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Daniele De Joannon
Il camping dalle uova d’oro di Taormina
14 Dicembre 2007
Altre città italiane
“Approda al Comune il progetto che cementificherà il vecchio San Leo”. Dalla rivista Centonove, 30 novembre 2007

La struttura, acquistata dai Ligresti prima che il Piano Regolatore fosse approvato, può essere edificata come ampliamento dell’Hotel Capo Taormina. Ma non è l’unica speculazione in corso.

Una colata di cemento sulla costa di Taormina. A firmarla, cognomi eccellenti. Come quelli di Franza e Ligresti, che, sfruttando l’ampliamento dei loro alberghi, andranno in deroga al Prg guadagnando mille dopo aver speso appena cento. Eppure, l’ultimo emendamento al Piano regolatore era stato pensato proprio per salvarla, la costa. E doveva essere bipartisan. Come bipartisan, ma nel senso della limitazione del danno, erano stati tutti gli altri. Votati perché l’opposizione in consiglio aveva deciso di essere presente per non far cadere il numero legale, viste le tante incompatibilità degli esponenti d’aula nell’ambito della votazione. E invece? “Invece l’emendamento di salvaguardia che i consiglieri di opposizione avevano presentato – raccontano Antonella Garipoli e Flaviana Ferri, rispettivamente esponenti della Margherita e dei Ds, ora entrambe nel Pd – fu bocciato”. Ma cosa prevedeva? “Molto semplice, l’immodificabilità dei luoghi da Villagrazia a Capo Sant’Andrea”. Un emendamento presentato a bella posta per evitare che alcune porzioni di territorio, formalmente con destinazioni che non prevedevano edifici (attrezzature per la balneazione, ad esempio), potessero diventare una tavola imbandita per speculazioni edilizie, sfruttando alcune deroghe possibili. “Come quelle – spiegano Garipoli e Ferri – legate ai cosiddetti ampliamenti”.

Ligresti e Franza

L’occhio lungo delle due consigliere guardava lontano, visto che proprio negli ultimi tempi hanno già fatto il loro passaggio in soprintendenza i progetti riferibili ai gruppi Ligresti e Franza. Progetti ora in transito verso gli uffici di Palazzo dei Giurati. Entrambe le operazioni sono legate agli alberghi che Ligresti e Franza possiedono sulla costa: il Capo Taormina e il Villa Sant’Andrea, destinati a spargere una bella colata di cemento in ossequio al cosiddetto “ampliamento”, che permette di cambiare la destinazione data ad un’area del Piano regolatore generale se limitrofa ad un insediamento di carattere turistico e ricettivo. Una pietanza che, soprattutto Ligresti, ha cucinato con i tempi che sono permessi a chi può investire denari e attendere il da farsi.

Un camping per il capo

Alla voce “Attività non assicurativa” del “Prospetto informativo relativo alla quotazione Warrant Fondiaria Sai 1991-2004”, la scheda relativa a Progestim – Società di Gestione Immobiliare spa recita a chiare lettere: “In data 8 maggio è stato sottoscritto l’atto di acquisto di terreni siti in Taormina, in precedenza occupati da un campeggio, per un totale di oltre 23.000 mq e su cui è ipotizzabile la costruzione di edifici turistico ricettivi. In data 16 gennaio era stato altresì completato l’acquisto, in località Giardini Naxos, di terreni idonei alla costruzione di un centro turistico alberghiero per un totale di circa 51.000 mq”. A firmare in calce al faldone di trecento pagine, il 27 marzo del 2003, è Jonella Ligresti, presidente del consiglio di amministrazione di Warrant Fondiaria Sai”. Il Camping di cui si parla è il San Leo, destinato dal Prg ad attrezzature per la balneazione. E basta. Ma perché, allora, la signora Jonella, già dal 2003, con il piano regolatore che ancora doveva essere approvato (lo è stato l’8 marzo del 2004), scrive dell’acquisto del camping e della possibilità di costruire “edifici turistico ricettivi”? La risposta è in una nota di cronaca mondana che la riguarda. Ovvero il suo matrimonio, il 20 settembre 2005, con Antonio Luca Ortigiara De Ambrosi, festeggiato nell’albergo di famiglia, il Capo Taormina. Ed è proprio in virtù della vicinanza tra questo e il san Leo che, senza l’emendamento bipartisan, si potrà portare avanti lo sfruttamento edilizio dei 23 mila metri quadrati. Sfruttamento possibile nell’ottica dell’ampliamento dell’attività del Capo Taormina, e quindi in deroga a quanto previsto dallo strumento urbanistico attualmente al vaglio dei progettisti dopo la presentazione delle osservazioni.

Sant’Andrea e pescatori

Sulla stessa riga si stanno movendo anche i Franza, che hanno già pronto il loro progetto di ampliamento dell’Hotel Villa Sant’Andrea con un’operazione che coinvolgerà le case dei pescatori nelle vicinanze. Il Sant’Andrea, alcuni anni fa, ha già realizzato una propria dependance. I Franza, a Taormina, hanno potuto portare avanti anche altre operazioni grazie agli emendamenti apportati al Prg ancora in fase di approvazione, uno dei quali ristabilisce le zone B, che la pianificazione originaria negava. E così, quindi, che per l’Hotel San Giorgio, una struttura immersa in un parco e progettata all’inizio del ‘900, è stato permesso non di ampliare l’Hotel, ma di realizzare una serie di appartamenti. Così come a Mario Ciancio Sanfilippo e alla sua Gisa di demolire il vecchio Hotel San Pietro per costruirne uno nuovo con volumetria ampiamente superiore. Ma quello delle costruzioni nelle more del Prg, in zona B, coinvolge anche altri.

Le zone B

Il “trucco” è tutto nelle norme di salvaguardia, ovvero nei vincoli che impediscono l’edificabilità in zone che il nuovo piano ha deciso che non lo sono più fino alla sua approvazione. A rigor di logica, le norme sarebbero dovute entrare in vigore nel 1997, quando il Prg fece il suo ingresso ufficiale in Comune. Invece non è stato così. Sono scattate dopo l’emendamento che ripristina le zone B che erano state soppresse e che erano presenti nel piano precedente. La conclusione? Anche se in sede regionale l’emendamento verrà bocciato, gli uffici comunali hanno deciso di applicare la norma più restrittiva. Che però non c’è, visto che per loro fa fede l’emendamento e non il Piano elaborato dai progettisti.

Il Prg

Nato come strumento di qualità e non di quantità, stante le previsioni di popolazione errate del precedente (20.000 abitanti nel 2000), il piano regolatore firmato all’origine da Tudisco, Rodriquez e Cutrufelli eliminava, tra l’altro, le zone C e anche quelle B, provando a imporre una linea possibile di sviluppo per la Perla dello Jonio. Nel giro di dieci anni, dal 1997, cioè, ha però dovuto subire 26 emendamenti (alcuni dei quali sostanziali) che ne hanno stravolto la filosofia. Emendamenti ai quali si sono aggiunte le 168 osservazioni dei cittadini che i progettisti stanno in questi mesi “calando” in cartografia. Quando sarà ultimata l’operazione, il piano tornerà in aula per l’approvazione o la bocciatura delle o

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