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Vittorio Emiliani
La nave di Pandora
24 Settembre 2009
Articoli del 2009
L’editoriale de l’Unità, 24 settembre 2009 sulle scelte governative post-terremoto e sulla nave dei veleni (m.p.g.)

Non credo proprio di essere anti-italiano se rilevo che, di fronte ai grandi problemi del Paese, questo governo e il suo leader risultano inadeguati, portati allo spot autopromozionale anziché a quelle scelte concrete che pure Berlusconi rivendica per sé ad ogni minuto, vantando che nessuno si è portato meglio di lui e di loro. Frottole. Nella graduatoria del BIL (Benessere Interno Lordo) le prime regioni sono Emilia-Romagna, Marche e Toscana, in testa la provincia di Forlì-Cesena. Non le regioni, non le province governate dal Pdl e dalla Lega. Solo un caso?

Torniamo al governo, al premier e alla loro superficialità e inadeguatezza. Nel post-terremoto d’Abruzzo, malgrado le frequenti marce di Berlusconi e del suo proconsole sull’Aquila, i prefabbricati sono in ritardo (i primi consegnati erano della Provincia di Trento) e insufficienti di numero. Anche perché non si è sprezzantemente voluto tener conto delle esperienze positive del Friuli, dell’Umbria, delle Marche dove enti e comunità locali furono fortemente responsabilizzate e motivate nella ricostruzione. Mentre qui risultano disperse, frustrate, tagliate fuori dalla Protezione Civile.

E’ così nella vicenda della nave dei veleni ritrovata nel fondo dello Jonio grazie alla tenacia di un assessore regionale, Salvatore Greco, stimatissimo biologo marino, che “l’Unità” intervista, di magistrati che non si sono persi d’animo di fronte ad una vicenda oscura che dal 1994-95 (gli anni dei dossier di Legambiente e Wwf) esigeva di venire scoperchiata. Risale a quel tempo la prima commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti tossici presieduta da Massimo Scalia. Ne feci parte e ricordo come rimanemmo scioccati già al primo giorno quando dall’audizione degli ufficiali dei Noe, della Finanza, del Corpo Forestale, della Ps emersero crimini inimmaginabili sintetizzati nella frase di uno di loro: “Smaltire una cisterna di rifiuti tossici è facilissimo: basta superare di notte il casello di una autostrada, poi il contenuto viene sversato dove capita”. La stessa facilità rivelata da un collaboratore di giustizia per l’affondamento criminale della nave dei veleni.

Lo Stato assente, il governo latitante. Basterebbe finanziare seriamente quei corpi speciali, potenziare e integrare le loro reti. Con soli 77.000 euro la cooperativa Nautilus ha individuato, in due giorni, il pericoloso relitto. Tanto assente il governo italiano che l’assessore regionale Salvatore Greco (un altro anti-italiano, evidentemente) ha avanzato l’ipotesi di un intervento straordinario della UE essendo quei veleni un pericolo gravissimo per i 22 Paesi affacciati sul Mediterraneo. Come dargli torto?

Vogliamo poi parlare della arrendevolezza del governo verso quanti evadono, eludono, speculano? Il provvedimento sullo “scudo fiscale” passa un autentico colpo di spugna su vari reati finanziari, a cominciare dal falso in bilancio. “Una schifezza”, l’ha definito la senatrice Anna Finocchiaro. Una schifezza che nessun ministro di questo governo ha avuto il coraggio di illustrare ai senatori. “Così finanzieremo le scuole”, si è vantato il senatore Gasparri. Magari quelle private. Coi soldi “mafiosi” di ritorno però.

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