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“I granelli di sabbia uniti possono far qualcosa!“
13 Luglio 2010
Lettere e Interventi
Anna Maria Liggeri

Caro Eddyburg rispondo al caro Emanuele Masiero,

Come non condividere il tuo accorato appello? Vorrei spiegare, secondo il mio credo, il senso contenuto in "Essere veri urbanisti".

Oggi essere veri urbanisti significa trovarsi fuori dalle logiche di ateneo che imbrigliano la ricerca coinvolgendola solo verso alcune lobby, credere nell'etica che la professione impone, etica che rifugge dalla perequazione, dai giochini fra i professionisti, dalle amicizie malate basate solo sul favoritismo.

Essere veri urbanisti oggi vuol dire avere a cuore il territorio e non usarlo per fulgide carriere politiche o accademiche, significa avere una dignità professionale che non consente ai differenti Edoardo Nottola di vivere e prosperare.

Questo implica la solitudine e il dedicarsi al sociale, ecco cosa significa essere veri urbanisti oggi. Ho parlato di sociale e non di housing sociale che crea solo appartamenti per i ceti abbienti e che usa la finanza. A proposito essere veri urbanisti oggi significa denunciare i legami fra finanza ed urbanistica che giocano sulla pelle degli abitanti e del territorio.

Insomma, è una cosa veramente difficile, ma bella ed esaltante, e vorrei rammentare che alcuni urbanisti queste scelte le hanno fatte, le fanno e portano avanti. E' l'esercito delle piccole formichine operose che non compaiono nei "salotti in" o sui giornali patinati ma che lottano per ridare dignità ai quartieri violentati da quegli urbanisti che si dichiaravano "Le corbuseriani" o razionalisti e poi usavano la rendita fondiaria camuffandola con le belle parole, ma sempre rendita fondiaria era! Sono le formichine che lottano per cercare di restituire il Genius Loci ad una città che lo sta smantellando e perdendo sempre di più.

Il PGT di Milano non è certo nato con la Moratti, ma ha origini storiche lontane, che comprendono il Rito ambrosiano la deregulation e che includono anche le discussioni infinite sul Piano dirigistico che tanto facevano intelletual radical chic e che hanno condotto all'idea di variante per poi giungere alla Legge Regionale. Ecco qui una delle tante genesi del PGT. Ed adesso? I nuovi sviluppatori del territorio fanno sembrare Edoardo Nottola un ragazzino che giocava con il Monopoli. Essere veri urbanisti oggi significa ribadire la dignità di Gaia e dei suoi abitanti, contro la logica del territorio che diventa un immenso monopoli formato solo da caselle del Parco della Vittoria.

Anche la sottoscritta fa parte dell'esercito silenzioso delle formichine e vorrebbe rammentare come un incolpevole granello di sabbia che il vento porta nell’ingranaggio di una macchina apparentemente sofisticata la fa spaccare, così i veri urbanisti possono spaccare le logiche che animano la perequazione ed il PGT diventando quel granello di sabbia.

Concludo affermando che i granelli di sabbia uniti possono ancor far qualcosa!

Nulla da aggiungere (del resto la risposta spetta semmai ad Emanuele Masiero), se non un chiarimento ai più giovani e agli smemorati. Edoardo Nottola è lo speculatore, protagonista negativo del film Mani sulla città, di Francesco Rosi.

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