ministro per le Attività produttive John Hutton riguardo al piano di costruzione di nuove centrali nucleari, ha criticato il metodo usato dal governo per introdurre questa politica. Quell’annuncio rappresenta esattamente il modo in cui non si deve agire nel caso di scelte nazionali. Il governo ha mancato al proprio dovere di consultare adeguatamente le comunità direttamente interessate. Non si è nemmeno dimostrato che non esistono opzioni alternative, né perché il nucleare sia il metodo più efficace nel futuro.

Robert Upton, segretario generale del RTPi, ha affermato: “Non è questo il modo di impostare una politica nazionale. Il governo ha mancato al proprio dovere di una consultazione onesta e aperta a tutte le opzioni. Non si sono coinvolte le comunità.

“Il governo deve trarre insegnamento da questo errore anche per costruire le linee applicative per la organizzazione nazionale del territorio così come delineate dal progetto di legge quadro [Planning Bill] attualmente all’esame del Parlamento”.

L’anno scorso Greenpeace aveva portato il governo di fronte all’alta corte con l’accusa di non aver intrapreso adeguate consultazioni pubbliche. Il giudice si era espresso favorevolmente a Greenpeace dichiarando che il processo delle consultazioni era stato “gravemente carente” e “proceduralmente iniquo”. Come risposta, l’allora primo ministro Tony Blair aveva osservato che si sarebbero modificate le modalità di consultazione, ma non le scelte.

QUI il sito del RTCPI col comunicato originale (f.b.)

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