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Roberto Rho
La Guerra Lampo
24 Ottobre 2009
Milano
Pace fatta tra Moratti e Ligresti, con uno scambio segreto sul Piano Regolatore. I retroscena e i rischi da la Repubblica ed. Milano, 24 ottobre 2009 (f.b.)

Difficile dire chi ha vinto e chi ha perso, nella guerra lampo tra Salvatore Ligresti e il Comune di Milano, guerra che tanto imbarazzo ha creato al sindaco Letizia Moratti e che è riuscita a frantumare in poche settimane l´utopia da campagna elettorale della magica armonia tra Palazzo Marino e la Provincia di Milano, oggi finalmente governati da una maggioranza monocromatica.

Difficile dire se è stato Ligresti, a cedere, o non piuttosto il Comune. Difficile perché la trattativa tra l´amministrazione comunale (pubblica) e il più potente esponente del business immobiliare (privato) a Milano è avvenuta tutta nelle segrete stanze. Di Palazzo Marino e, quel che è peggio, di casa Moratti. Più facile immaginare che l´oggetto del negoziato non siano state solo le due pratiche immobiliari di via Natta e via Macconago, tutto sommato modeste. La vera posta in palio, quella che ha spinto Ligresti a inviare il suo avviso a Palazzo Marino è, come hanno capito anche i bambini, il Piano di governo del territorio. E allora, in attesa di atti pubblici, di carte e numeri su metri quadri e volumetrie, è lecito avanzare qualche domanda, alla quale un´amministrazione trasparente avrebbe il dovere di dare risposte nette.

La rinuncia alla richiesta di commissariamento del Comune da parte di Ligresti è avvenuta in cambio di una contropartita? Nel caso, la contropartita riguarda le altre proprietà ligrestiane interessate dal Pgt? E, in particolare, quelle nel Parco Sud? O, se corrispondono al vero le indiscrezioni secondo cui il progetto Citylife (di cui Ligresti è grande azionista) non navigherebbe in acque finanziariamente tranquille, l´imprenditore siciliano ha incassato qualche rassicurazione sul futuro del quartiere? («Ho chiesto personalmente alle banche di lavorare per dare risposte positive per lo sviluppo della città», ha detto il sindaco il 21 ottobre scorso). Ha qualcosa a che vedere con ciò lo stop (benedetto) alla costruzione di un nuovo quartiere a cinque stelle sulle piste dell´ippodromo di San Siro, potenziale concorrente di Citylife sul mercato delle residenze di lusso?

Domande maliziose? Forse. Necessarie, quando le trattative sono opache e le decisioni sul futuro della città si prendono tra i velluti del salotto di casa Moratti, anziché nelle sedi istituzionali a ciò preposte, insieme ai leader dei partiti di maggioranza, magari pure amici di famiglia del re del mattone. Il Pgt è un rivoluzionario progetto di ridisegno della città che, per quello che si è visto fin qui, contiene alcuni principi condivisibili e tante buone intenzioni. Merita, nella sua applicazione (che è il passaggio più delicato), fermezza nella tutela dell´interesse pubblico e massima trasparenza.

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