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Giorgio Bocca
I sicari della libertà
21 Settembre 2009
Articoli del 2009
L’importanza della libera informazione: ultimo argine contro l’attacco alla democrazia. Da la Repubblica, 19 settembre 2009 (m.p.g.)

Che cosa è la libertà di stampa? Per stare al presente e al concreto è qualcosa che l’attuale capo del governo non ha mai apprezzato né coltivato. Guglielmo Zucconi e il sottoscritto, chiamati nel 1983 come esperti d’informazione a preparare il telegiornale di Canale 5, la sua televisione, ci trovammo di fronte a questa sorpresa (nostra non sua): che a lui l’informazione importava solo in quanto pubblicità e potere.

E che, avendo già l’una e l’altra con la struttura di Publitalia e con l’alleanza con Craxi, del telegiornale avrebbe fatto volentieri a meno. Infatti lo ritardò per anni. La libertà di stampa per Silvio è un lusso, una stranezza, uno snobismo che viene dopo la pubblicità e «il fare», inteso come buon affare.

Che cosa è la libertà di stampa? Per stare al presente e al concreto è un bene di cui l’uomo moderno non può fare a meno e che rimpiange se ne è privato. Generazioni di uomini sono vissute senza democrazia e senza libertà d’informazione nei secoli passati. Oggi, dopo la Riforma, le rivoluzioni borghesi, l’Enciclopedia, la libertà d’informazione è diventata necessaria e fortemente desiderata come l’aria che si respira. Oggi la conoscenza dei rapporti tra gli individui e lo stato, fra gli individui e le Chiese non può più essere nascosta sotto la cappa delle sacralità, oggi è diventato un diritto naturale. Tutto ciò è ostico e forse incomprensibile al nostro capo del governo. Egli è solito dire che il nostro è uno strano paese, dove la RAI e i giornali che appartengono allo stato si permettono di essere critici verso un governo democraticamente eletto. E lo ripete di continuo, credendo di aver trovato l’argomento inoppugnabile, che invece è la dimostrazione della sua estraneità alla democrazia, dove lo Stato non è la stessa cosa del Governo, e dove la libertà d’informazione non è la stessa cosa, anzi molto diversa, dalla pubblicità, semmai un suo necessario correttivo.

Che cosa è oggi in Italia la libertà di stampa? Direi che è il contrario del berlusconismo attivista e ingordo. La trasmissione televisiva a reti riunite in occasione della consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi è stata una riedizione delle «opere del regime» mussoliniano, cioè propaganda. La libertà di stampa è la presa di cognizione e di coscienza del suo insostituibile valore in una società civile e moderna. E allora come può un uomo, che si crede «fatale» come Berlusconi, volere, anzi pretendere, uno spettacolo così arcaico di un autocrate che non ammette critiche, interruzioni, domande, e che in pubblico rivendica meriti ridicoli, come di aver salvato il mondo dalla crisi economica, e l’Italia dai malvagi catastrofisti che preferiscono al bene del paese la sua rovina.

La libertà di stampa è anche questo: di essere l’unico freno, l’unica difesa che restino quando si scatenano le maree autoritarie, assurde ma reali. La libertà di stampa non è un lusso e non è un capriccio, è una conquista dell’homo sapiens, che i vari autoritarismi credono di poter sostituire con le tentazioni del denaro e del comando. La rinuncia alla libertà di stampa equivale a un suicidio per la società moderna, la pesantissima crisi economica per cui stiamo passando è in notevole parte dovuta proprio ai limiti che le avidità imperanti hanno imposto all’informazione e alla conoscenza. La libertà di stampa è la voglia di verità, la voglia di conoscenza, innate in ogni essere che ambisca a essere homo sapiens.

Il buon informatore deve sapere che questa libertà non è illimitata e irresponsabile, che come tutte le libertà deve rispettare le libertà degli altri, ma nella mia lunga esperienza di giornalista mi pare di aver capito che la libera informazione è oggi, forse, l´unica difesa a nostra disposizione contro le irresponsabilità della scienza e del progresso senza limiti e ragione. E anche l’unico freno alle ricorrenti follie degli uomini che non dormono mai, che non invecchiano mai, che, come il nostro, rivendicano il diritto al potere assoluto, all’obbedienza totale del popolo, che poi amano chiamare sovrano. La libera informazione è il nostro specchio: serve a vedere come siamo e a quali tentazioni esposti.

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