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Anais Ginori
Il mare torna a Mont Saint Michel
22 Maggio 2006
Articoli del 2005
"Un' imponente opera idrologica sulle coste della Bretagna per riparare i danni provocati dalle maree e dalle dighe". Da la Repubblica, 8 settembre 2005 (f.b.)

PARIGI - I primi a dover prendere atto del cambiamento epocale che si sta per realizzare intorno al Mont Saint Michel sono stati i piccoli rospi verdi e gialli. Le centinaia di esemplari di «pelodite punteggiato», specie molto rara e protetta, che vivono nella baia sotto al Monte sono stati infatti raccolti da un gruppo di zoologi e traslocati in nuove paludi allestite appositamente per loro. Iniziano i lavori di riconsolidamento della storica roccia granitica, luogo sacro del cristianesimo a picco sulla Manica, tra la Bretagna e la Normandia, che la leggenda vuole sia stata visitata dall' arcangelo Michele. Sarà un' opera idrologica monumentale (220 milioni di euro, fine dei lavori nel 2010) che dovrebbe restituire al promontorio il suo carattere insulare. Da tempo ormai, il Mont Saint Michel, patrimonio dell' umanità e meta turistica di oltre 3 milioni di persone ogni anno, è circondato da una triste distesa sabbiosa. è l' effetto delle maree, che qui sono fortissime (fino a 15 metri di dislivello al giorno) e della strada che ai primi del Novecento fu costruita per portare i pellegrini verso i santuari e l' abbazia, rubando spazio all' acqua. Ma è soprattutto colpa delle diverse dighe costruite sui tre fiumi che confluiscono nella baia. Una volta, erano proprio le acque fluviali, in particolare del più grande Couesnon, che ripulivano la sabbia che le maree portavano dentro alla baia. Poi la mano dell' uomo ha rotto quest' equilibrio millennario e il Mont Saint Michel piano piano si è insabbiato. Fu Francois Mitterrand, nei primi anni Ottanta, a chiedere di far tornare il mare. Il presidente socialista voleva restituire il suo aspetto originario al santuario arroccato fra i venti e le onde, che in altre epoche era per i pellegrini un' apparizione divina. Oggi molta della poesia si è persa, tra distese paludose e il grande parcheggio alle pendici del Monte dove vengono scaricate migliaia di turisti. Sono anni, dunque, che si studia per trasformare la roccia di nuovo un' isola. Il progetto approvato prevede una nuova sistemazione delle dighe sul fiume Couesnon, l' abbattimento delle precedenti costruzioni e la realizzazione di un ponte nella baia. L' obiettivo è spazzare via circa 3 milioni di metri cubi di sabbia e fare lentamente posto all' acqua. Il trasloco dei rospi, insieme ad altre minuscole specie rare che abitano nella baia, è il primo passo. Nelle prossime settimane inizieranno i lavori per il parcheggio e poi, da gennaio, le opere idrologiche. «Alla fine, avremo restituito al luogo un carattere magico, d' altri tempi», assicura Philippe Duron, presidente del comitato pubblico incaricato del progetto. Confiscati alla Chiesa durante la rivoluzione francese, dal 2001 i monumenti di culto del Mont Saint Michel sono di nuovo la casa di una piccola comunità religiosa: sette monaci e cinque suore. Dentro alle mura fortificate della cittadella medievale vivono soltanto 50 abitanti, di cui venti residenti tutto l' anno. Ma c' è un forte indotto in tutta la regione. Il sindaco del rocca, Patrick Gaulois, si è convinto dopo aver ottenuto qualche concessione. Gaulois si è battuto affinché la passerella pedonale sia percorribile a mezzi di soccorso o che devono scaricare merci, e che il parcheggio non sia distante più di un chilometro. Alcuni hanno criticato le sue richieste, considerato che si tratta di salvare un monumento naturale e storico unico al mondo. «Per chi vive sul Mont Saint Michel il turismo è la sola fonte di reddito», si è giustificato il sindaco. Che ha poi rassicurato tutti con un avviso sui giornali: «Turisti e pellegrini - è il messaggio - continueranno ad essere ben accolti per tutta la durata dei lavori».

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