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Will Hugh; Hurst Muir
La grande visione: una città nella città
22 Maggio 2006
Articoli del 2005
Il Comitato per Londra pensa a un insediamento di 500.000 persone. The Guardian, 4 luglio 2005 (f.b.)

Titolo originale: Capital vision for new city within a city – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Alcuni fra i principali progettisti britannici stanno sviluppando un’ambiziosa proposta, per costruire una nuova “città grande come Leeds” entro la zona est di Londra.

Il gruppo coordinato da Lord Rogers, il principale consulente per l’architettura del sindaco di Londra, sta discutendo un piano che potrebbe trasformare alcuni tratti delle are più depresse del paese.

Potrebbero essere realizzati, nell’ambito di un’idea denominata City East, quartieri ad alta densità per circa 500.000 abitanti all’interno delle aree orientali di Londra, all’estremità occidentale del sistema Thames Gateway, entro i prossimi 25 anni.

Questa strategia evidenzia un chiaro spostamento, dato che si concentrerà su zone del Thames Gateway già in gran parte edificate, anziché su una rigenerazione estesa a scala regionale, secondo l’approccio sostenuto dal vice primo ministro, John Prescott. Gli urbanisti stanno già ricordando che i nuovi nuclei di popolazione dovranno essere collocati in aree dotate o dotabili di infrastrutture di trasporto per servirli.

Le aree individuate del Thames Gateway, che comprendono Greenwich, Charlton, Canary Wharf, Stratford e i Royal Docks, dovrebbero poter approfittare del prolungamento della linea East London e della metropolitana leggera dei Docklands, ma anche dei collegamenti secondari del Channel Tunnel e forse della CrossRail.

Il piano è emerso la scorsa settimana dopo un incontro del comitato di progetto internazionale della London Development Agency, che comprende Lord Rogers e gli architetti Lord Foster, Will Alsop, David Adjaye, Josep Acebillo, Sir Terry Farrell e Sir Peter Hall.

Lord Rogers, in una dichiarazione alla rivista Building Design ha affermato: “Questa zona è la parte occidentale del Thames Gateway, e il principale motivo per concentrarsi su di essa è la presenza dei trasporti pubblici. Dove esistono infrastrutture, si possono costruire parti di città come Islington o Notting Hill Gate, in termini di densità.

”Il fiume in questa zona è un magnifico spazio pubblico, ma sinora ne abbiamo fatto un uso orribile”.

Ha aggiunto che è importante affrontare il problema con pazienza e metodo. Esistono progetti per grandi insediamenti più a est, come quello per 11.000 case a Barking Riverside, con una buona localizzazione ma meno infrastrutture di trasporto.

”Non si può far tutto contemporaneamente, e in qualche modo dobbiamo aspettare [a costruire più a est], altrimenti la cosa non sarebbe sostenibile”.

Lord Rogers ha dichiarato al Guardian: “Non si tratta di sprawl suburbano. Molte parti saranno a densità elevate, molto superiori a quelle britanniche. Non credo che nessuno abbia problemi sulla possibilità di collocare abitanti qui. La cosa importante è che esiste il trasporto pubblico”.

Ha aggiunto che il Canary Wharf è stato un buon esempio di cosa è possibile realizzare. “Non sto pensando a una città di uffici o in stile americano, ma si possono ottenere vedute fantastiche, valorizzare al massimo il fiume e avere grande vitalità”.

Anche se è auspicabile un grande piano per lo East End, ci saranno problemi per le grandi densità pensate, e difficoltà per collocare nuovi insediamenti tra i vecchi.

Neil Jameson rappresentante dello umbrella group della zona orientale di Londra, Telco, dice: “Siamo favorevoli a nuovi insediamenti nella nostra zona, se non significheranno spostamenti degli attuali abitanti, e se ci porteranno occasioni di lavoro ben pagato e opportunità di miglioramento. È estremamente difficile costruire artificialmente quartieri sostenibili”.

E aggiunge: “Alcuni degli interventi nei Docklands hanno comportato lo spostamento e la distruzione di intere comunità, producendo divisioni fra vecchi abitanti e nuovi arrivati. Speriamo che non si ripetano questi errori”.

Bob Neill, capogruppo dei Tories al Consiglio di Londra, sostiene che il piano è troppo ambizioso. “Non tutti vogliono vivere con le densità di Islington. È urbanistica da cappuccino country”.

Il sindaco di Londra è un grande sostenitore delle alte densità, ed è determinato a sfruttare il potenziale delle localizzazioni urbane anziché consentire una diffusione suburbana di abitanti e abitazioni. Ha anche parlato di “spostare l’asse del benessere da ovest a est”.

La scorsa settimana la London Development Authority ha calcolato che potrebbero rendersi disponibili per l’edificazione 50 ettari di terreni già urbanizzati [ brownfields] l’anno, offrendo spazio per migliaia di residenze e posti di lavoro. Le aree già possedute nel Thames Gateway potebbero contenere 25.000 abitazioni.

Nota: il testo originale sul sito del Guardian (f.b.)

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