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Il capo della polizia avverte: altri potrebbero restare uccisi
6 Aprile 2006
Articoli del 2005
Pelle non chiara, quartiere povero: elemento sospetto. Lo strisciante razzismo/classismo della prima reazione poliziesca britannica alle bombe di Londra. The Guardian, 25 luglio 2005 (f.b.)

Titolo originale: Met chief warns more could be shot – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

L’ufficiale di più alto grado della polizia britannica continua a difendere la nuova linea “spara per uccidere” decisa per affrontare i sospetti attentatori suicidi, nonostante la morte di un innocente da parte di poliziotti armati la scorsa settimana.

Sir Ian Blair, il commissario di Scotland Yard, si è rammaricato con la famiglia di Jean Charles de Menezes, il ventisettenne brasiliano morto dopo che la polizia gli aveva sparato in testa a bruciapelo cinque proiettili su un treno della metropolitana a Stockwell, a sud di Londra, venerdì.

Ma ha ammesso che altre persone potrebbero perdere la vita per mano dei tiratori della polizia, nell’ escalation della lotta al terrorismo. Discutendo apertamente per la prima volta il cambio di tattica della polizia, Sir Ian ha difeso la linea “sparare per uccidere, per proteggere” sostenendo che è necessario sparare in testa ai sospetti se si teme che possano azionare detonatori sul corpo.

”La Metropolitan Police si prende piena responsabilità a questo proposito” dice. “Alla famiglia posso solo esprimere il mio più profondo dispiacere. Dobbiamo riconoscere che le persone devono prendere decisioni estremamente rapide in situazioni di minaccia mortale. Non serve sparare al corpo, perché è il punto dove è più probabile ci sia una bomba. Non serve sparare in qualunque altro punto, se cadono e possono farla detonare. L’unico modo di affrontare la questione è sparare alla testa”.

La casa ad appartamenti di Tulse Hill, nel sud di Londra, dove abitava De Menezes, era sotto sorveglianza dopo la scoperta dell’indirizzo in uno degli zaini contenenti le quattro bombe non esplose nella capitale giovedì scorso.

Era stato pedinato per diversi chilometri da poliziotti in borghese travestiti. Secondo un testimone oculare, era scappato dopo l’intimazione dei poliziotti armati alla stazione della metropolitana, con successivo inseguimento e sparatoria sul treno. La famiglia De Menezes ha definito la polizia “stupida e incompetente”, insistendo che non c’era ragione di sospettarlo.

Alex Pereira, il cugino, dice: “Era al 100% un buon ragazzo che non aveva mai fatto niente di male, e non aveva motivo di scappare. Quello che la polizia ha dimostrato è di essere incapace e stupida”.

Oggi sarà avviata un’inchiesta penale sulla sparatoria. La Independent Police Complaints Commission incaricherà investigatori indipendenti di verificare se i funzionari debbano essere sottoposti a provvedimento penale o disciplinare.

Non è comunque chiaro se questa tattica spara-per-uccidere, in codice Operazione Kratos, sia stata autorizzata da un ufficiale superiore.

La sparatoria ha aumentato la già enorme tensione della polizia metropolitana, che come ha ammesso Sir Ian è di fronte alla maggior sfida della sua storia nella caccia ai quattro uomini responsabili del tentativo di attentati della scorsa settimana, e alla loro rete di sostegno. Ci sono attualmente tre persone arrestate, ma non si sa se qualcuno di essi appartenga al gruppo degli attentatori.

A Little Wormwood Scrubs, nel nord-ovest di Londra, il gruppo artificieri ha provocato esplosioni controllate su un pacco trovato nascosto nei cespugli. Si ritiene ci possa essere stata una quinta bomba collegata che non è esplosa giovedì scorso.

Intanto, Charles Clarke e Jack Straw, ministri degli interni e degli esteri, sostengono Sir Ian. Clarke, che ha rinviato le vacanze per partecipare a un vertice antiterrorismo presieduto del primo ministro, ha dichiarato: “È assolutamente una tragedia il signor De Menezes e la sua famiglia, a cui comunico il mio più profondo rammarico”.

Straw, che dovrà rispondere alle difficili domande di Celso Amorim, il ministro degli esteri brasiliano, ha detto: “Dobbiamo essere sicuri che si agisca entro regole certe. Ma, tragicamente, dobbiamo anche assicurarci che la polizia abbia piena discrezionalità per affrontare quelle che potrebbero essere azioni di terrorismo suicida in corso”.

Nota: qui il testo originale al sito del Guardian (f.b.)

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