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Jessica Gresko
Il rinnovo del centro commerciale genera polemiche
22 Maggio 2006
Articoli del 2005
Il trucco del mixed-use: le nuove funzioni sono una scusa per nuovi volumi. Los Angeles Times, 6 agosto 2005 (f.b.)

Titolo originale: Mall Makeover Spurs Critics – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Sin dai primi tempi, il centro commerciale Beverly Connection è stato messo in ombra dal Beverly Center, suo gigantesco vicino dall’altra parte del La Cienega Boulevard. Ma il Beverly Connection ha molto di cui vantarsi: ha ospitato il primo Starbucks della California, aperto nel 1991, e qui c’è il mitico Rexall Square Drug, salutato come “il drugstore più grande del mondo” all’inaugurazione nel 1947.

Ora Starbucks è chiuso, insieme al cinema AMC, al ristorante Daily Grill e a Bookstar. Questa settimana, chiuderà i battenti Ralphs – almeno temporaneamente. Anche Rexall è stato assorbito dalla catena di drugstore Longs.

Il centro Beverly Connection è vittima del boom commerciale degli ultimi anni nella zona del Miracle Mile di Hollywood, dove il nuovo shopping center Grove circa un chilometro e mezzo a est su Farmers Market, e in misura minore il complesso Hollywood-Highland qualche chilometro a nord, si sono portati via gli affari.

Col centro commerciale ora ridotto all’ombra di se stesso, i proprietari propongono una ristrutturazione radicale, da 125 milioni di dollari, che sta già provocando opposizione tra gli abitanti. Si vuole trasformare il Beverly Connection in un insediamento mixed-use costruendo un centro di residenza assistita con 177 alloggi con una sezione per ammalati di Alzheimer, e 62 appartamenti condominiali di lusso.

Ma i residenti sostengono che l’area non può proprio accogliere un altro grosso insediamento: specialmente dopo il Grove e il recente ampliamento del Cedars-Sinai Medical Center.

La battaglia che si sta preparando evidenzia le crescenti difficoltà per i costruttori che tentano di aggiungere residenza ai complessi commerciali in città.

Il progetto del Beverly Connection si inserisce in una tendenza in corso nell’urbanistica, di mescolare spazi residenziali e commerciali, specialmente nelle zone più terziarie. A Hollywood si sono visti parecchi interventi mixed-use realizzati negli scorsi anni, come quello sul Sunset Boulevard all’incrocio con Vine Street, con ristorante e libreria Borders a livello strada, e appartamenti ai piani superiori.

L’area attorno al Beverly Connection, appena a sud di West Hollywood e a est di Beverly Hills, si compone di strade residenziali con case ad appartamenti o in stile coloniale ispanico, con file di caffè trendy è negozi su Beverly Boulevard e Third Street.

Ma i residenti lamentano che negli ultimi trent’anni la zona è diventata uno snodo centrale, punteggiato da torri multipiano dal Beverly Center al Cedars-Sinai. Il Grove, frequentatissimo shopping center all’aperto con ristoranti, cinema multisala, negozi di lusso e un Nordstrom, ha aggiunto altra congestione, dicono.

”Qui il traffico è mortale” racconta Bernie Meller, di 65 anni, che vive qui dal 1969 e faceva spesa da Longs Drugs qualche giorno fa. “Già adesso è terribile. Eravamo nell’area del Beverly Center. Adesso siamo in quella del Grove”.

Alcuni gruppi di cittadini si stanno mobilitando per la protesta.

”Non abbiamo timore di coinvolgere l’amministrazione. Siamo stanchi di come stanno rovinando la città” dice Diana Plotkin, presidente della Beverly Wilshire Homes Association, con 800 membri.

”Il concetto di abitazione assistita: un’ottima idea. Una clinica per l’Alzheimer: magnifica”, dice Harald Hahn, presidente della Burton Way Homeowners Association, che comprende circa 200 famiglie. Ma non vuole vedere ampliarsi significativamente il complesso. “Lo facciano entro le quantità attuali” dice.

Le due associazioni hanno ingaggiato un consulente urbanistico, premono per uno studio di impatto ambientale del progetto, hanno raccolto 500 lettere contrarie e hanno inviato altre lettere di pressione al consigliere Jack Weiss, il cui collegio comprende il centro. Weiss non ha preso una posizione sulla proposta, comunica il suo ufficio stampa.

I proprietari degli immobili dicono che le preoccupazioni dei residenti sono comprensibili, ma infondate.

”A dire il vero, si tratta di un impatto minimo. Stiamo sostituendo un cinema con 60 unità residenziali” dice Richard Ackerman, socio della Apollo Real Estate Advisors. Apollo ha comperato il Beverly Connection nel 2003 per 108 milioni di dollari, e ora è associata al Vornado Realty Trust.

Ackerman afferma che il piano ridurrà addirittura la congestione, dato che i nuovi residenti non si muoveranno dentro e fuori quanto i frequentatori del cinema. Dice anche che si offrirà un servizio all’intera area, vicino al Cedars-Sinai Medical Center, per gli alloggi agli anziani.

Il complesso residenziale per anziani andrebbe dove ora sta il negozio Old Navy, verso Third Street. Il condominio sopra l’ex cinema.

Il piano dei costruttori ridisegna radicalmente il Beverly Connection, criticato a lungo per la situazione confusa dei parcheggi, dove i pedoni erano obbligati ad attraversare le corsie di ingresso e uscita delle auto.

Ma, dicono i critici, l’aumento dell’edificato trasformerà il quartiere. Trent’anni fa in zona c’erano ancora pozzi petroliferi. I terreni del Beverly Center erano occupati da un parco divertimenti. L’elemento centrale della zona era il drugstore Rexall, una struttura moderna e ricurva, inaugurata da Jimmy Durante Dorothy Lamour.

Qualcuno dice anche che si cambierà in meglio.

Stephen Kramer, presidente della Camera di Commercio del Miracle Mile, dice che la sua organizzazione sostiene il piano, e crede che i costruttori abbiano lavorato bene per accogliere le preoccupazioni dei residenti.

”Capisco che ci possano essere alcuni effetti nelle immediate vicinanze” dice Kramer, che è anche consigliere di quartiere al Mid-City West, che comprende le zone dei gruppi di cittadini-proprietari Burton Way e Beverly Wilshire. “Non credo che ci sarà niente di disastroso”.

Ma altri residenti esprimono preoccupazioni per l’altezza degli edifici proposti, in alcuni casi più del doppio degli attuali 15 metri. Si parla anche di timori per il traffico.

Cesia Miller, 75 anni, che si è trasferita in zona nel 1966, dice di essere contraria al nuovo centro principalmente perché crede che produrrà traffico.

”Qui diventerà un manicomio. Siamo già stipati adesso”, racconta mentre fa spesa da Ralphs al Beverly Connection, dove acquista alimentari da quando è aperto.

Il proprietari del Beverly Connection hanno già ottenuto alcune autorizzazioni, come spostare negozi e costruire un accesso a tunnel alla struttura per i parcheggi. Si prevede che queste prime modifiche saranno pronte a dicembre. Altri elementi del piano dovrebbero essere presentati alla Los Angeles Planning Commission in ottobre.

Leila Aboutaj, 27 anni, dipendente del Men’s Wearhouse dentro al Beverly Connection, dice che questi miglioramenti non la faranno venire qui a far spesa.

Abita a Beverly Hills, e preferisce far shopping a Century City.

”Per essere sincera, non è il mio posto preferito” dice, citando il traffico. “È stressante, semplicemente arrivarci”.

Nota: il testo originale del Los Angeles Times, ripreso da sito KTLA ; su Eddyburg, il tema delle residenze per anziani affrontato in modo se non altro meno "ideologico" a Portland (f.b.)

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