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(red.)
La Cina minaccia la disponibilità energetica mondiale?
3 Dicembre 2007
La questione energetica
Una ufficiale, ma non per questo meno interessante, risposta del Quotidiano del Popolo, 27 luglio 2005 (f.b.)

Titolo originale: Will China pose a threat to world energy security? – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Il problema energetico della Cina nel periodo recente è sotto i riflettori dell’attenzione mondiale. Alcuni mezzi di comunicazione stranieri hanno addirittura prospettato che “la domanda energetica cinese sia una minaccia per il mondo” Si tratta di un ragionamento con qualche fondamento?

Una soluzione basata sull’autosufficienza

Come ha dichiarato presidente del comitato centrale PCC Jia Qinglin, al vertice di Boao lo scorso aprile, la Cina non è solo un grande consumatore di energia, ma anche un grande produttore. Le importazioni, ha affermato, costituiscono solo una piccola parte dell’insieme, che si poggia principalmente su risorse interne.

Il Ministro per lo Sviluppo Nazionale e le Riforme, Ma Kai, ha confermato che la produzione interna del paese ha soddisfatto il 94% della domanda nel 2004.

La struttura produttiva energetica della Cina vede la predominanza del carbone, che conta per il 76% del totale nazionale prodotto, e per il 68% del consumo.

Gli altri dati sottolineati da Ma riguardo alle fonti energetiche della Cina incoraggiano all’ottimismo riguardo al futuro. Ha insistito sul fatto che le riserve accertate di carbone sono molto inferiori a quelle stimate esistenti, che rimangono da sfruttare ancora due terzi delle risorse idroelettriche, e che c’è ancora molto spazio per lo sviluppo di vari nuovi tipi di energia.

La Cina è ingiustamente incolpata per l’aumento dei prezzi petroliferi mondiali

Alcuni opinionisti mondiali attribuiscono l’aumento dei prezzi petroliferi al crescente appetito cinese per il petrolio. Xu Dingming, Direttore della Divisione Energia della Commissione per lo Sviluppo Nazionale e le Riforme respinge questo punto di vista citando alcune statistiche sull’energia a livello mondiale della BP, che rivelano come la Cina abbia importato nel 2004 120 milioni di tonnellate di petrolio, pari a solo il 6,6% mondiale, contro i 500 milioni di tonnellate degli USA e i 200 del Giappone. Dunque, conclude Xu, è ingiusto affermare che sia il notevole aumento della domanda cinese la causa della salita dei prezzi.

Quattro rimedi per le carenze energetiche

È innegabile che la rapida crescita economica ha posto sotto pressione la disponibilità energetica cinese. La sete crescente di energia della Cina ha portato ad assottigliare alcuni tipi di fonti. Il governo, con la collaborazione di esperti, conta su quattro “ricette” predisposte per facilitare la soluzione del problema energetico.

Primo, occorre appoggiarsi al principio di autosufficienza energetica. Devono essere fatti sforzi aggressivi per sfruttare tutte le varie fonti nel quadro di una strategia di mix energetico diversificato.

Verrà effettuata una pianificazione generale che equilibri sviluppo di nuove risorse e risparmio energetico. Lo scorso anno si sono risparmiate 700 milioni di tonnellate equivalenti di carbone e si è consumato il 45% in meno per produrre ogni 10.000 yuan di prodotto nazionale lordo che nel 1990. La Cina prevede di assottigliare ulteriormente la presenza di industrie ad alto consumo energetico e sostenere la trasformazione tecnologica e organizzativa. La Cina rinosce che le tecnologie avanzate migliorano l’efficienza energetica, che a sua volta rende la modalità di crescita più attente.

Verrà data priorità allo sviluppo e uso delle energie rinnovabili. Ci sono a livello nazionale più di 13 milioni di famiglie in aree rurali che utilizzano il metano. Viene promosso l’uso dell’energia solare.

La cooperazione coi maggior produttori e consumatori di energia del mondo viene rafforzata secondo il principio del mutuo beneficio e reciprocità, tentando di perseguire risultati di favorevoli a tutti. L’intensa collaborazione coi grandi produttori come la Russia è di grande significato per allentare la pressione energetica.

Oggi, la questione energetica non si limita più alle singole nazioni o aree geografiche, nella crescente globalizzazione economica. È diventata una questione planetaria che è possibile affrontare solo tramite sforzi congiunti della comunità internazionale.

La Cina è ora più vicina al resto del mondo, forza importante nell’economia mondiale, e parte integrante del sistema energetico da quando appartiene al WTO. La Cina ha mantenuto il proprio impegno a partecipare agli sforzi internazionali per la disponibilità energetica.

Come ha annunciato Ma Kai al Fortune Forum di Pechino quest’anno, la rapida e stabile crescita economica non ha causato, e non causerà, una diminuzione della disponibilità energetica mondiale.

Nota: qui il testo originale alle pagine internazionali del Quotidiano del Popolo (f.b.)

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