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“I miei sogni per Ferrara”
13 Settembre 2004
Lettere e Interventi
Carl Wilhelm Macke D 13.09.2004

Ho un sogno per i prossimi per il futuro di Ferrara. Il mio sogno ha avuto inizio con la visita alla Pinacoteca nazionale nel Palazzo Diamanti dove è esposto un quadro di Carlo Bonini dal titolo "Santa Barbara". In primo piano cè il ritratto della santa che si staglia sullo sfondo di una campagna collinosa. Nel mezzo, tra Santa Barbara e la campagna, cè un¹impalcatura sulla quale sono ritratti alcuni lavoratori. A cosa stiano lavorando non è dato comprendere. E venuto spontaneo chiedermi: viene limitato da quella impalcatura lo sguardo verso la stupenda campagna oppure questa resta inalterata nella sua bellezza?

La bellezza dell'arte antica, il mondo di qua e di là del muro, il Nuovo, una pittura ideale, costringe a riflettere sul passato e sul presente della città. Tempo fa il prof. Gianni Venturi ha fatto riferimento ai versi di Leopardi per affermare che il futuro, la speranza e da ultimo il sogno vengono determinati anche dall¹ analisi critica del presente. Per quanto mi riguarda, ad esempio, la critica che muovo a Ferrara è strettamente correlata all' opera di Michelangelo Antonioni. Questi è stato uno dei grandi registi del XX secolo, ma a Ferrara gli è stata dedicata soltanto una mostra permanente delle sue pitture, che peraltro non sono significative.

Inspiegabile come mai un patrimonio culturale di questa portata sia così poco curato e valorizzato.

All' analisi critica del presente appartiene anche la considerazione di quanto poco venga sfruttato il gemellaggio di Ferrara con Sarajewo con il loro patrimonio di potenzialità culturali. A me pare che questo gemellaggio sia a senso unico: la ricca Ferrara aiuta la povera Sarajewo! Perché Ferrara non può diventare un centro per lo scambio delle culture italiana e balcana? Ci sarebbe una lunga schiera di personalità bosniache da coinvolgere: artisti, scrittori, attori, musicisti e giornalisti, che certamente arricchirebbero il livello culturale di Ferrara.

Ancora una critica propositiva volta a migliorare il futuro: come mai non esiste ad oggi un piano preciso per il teatro Verdi? Da parte del Comune viene continuamente ripetuto che il teatro verrà restaurato e nuovamente aperto, ma non mi risulta esistere alcun progetto su come dovrà essere utilizzato dal punto di vista artistico.

Forse il teatro Verdi potrebbe essere il luogo adatto per istituzionalizzare l¹Ater Forum, che ha trovato un valido equilibrio tra tradizione e modernità realizzando così uno scambio, un interazione musicale tra moderno e classico, tra Frescobaldi, il jazz e la musica mondiale. Trovare un giusto equilibrio tra la passione per l¹antico e la tradizione, il coraggio di rinnovarsi e di sperimentare, resta uno dei compiti dell¹ avanguardia culturale ferrarese.

Tutto insieme, la bellezza che si trova a Ferrara in ogni vicolo, l¹apertura curiosa verso il mondo e una cantiere permanente per nuovi progetti culturali - come si vede sul quadro di Bonini - questo sarebbe il mio sogno ferrarese per i prossimi due lustri.

Chissà se tra i 10mila lettori mensili di Eddyburg c'è qualcuno che, da Ferrara, può valutare le tue proposte e trasformare le tue speranze in realtà! Cose belle in quella città ne sono state fatte, e sono sicur che se ne faranno ancora. Guerre permettendo.

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