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Federico Castelli Gattinara
La guerra dell’Appia non finisce mai
27 Giugno 2011
Pagine di cronaca
La mostra fotografica a capo di Bove denuncia una situazione difficile per la tutela della regina viarum, nonostante l’impegno eroico della Soprintendenza Archeologica. Da Il Giornale dell’Arte, giugno 2011 (m.p.g.)

Apre il 22 giugno a Capo di Bove (Roma), che dal 2008 ospita il prezioso Archivio Cederna, “La via/mia Appia. Laboratorio di mondi possibili tra ferite ancora aperte”, piccola mostra militante allestita fino a dicembre che ripercorre la storia della tutela dell’Appia antica da Luigi Canina (metà ‘800) a oggi, attraverso una settantina di foto storiche dell’Archivio Cederna e attuali. Una grande parete ricuce le tappe principali: iniziative, proposte di legge, piante storiche, documenti.

“Credo sia necessario fare il punto, in un momento di grande incertezza per il destino di questo territorio che non ha trovato ancora una sua definizione”, spiega Rita paris da anni responsabile della regina viarum. Oggi l’Appia è un Parco regionale naturalistico e non archeologico, ha leggi di tutela evidentemente insufficienti, la Soprintendenza fatica a contrastare il continuo fiorire di iniziative private, vivai, ristoranti, piscine, matrimoni, feste ecc. Al contrario l’area da proteggere è stata definita da tempo, i confini ribaditi fin dal piano regolatore del 1931 e dal vincolo paesaggistico del 1953. La sua storia è fatta di abusi continui, in parte condonati e irreversibili, ma anche di battaglie vinte, acquisizioni, scavi e scoperte, splendidi recuperi come quello di Capo di Bove. Con la mostra, Electa pubblica nella collana “Pesci Rossi” gli scritti di Paris, Guermandi, La Regina, Insolera e l’album delle fotografie.

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