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Fabrizio Bottini
Il Nuovo che dovrebbe avanzare
12 Giugno 2011
Scritti ricevuti
Oltre a ribollire di entusiasmo per le rivoluzioni reali e virtuali che mescolano le piazze e il web, magari auspicare un po’ di efficacia in più anche nelle piccole cose aiuta

La musica classica fa aumentare la produzione di latte delle vacche, e tiene un po’ occupato il cervello dei popoli bue nei momenti di passaggio. Fino a non molti anni fa, forse ancora oggi in certi paesi e contesti, alla morte o caduta del potente di turno, della classe dirigente indiscutibile e indiscussa, si accompagnavano giorni e giorni di silenzio, rotto solo dalle note di qualche musicista sette-ottocentesco trasmesse dalla radio. Adesso il mondo in generale non deve più subire per forza quei lunghi momenti di tempo sospeso, e però …

Però ad esempio quando ci sono le elezioni, nei normali paesi democratici, non c’è alcun bisogno di sospendere nulla. Si tratta di un corrente passaggio di consegne, niente tragedia, al massimo qualcuno un po’ incazzato perché il popolo lo ama meno del previsto, e avanti il prossimo. E allora perché i siti web delle istituzioni non si comportano nello stesso modo? Perché non restituiscono in tempo reale, come dovrebbe essere il loro compito, cosa si sta evolvendo? Ci sono problemi tecnici, d’accordo, ma si possono risolvere appunto decidendo di risolverli. Il problema vero è che nessuno ci ha davvero pensato, se non di sfuggita, almeno volendo pensar bene.

Facciamo un piccolo esempio: la giustamente decantata vittoria del nuovo alle elezioni comunali di Milano. Sono passati dieci (10) giorni, durante i quali sono state assegnate deleghe, conferiti incarichi, prese responsabilità. Ci riferiscono giornali, siti, blog, di un cambiamento nell’organizzazione generale del sistema di governo, con accorpamenti, innovazioni, scorpori ecc. Nel piccolo mondo dell’urbanistica, piccolo non troppo visto che fra Piano di Governo del Territorio, Expo e grandi opere varie ci si è giocati molto del consenso dei cittadini, questi dieci giorni potrebbero aver anche ribaltato il modo di pensare la città, il suo futuro, il rapporto fra abitanti e grandi operatori che sinora hanno fatto il bello e il cattivo tempo.

Sul sito però nessuna traccia, nemmeno un avviso che spiega qualcosa del tipo “stiamo lavorando per voi, le cose che leggete sui nuovi progetti e quartieri appartengono all’altra amministrazione, fra una settimana arrivano gli aggiornamenti, ci scusiamo per il ritardo dovuto a malattia del responsabile ”. C’è un nuovo assessore, che non si chiama più Masseroli ma De Cesaris, e che rilascia anche alla stampa dichiarazioni di massima sulle proprie intenzioni, e però un marziano appena atterrato e che leggesse le varie pagine del sito troverebbe paro paro le grandi promesse del privato è assolutamente bello, di Santa Giulia paradiso di grandi e piccini, e via discorrendo. In definitiva, forse anche peggio della musica classica trasmessa dalla radio quando cade il dittatore, perché almeno non dà informazioni fuorvianti.

Ora, è perfettamente comprensibile che in dieci giorni non si riorganizza alcunché, neppure il modo di produrre e aggiornare il sito web di un grande Comune. Ma un impegno programmatico lo si potrebbe chiedere da subito, a questa come a tante altre amministrazioni che si insediano nel segno della novità e di un rapporto più diretto coi cittadini: piantatela di star solo chiusi in qualche stanza a decidere per il bene del popolo, non vi fa altro che bene comunicare in tempo reale quello che succede, come e perché. Gli strumenti tecnici e organizzativi ci sono, le strategie formali di comunicazione pure, usatele. Poi arrivano anche le indiscrezioni, i blog, le interviste ai quotidiani. Ma si tratta di cose in più, non invece.

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