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Paolo Berdini
La città di Eddyburg
4 Gennaio 2008
Segnalazioni e recensioni
Una recensione di Ma dove vivi?, sul settimanale Carta, n. 44, 8 dicembre 2007

Una delle spiegazioni più accreditate sulle motivazioni del discorso agli uccelli, afferma che Francesco d’Assisi percependo il disinteresse verso i suoi discorsi, prese a parlare con i volatili proprio per sottolineare che di fronte all’insensibilità o alla sordità umana, si può sempre instaurare un rapporto con i marginali, nel caso specifico rappresentati dal genere animale.

Edoardo Salzano ha speso la vita nel sostenere il primato dell’urbanistica come metodo per governare le città e il territorio e affermare il primato pubblico sulle visioni particolaristiche degli interessi privati. Ha scritto libri fondamentali nel settore (Urbanistica e società opulenta, 1969, e Fondamenti di urbanistica, 1998), ha fondato e diretto riviste di grande diffusione come Urbanistica informazioni. E’ stato consigliere comunale d’opposizione a Roma nella battaglia contro il sacco di Roma. A Venezia ha ricoperto il ruolo di assessore all’urbanistica redigendo insieme a Luigi Scano un piano del centro storico che è uno splendido esempio di rigore e intelligenza. Nel ruolo di docente si è speso per la preparazione di generazioni di tecnici. E’ stato per quasi un decennio presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica, prima della deriva culturale che lo ha attraversato ultimamente. Salzano, insomma, è da quarant’anni un protagonista dell’urbanistica italiana.

Viene oggi pubblicato “Ma dove vivi? La città raccontata“ per i tipi della Corte del Fontego di Venezia (euro 14,50). Il libro è destinato in particolare ai giovani e alle persone che vogliono comprendere le città e i principi fondativi della materia urbanistica. Questo carattere è il principale merito del libro: con parole semplici e concetti di grande chiarezza, il lettore viene condotto in un complesso percorso in cui la città diventa un luogo aperto e comprensibile. E dove viene dimostrato che la questione fondamentale è che il destino delle città deve essere mantenuto nelle mani pubbliche. Afferma l’autore che “La pianificazione nasce, nei tempi moderni, come tentativo di dare una risposta positiva alla crisi della città dell’ottocento. Il prevalere dell’individualismo nell’organizzazione della città aveva dato luogo ad anarchia, disagio, inefficienza. Occorreva regolare lo sviluppo urbano con uno strumento che riuscisse a dare coerenza ad azioni che arano diventate contraddittorie”. Soltanto le amministrazioni pubbliche, dunque, hanno titolo per delineare il futuro delle città. Esse non sono la sommatoria casuale di progetti di interesse privato: sono belle e vivibili soltanto se ancorate ad un progetto organico di trasformazione.

Nell’agile volume viene dunque condensato un pensiero complesso, costruito da Salzano in decenni di riflessioni e esperienze concrete. Riflessioni che in un pese appena civile ed evoluto dovrebbero essere alla base dell’azione amministrativa delle pubbliche amministrazioni. Oggi è purtroppo vero il contrario. Per una serie di ragioni puntualmente indagate nel capitolo 3, Fortune e sfortune della pianificazione in Italia, l’autore tratteggia “i terribili anni novanta” in cui la pianificazione urbanistica è stata pressoché cancellata per essere sostituita dal dominio incontrastato della rendita parassitaria immobiliare. Tra rendita e impresa, l’Italia del neoliberismo ha scelto di premiare la prima, allontanandosi così dagli altri paesi europei ad economia liberale che continuano a praticare senza scandalo il governo pubblico di quel bene comune che è il territorio.

Ecco il motivo per cui, a mio giudizio, Salzano ha scritto la più recente fatica. Di fronte alla sconfitta di chi voleva città più belle e funzionali, paesaggi storici da preservare come simbolo delle radici culturali dei luoghi, ambienti naturali tutelati come patrimoni intangibili da trasmettere alle generazioni future, è più opportuno “parlare agli uccelli”, tentare di formare nelle nuove generazioni sensibilità e consapevolezze oggi assenti dal panorama politico e stituzionale. E’ un atteggiamento, si badi, tutt’altro che ripiegato su se stesso o venato di pessimismo. La prova di quanto affermo sta nello straordinario sito Eddyburg, che Salzano ha costruito con leggerezza e caparbietà in questi ultimi anni e che, passo dopo passo, è diventato il più autorevole punto di riferimento dell’urbanistica italiana. Non c’è amministratore, studioso o cittadino impegnato per rendere vivibile la propria città, che non conosca il sito e non trovi al suo interno un giacimento di informazioni, riflessioni e prospettive. Un’azione di formazione insostituibile al pari del prezioso volume. Che ha, peraltro, un altro piccolo ma importante pregio. L’editore veneziano Corte del Fontego ha ormai alle spalle numerosi titoli. Tutti hanno la stessa caratteristica: oltre ad essere interessanti sono anche belli e curati. Aggiungono all’interesse il piacere di scorrere le pagine.

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