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Ada Lucia De Cesaris
«Il Pgt cambia: si costruirà sull’esistente»
11 Ottobre 2014
Milano
In una intervista a Maurizio Giannattasio, la vicesindaco con delega all'urbanistica delinea l'inizio di un processo di revisione dell'idea di città, da luogo delle trasformazioni edilizie a spazio sostenibilmente abitabile nella prospettiva dell'area metropolitana. Ottime intenzioni.

In una intervista a Maurizio Giannattasio, la vicesindaco con delega all'urbanistica delinea l'inizio di un processo di revisione dell'idea di città, da luogo delle trasformazioni edilizie a spazio sostenibilmente abitabile nella prospettiva dell'area metropolitana. Ottime intenzioni. Corriere della Sera Milano, 11 ottobre 2014 (f.b.)

Un documento. Da discutere con la maggioranza e poi con le forze politiche, i consiglieri comunali i comuni della città metropolitana, gli operatori di settore, le associazioni. Per dettare gli indirizzi della futura pianificazione del territorio. Basato su quattro cardini: la riduzione del consumo di suolo, la rigenerazione urbana, il riassetto ambientale e idrogeologico e una risposta efficace alla domanda di casa. Così sembrano titoli generici. In realtà significa cambiare alcuni obiettivi fondamentali: si deve puntare sul patrimonio immobiliare esistente, sia inutilizzato, sia degradato, sia utilizzato evitando di consumare nuovo suolo. «Il criterio è semplice — spiega il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris —: rigenero e riqualifico il patrimonio esistente, recupero le aree dismesse e degradate»

Vicesindaco De Cesaris ha appena chiuso il nuovo regolamento edilizio e già vuole riaprire il Pgt? «Credo sia tempo di cominciare una riflessione a tutto campo per capire in che modo rinnovare l’urbanistica nell’ottica dell’area metropolitana e come rilanciarla per farla uscire da un periodo di crisi. Dobbiamo pensare a piani intercomunali in grado di creare continuità tra territori, servizi e infrastrutture. La giunta preparerà un documento che verrà discusso con la maggioranza e poi presentato al consiglio comunale, le forze politiche, operatori, professionisti, associazioni».

Rimetterete mano al Pgt? «Dobbiamo fare i conti con un Pgt che nasce da una mediazione e che a mio parere ha dei limiti e delle rigidità che vanno superate»

Quali? «Dobbiamo pensare ad una densificazione selettiva: realizzo solo dove è già stato consumato il suolo, rigenerando e riqualificando, recuperando aree dismesse. In questi casi si può pensare anche a indici superiori a quello attuale».

Tanti grattacieli? «Se di qualità qualcuno perché no, ma in cambio della tutela di altre aree della città , dei quartieri, del territorio verde e agricolo».

Quali strumenti del Pgt modificherete? «Non mi preoccuperei ora di cosa modificare. Mi piacerebbe aprire un dibattito sui temi cardine. Se l’obbiettivo è la riduzione del consumo di suolo, bisogna pensare a una serie di regole, semplificate e innovative, che aiutino e incentivino la rigenerazione urbana, sistemi che consentano anche il riuso temporaneo».

Ossia? «Vuol dire permettere anche degli usi non definitivi che impediscano il degrado e l’abbandono del patrimonio esistente e che rispondano a esigenze reali per periodi limitati».

Interventi sull’esistente. E come si difende il «non esistente»? «Bisogna salvaguardare quella parte di territorio non edificato e soprattutto il territorio agricolo. Questa parte di territorio non solo va salvaguardata, ma va anche sostenuta e incrementata. Va definita la rete che unisca i grandi parchi urbani, il Parco sud, il verde e le aree agricole, anche alcune di quelle ancora non tutelate: in un disegno unitario».

C’è fame di case a prezzi abbordabili. Che farete? «Bisogna ripensare l’housing sociale, includendo le nuove forme di abitare come le coabitazioni associative, quelle di carattere assistenziale, quelle temporanee. Ma non basta: dobbiamo realizzare più abitazioni in edilizia convenzionata, affitto moderato e anche di aumentare la disponibilità del patrimonio sociale trovando le leve economiche in un momento di crisi».

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