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Luigi De Falco
Il 12 aprile si inaugura a Napoli il “belvedere Antonio Iannello”
10 Aprile 2011
Antonio Iannello
In memoria di un uomo che difese l’identità culturale del suo paese, nella sua configurazione fisica come in quella istituzionale: contro i saccheggiatori del territorio e contro le miserie del federalismo all’italiana

Martedi 12 aprile alle ore 12,00 su proposta di Italia Nostra, sezione di Napoli e CR Campania, il Sindaco di Napoli inaugura il “belvedere Antonio Iannello” a Posillipo, in via Manzoni. Italia Nostra aveva chiesto al Sindaco di Napoli di intitolare una strada al compianto architetto Iannello, ineguagliabile tutore del patrimonio storico e naturalistico della città di Napoli, da lui difesa in anni di battaglie, troppo spesso solitarie, frequentemente perdute. La sua azione ha tuttavia ottenuto importantissimi successi.

Solo riferiti alla città di Napoli, ricordiamo la battaglia sostenuta e vinta da Iannello contro il “Regno del possibile” a salvaguardia del centro storico della città, contro le proposte di sventramento, nella città storica, dei Quartieri spagnoli sostenute dai costruttori edili e dalle forze politiche del tempo, secondo un disegno politico trasversale che rimase travolto dal sostegno che Iannello ottenne dalla società civile e dalla cultura internazionale, unanimamente indignata.

Strenua la sua difesa della costa di Bagnoli, contro l’ampliamento e per la dislocazione dell’Italsider: espressione sublime dell’amore di Iannello per l’area flegrea il testo da lui scritto a motivazione del riconoscimento dell’interesse paesaggistico approvato dal Ministero per i beni culturali per l’area. Sintesi della sua visione del valore costituzione dei beni comuni il suo testo pubblicato postumo, “L’inganno federalista”, nel quale Iannello scrive la sua solida solida testimonianza politica a sostegno dei valori intangibili della Costituzione italiana.

Le idee di Iannello per il centro storico di Napoli e la salvaguardia del patrimonio rurale della città sono integralmente assorbite nel piano regolatore che Vezio De Lucia ha con tenacia disegnato e di cui Napoli può oggi farsi vanto.

Di Iannello sono pure i piani paesaggistici tuttora vigenti sul territorio che ancora rigorosamente garantiscano la tutela dell’integrità fisica e culturale del paesaggio, ma che l’attuale governo regionale, sensibile all’istanza proveniente da migliaia di abusivi del cemento, sta provvedendo a scardinare per favorire nuovi condoni.

E’ dovere di Italia Nostra, della società civile e della seria politica ostacolare qualsiasi nuovo disegno del territorio teso a legittimare le illegalità diffuse attraverso l’azione della camorra concretizzata nel cemento e l’apertura a nuovo consumo del suolo a scapito delle risorse rurali e dei centri storici.

La città diventa sempre più inconsapevole che la salvezza delle sue ricchezze è dovuta a una intera vita spesa da Antonio Iannello a sostegno dell’intangibilità del centro storico e delle sue bellezze naturali.

Ad Antonio Iannello è dovuto, oggi, il riconoscimento di una vita di impegno, e ancor più alla sua memoria è dovuto, sempre, l’impegno nostro e delle generazioni future a perseguire il suo disegno per una Nazione che guardi al valore dei beni comuni come principio irrinunciabile della democrazia.

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