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Giuseppina Piano
Il Piano per la Milano del futuro
10 Marzo 2009
Milano
Presentato dal sindaco Moratti il nuovo Piano di Governo del Territorio. Unica certezza: tanto spazio aperto in meno e metri cubi in più. La Repubblica, ed. Milano, 9 marzo 2009 (f.b.)

Dalle case al posto dell’ippodromo ai palazzi da costruire su oltre un milione di metri quadri di stazioni e binari ferroviari, ai nove milioni di aree destinate a parchi mai realizzati. Il sindaco presenta oggi ai partiti il nuovo Piano di governo del territorio: toccherà a loro decidere quanto, e dove, costruire. E la Lega insiste: «No al cemento sull’ippodromo»

Un milione e 300mila metri quadrati dove costruire palazzi al posto di stazioni e binari ferroviari che non servono più. Altri cinque milioni e mezzo dove già è stata decisa la nascita di nuovi quartieri ma che bisogna dotare di nuove infrastrutture. Un tesoretto di nove milioni di metri quadri su cui, finora, non si poteva costruire perché destinati a parchi e servizi pubblici che però non sono diventati realtà. E la grande incognita dell’ippodromo di San Siro: un milione e mezzo di metri quadrati di verde che bisogna decidere se mantenere. È partendo da questi numeri che, dopo cinquant’anni, Milano si reinventa. Con più grattacieli per non consumare suolo. Con tre nuove linee del metrò. E con l’obiettivo, forse, di arrivare a due milioni di abitanti nel 2030.

Parte il grande business del mattone e va in pensione il Piano regolatore del 1954, rivisto già nel 1980, per essere sostituito dal Piano di governo del territorio (Pgt) degli anni Duemila. Chili e chili di carta su cui si giocherà la partita del nuovo cemento. Oggi Letizia Moratti presenterà le bozze ai partiti della sua maggioranza. Arrivare a due milioni di abitanti nel 2030, come azzardò l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli? Questo il Piano oggi non lo dice ancora. La quantità sarà definita solo quando i partiti daranno il loro via libera su quanti metri quadrati si possono sbloccare e, soprattutto, quanti metri cubi si possono lasciare costruire. Quantificando per ogni area un «indice di edificabilità». La Lega, ad esempio, si presenta all’appuntamento in trincea: «Non vogliamo sentir parlare di 700mila nuovi abitanti. Per nuovo cemento non c’è spazio, Milano è già sufficientemente urbanizzata» manda a dire Matteo Salvini. Nuovi quartieri? «Non sull’ippodromo». Proprio San Siro, e il nuovo quartiere da costruire con il trasloco dell’ippica, saranno la battaglia più rilevante che si giocherà nel centrodestra di Letizia Moratti: l’assessore Masseroli, ma anche la Regione, vogliono sbloccare molto presto la zona, i partiti frenano. Almeno fino alle elezioni provinciali.

Il Piano che il sindaco presenterà oggi già cambia tutto il sistema delle regole del gioco: sparisce la distinzione tra destinazione d’uso industriale - commerciale - residenziale, restano solo le zone vincolate come non edificabili. Arriva la «perequazione» e la «borsa dei diritti volumetrici». Le «aree di trasformazione», le direttrici dove andranno nuove case e nuovi abitanti, sono però già chiarissime nel Pgt che recepisce quello che sta già avvenendo: la Bovisa e la zona ai confini con Sesto, verso ovest Cascina Merlata e tutta l’area dell’Expo, Montecity - Rogoredo, Garibaldi - Repubblica e Citylife, il Portello e quello che è rimasto della vecchia Fiera. L’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, assicura: «Tutte le aree di trasformazione saranno accessibili da sistemi di trasporto pubblico, garantendo una migliore vivibilità». La novità più rilevante è la rivoluzione ferroviaria: 1,3 milioni di metri quadrati per nuove case e nuovi parchi al posto di stazioni che verranno chiuse (da Porta Genova allo scalo merci Farini, da San Cristoforo a Porta Romana), o che verranno ridotte riducendo il fascio dei binari e i depositi (Lambrate, Rogoredo, Greco, Certosa). Sarà uno dei grandi business immobiliari dei prossimi anni. Con un accordo tra Fs e Comune che assicura due obiettivi: la plusvalenza dovrà essere reinvestita in nuove opere ferroviarie per migliorare l’accessibilità a Milano, mentre gli oneri di urbanizzazione finiranno in nuove metrotranvie per collegare le stesse zone al centro. Le altre grandi aree in costruzione dovranno nascere sugli assi delle nuove metropolitane, la nuova linea 4 da Lorenteggio a Linate (ma mancano i fondi per arrivare all’aeroporto) e la nuova 5 da Niguarda a San Siro (qui i soldi, per la linea che incrocerà Citylife, dovrebbero invece arrivare da Roma). L’arrivo del metrò a San Siro aumenterà ancora gli appetiti immobiliari sull’ippodromo. E intanto la prefettura ha chiesto, per motivi di sicurezza, di spostare di 200 metri la fermata prevista a fianco dello stadio.

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