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(red.)
I veleni dalla Cina colpiscono una città della Russia
5 Dicembre 2007
La questione energetica
I veleni dopo l'esplosione di Harbin, si spostano con la corrente del fiume. L'emergenza continua. The Guardian, 22 dicembre 2005 (f.b.)

Titolo originale: Chinese toxic spill flows into Russian city – Traduzione per Eddyburg di Fabrizio Bottini

Le autorità delle zone più orientali della Russia oggi hanno fatto appello alla calma, mentre i veleni riversati dalla Cina arrivavano nella città di Khabarovsk.

La chiazza – che si estende per quasi 200 chilometri – è entrata nel territorio della città poco dopo il tramonto, dicono i funzionari.

Comunque, si insiste sul fatto che i livelli di inquinamento dell’Amur sono entro i limiti di sicurezza e si continuerà a fornire acqua potabile.

”Abbiamo fatto tutto quanto possibile per proteggere e filtrare le acque, e non intendiamo chiudere l’acqua a Khabarovsk” ha dichiarato il governatore Viktor Ishayev. Ha fatto appello ai 580.000 abitanti della città, a “restare calmi”.

L’inquinamento è stato innescato da un’esplosione in un impianto chimico nel nord-est della Cina il 13 novembre.

L’esplosione ha mandato 100 tonnellate di benzene e altri veleni nel fiume Songhua, costringendo la città di Harbin a chiudere gli impianti di acqua potabile ai propri 3,8 milioni di residenti per cinque giorni.

Da allora, la chiazza si è spostata lungo la corrente del fiume. È entrata nel territorio della Russia la scorsa settimana, spingendo gli abitanti di Khabarovsk ad accumulare acqua da bere, per lavarsi e cucinare.

Una linea telefonica d’emergenza è stata inondata di chiamate preoccupate.

“Tentiamo di non farci prendere dal panico, ma naturalmente c’è paura” ci dice Irina Zakonnikova, abitante della città.

Il piccolo appartamento, che divide col marito e due figli adolescenti, è stipato di bottiglie, pentole e altri recipienti pieni d’acqua.

Si stanno usando tonnellate di carbone per filtrare i contaminanti dalle scorte d’acqua prelevate dal fiume Amur, che normalmente fornisce tutta la città.

I funzionari regionali confermano la presenza di nitrobenzene nelle acque, ma aggiungono che la concentrazione è entro livelli accettabili e non c’è pericolo per la salute.

Comunque, fra i sospetti per le rassicurazioni ufficiali, qualcuno ha affermato che non è sicuro usare l’acqua del rubinetto.

”Gli abitanti hanno accumulato acqua, e questo dovrebbe essere sufficiente a bastare per due o tre giorni” dice Vladimir Ott, responsabile regionale del Servizio Federale Risorse Naturali.

La chiazza potrebbe impiegare quattro giorni a passare attraverso Khabarovsk, ma gli esperti avvertono che gli effetti ambientali saranno di lungo termine. Benzene e nitrobenzene, entrambi più pesanti dell’acqua, probabilmente si insedieranno sul fondo del fiume e si attaccheranno al ghiaccio.

Col disgelo primaverile così non si inquinerà solo l’acqua del fiume, ma anche le sponde, secondo Yevgeny Rozhkov, ingegnere dell’Agenzia Metereologica dell’Estremo Oriente.

L’amministrazione regionale ha proibito la pesca sull’Amur – probabilmente per i prossimi due anni – e gli abitanti hanno riempito i frigoriferi di pesce surgelato.

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