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Conchita Sannino
In Costiera tra terrazze e piscine "Nel 2007 abusivismo record"
20 Agosto 2007
Campania felix
Lo sfascio del territorio campano riportato all’attenzione delle cronache dalla tragedia di Conca dei Marini, ma che si consuma giorno dopo giorno. Da la Repubblica, 20 agosto 2007 (m.p.g.)

Chi può accorgersi di una pedana di legno grezzo spuntata nottetempo sulla roccia? Si difendono così i sindaci della costiera amalfitana, mentre chiedono più risorse e più mezzi nell’agosto funestato dalla paura dei crolli, e delle terrazze killer. Tuttavia l’estate 2007 aveva segnato il boom degli abusi edilizi, lo testimoniano anche le dettagliate relazioni dell’ultimo rapporto di Legambiente, Mare Monstrum 2007, che eleggono la Campania ed in particolare quella costa amata dai vip di ogni generazione come «enorme cantiere all’aperto». «La colpa è di tutti», ribatte il sindaco di Amalfi, Antonio De Luca. «Da un lato c’è la carenza di controlli. Dall’altro una normativa troppo rigida e afflittiva. Che vieta tutto e, di fatto, lascia fare tutto».

«È stata la stagione del boom di terrazzi, solarium, piscine, coperture, bar e centri benesseri, completamente fuorilegge, sorti da un giorno all’altro nei comuni di Ravello, Furore, Amalfi, Conca», denuncia il presidente regionale della Campania di Legambiente, Michele Buonomo. Su questi crinali a picco sul mare, borghi entrati nel glamour del turismo internazionale, arrivò esattamente 10 anni fa il riconoscimento dell’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità: anniversario sfregiato dalla sciagura e dalle continue offese all’ambiente. Spicca, nelle ore dell’inchiesta sul disastro di via Smeraldo, la storia di una singolare "distrazione" che riguarda proprio Conca: ben 4500 metri quadri di giardini e di suolo superprotetto dai vincoli di Stato su cui una società americana stava costruendo un albergo quattro stelle, con annessa beauty farm. È stata la Guardia di Finanza di Salerno a bloccare quell’operazione pochi mesi fa, con sigilli disposti dalla Procura su un affare stimato in 30 milioni di euro. Sei gli indagati eccellenti, tra funzionari e professionisti del Comune e della Soprintendenza ai beni ambientali di Avellino e Salerno: sotto inchiesta per aver concesso autorizzazioni che mai avrebbero potuto essere rilasciate. «Una storia davvero emblematica», spiegano al Comando provinciale delle Fiamme Gialle di Salerno. «Anche perché per far posto a piscina, solarium ed altro erano stati sbancati terreni, giardini e realizzati volumi su volumi».

«Un enorme cantiere abusivo a cielo aperto. In costiera amalfitana, ed in generale sulle riviere della Campania siamo come nel far-west, chi arriva pianta la sua bandierina, che sia cemento, o legno fradicio o pali insicuri che sorreggono una pedana, non importa. Le istituzioni se ne accorgono solo quando ci scappa il morto», sottolinea ancora il referente campano di Legambiente. Buonomo ricorda: «Nei primi cinque mesi dell’anno i sequestri sono stati 22, per un valore di oltre 53 milioni di euro. Significa che ogni cantiere sequestrato quest’anno valeva mediamente poco più di 2,4 milioni di euro, con buona pace dell’abusivismo di necessità». Un’emergenza confermata in pieno dai dati più recenti della Guardia di Finanza di Salerno, le cui pattuglie sono intervenute, negli ultimi 6 mesi, su 25 realizzazioni fuorilegge, denunciando oltre 60 persone. Quasi tutti erano abusi realizzati da strutture alberghiere a cinque stelle o da piccole imprese del turismo. I Verdi annunciano battaglia e Tommaso Pellegrino della Federazione dei Verdi sottolinea: «Urge un monitoraggio attento, aggiornare gli allarmi alle aggressioni di ieri e di oggi che sono state arrecate all’ambiente».

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