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Il vero Padrone di Milano
16 Settembre 2009
Milano
In due articoli di Alessia Gallione e Rodolfo Sala, il frutto avvelenato di lustri di discrezionalità ambrosiana sull’urbanistica. La Repubblica 16 settembre 2009 (f.b.)

Comune di Milano nel mirino Ligresti chiede il commissario

di Alessia Gallione

MILANO - È una dichiarazione di guerra quella lanciata da Salvatore Ligresti a Milano. E la partita, ancora una volta, è l´urbanistica. Tre società (due controllate, Imco spa e Altair spa; una terza riconducibile, Zero società di gestione del risparmio) legate al gruppo del costruttore hanno presentato alla Provincia una richiesta di commissariamento ad acta del Comune per sbloccare altrettanti progetti edilizi, che risalgono agli anni Ottanta. Tre piani che prevedono soprattutto nuove case, ma che rappresentano soltanto una parte del risiko del mattone pronto a essere giocato nei prossimi anni. Perché la battaglia sembra più grande di quelle aree. E perché quello che, ufficialmente, può essere letto come un atto amministrativo, ha il sapore di uno scontro di poteri. Presentato ora: alla vigilia dell´approvazione da parte della giunta di Letizia Moratti del Piano di governo del territorio, il nuovo libro-mastro della città che manderà in pensione il vecchio piano regolatore e che rivoluzionerà non solo 31 grandi aree di Milano che coprono più di 12 milioni di metri quadrati, ma anche il sistema di regole dell´urbanistica. Regole che, ha sempre sostenuto l´assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli, dovranno partire dall´interesse pubblico.

Il progetto più contestato dai comitati cittadini è quello di via Natta, una zona vicina al polmone verde dell´ippodromo e dello stadio di San Siro, al centro di una direttrice che conduce ai padiglioni di Expo. Qui dovrebbero nascere due palazzi troppo alti per il contesto. E qui, il Comune ha chiesto che le volumetrie non venissero concentrate in un solo luogo, ma distribuite anche nelle vicinanze. Diritti edificatori vengono reclamati anche a Bruzzano, a Nord del capoluogo, e in via Macconago, a due passi dal parco agricolo Sud e da un altro intervento strategico come il Cerba, il Centro europeo per la ricerca biomedica avanzata di Umberto Veronesi. Tre disegni su cui Palazzo Marino avrebbe continuato a trattare. Eppure qualcosa deve essere cambiato per spingere il gruppo Ligresti a pretendere adesso che un commissario sblocchi la situazione.

Ufficialmente il gruppo Ligresti non commenta, preferendo attendere che la procedura faccia il proprio corso. Tecnicamente nel documento spedito alla Provincia si fa riferimento all´articolo 14 della legge 12, approvata dalla Regione nel 2005 sul governo del territorio. Con questa norma ogni costruttore, di fronte all´inerzia del Comune su un piano attuativo o su una variante, sentendosi in qualche modo danneggiato può chiedere a un altro ente (Regione o Provincia) la nomina di un commissario ad acta per risolvere la pratica. Ma la risposta che arriverà (entro 30 giorni) non sarà solo tecnica. Sarà politica e racconterà molto della Milano del 2030.

Così il "partito del mattone" mette all´angolo la Moratti

di Rodolfo Sala

MILANO - Sono mesi che l´ingegner Ligresti bussa al portone di Arcore. Aveva provato prima con il sindaco Letizia Moratti, il direttore generale di Palazzo Marino, l´assessore al Territorio. La richiesta è sempre quella: sbloccare progetti urbanistici ai quali sono interessate tre società del suo gruppo, progetti fermi dagli anni Ottanta. La Moratti è stata irremovibile: non si può, non si deve, per costruire su quelle aree di proprietà di Ligresti bisogna prima fare un «progetto strutturale», perché le ragioni del vecchio blocco ai diritti edificatori rimangono tutte. «È una questione di principio», si è intestardito il sindaco, a conferma ulteriore delle voci sempre frequenti che danno in caduta libera i suoi rapporti con Ligresti, tessera numero uno del partito del mattone a Milano.

Si è messa di traverso lei, non tanto l´assessore al Territorio Carlo Masseroli, esponente della lobby ciellina che nel mattone vede soprattutto la possibilità di espandersi, e non solo a Milano, nel business dell´housing sociale: case in affitto per giovani coppie e studenti, da tirar su - è il caso della torre di legno che sorgerà nel 2011 alla Bicocca, da 280 a 450 euro la locazione mensile - in una città dove si pensa solo a costruire per poi vendere. E grazie, particolare non trascurabile, ai buoni uffici del Comune, che a quel progetto denominato «Social main street» ha contribuito cedendo gratis le aree alle cooperative edilizia della Cdo, ma anche a quelle della centrale rossa.

È un business che a Ligresti non interessa, nella richiesta avanzata dal suo gruppo alla Provincia (commissariare l´urbanistica milanese in nome del diritto negato a costruire) l´obiettivo vero, prima ancora dei concorrenti effettivi e anche solo potenziali, è Letizia Moratti. È lei l´ostacolo da rimuovere, è per questo che l´ingegnere si è rivolto direttamente a Berlusconi, forte dei vecchi legami politico-imprenditoriali consolidatisi tra i due nel corso degli ultimi vent´anni. Tra l´altro, il recente ridimensionamento dell´Expo (si costruisce molto meno rispetto al progetto originario) ha messo in allarme il partito milanese del mattone. È un ridimensionamento che il sindaco ha salutato con grande favore, e che Ligresti - uno dei dominus delle aree su cui sorgerà l´Esposizione del 2015 - non deve certo aver accolto bene.

Il Cavaliere - come fa sempre - ha ascoltato, preso nota, promesso di interessarsi alla vicenda: nella capitale del berlusconismo don Salvatore non è uno qualunque. Il passo successivo è stato un contatto diretto con la Moratti, da lui investita nel ruolo di sindaco quando lei faceva il ministro dell´Istruzione nel suo penultimo governo. Ma neppure il pressing del premier ha dato uno straccio di risultato. Un problema in più per l´uomo di Arcore, già parecchio insoddisfatto di come il suo ex ministro sta gestendo il Comune di Milano: dall´Ecopass (la tassa d´ingresso sugli automobilisti) alla pulizia della città, tanto per stare a due argomenti sui quali Berlusconi non ha mancato d´intervenire, più di una volta e in modo molto critico. Ci sono anche problemi grossi tra il sindaco e il suo ex collega Tremonti, culminati in liti furibonde sulla vicenda Alitalia e sui finanziamenti per l´Expo. E poi ci sono certi sondaggi che il Cavaliere negli ultimi mesi si è messo a compulsare in modo frenetico: Letizia cala in modo vistoso nel gradimento dei milanesi, e alla corte di re Silvio si moltiplicano i rumors che non danno più così certa la sua ricandidatura nel 2011, quando scadrà il primo mandato.

La guerra dichiarata da Ligresti alla Moratti, la pratica di commissariamento dell´urbanistica milanese già consegnata al nuovo presidente della Provincia Guido Podestà (lui sì in ottimi rapporti con l´ingegnere) e soprattutto il grande fastidio del premier ridanno fiato a quelle voci, e contribuiscono a indebolire ulteriormente l´immagine del sindaco. Tra i due vasi di ferro impersonati da Berlusconi e Ligresti, lei appare sempre più come un vaso di coccio. A forte rischio di sgretolamento. Di questa debolezza il costruttore vuole approfittare: non foss´altro, come insinua il consigliere di opposizione Basilio Rizzo, che per ottenere il via libera alle ruspe non già nelle tre aree bloccate, ma altrove e per il futuro. «Come quegli allenatori - dice Rizzo - che parlano male degli arbitri a prescindere, sperando di essere aiutati nella partita successiva».

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