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Roberta Zunini
I 28 festeggiano, il lavoro sporco tocca a Tsipras
19 Marzo 2016
2015-EsodoXXI
Un altro successo della demenziale politica dell'UE e dei governi che la costituiscono: oltre alla carcerazione dei profughi nei lager turchi, oltre all'affidamento al gaulaiter di Ankara delle barriere contro i miseri della terra,

Un altro successo della demenziale politica dell'UE e dei governi che la costituiscono: oltre alla carcerazione dei profughi nei lager turchi, oltre all'affidamento al gaulaiter di Ankara delle barriere contro i miseri della terra, assestare un altro colpo alla Grecia di Tsipras. Tombola! Il Fatto quotidiano, 19 marzo 2016

Spetterà alla disastrataGrecia l’onere di far fronte praticamente alla crisi umanitaria dei profughi. L’accordo con la Turchiasiglato ieri dall’Unione europea richiede, per essere applicato, un ulterioresforzo da parte di Atene sia in termini di impiego di forze umane che diprocedure, non solo burocratiche.
“Il governo dovrà affrontare una quantitàenorme di lavoro a partire da oggi, specialmente per quanto riguarda ilcapitolo dell’accordo che prevede il trasferimento dei profughi dalle isolegreche alla terraferma e quindi il loro rientro in Turchia, qualora verràprovato che gli stessi siano arrivati via mare dalle coste turche”, dice conuna smorfia scettica Nikos Kostandaras, vice direttore del quotidiano nazionalepiù autorevole, Ekhatimerini. L’accordo, che si basa sul collocamento oricollocamento nei campi profughi turchi di qualsiasi rifugiato arrivato in Greciadalla Turchia, comporta infatti un surplus considerevole di lavorolegale e tecnicoper le autoritàgreche fin daiprossimi giorni.

Lo scogliopiù difficile dasuperare intempi brevi, è larevisione delleprocedure peril diritto di asilo, apartire dalriconoscimento della Turchia come “paese terzo sicuro”, che consentirebbeall’Unione europea di far sì che i richiedenti asilo possano essere rispostatiin Turchia. Ma la Ue ha dovuto smussare la parte dell’accordo che riguarda proprio il ricollocamento in Turchiadei migranti – già abbozzato il 7 marzo scorso – perché considerato illegale daparte dell’Onu e della sua agenzia per i rifugiati, Unhcr, che assieme ad altreorganizzazioni umanitarie internazionali ed europee l’ aveva bocciato in quanto“deportazione di massa”. Questo aggiustamento richiede però allo stato greco unulteriore sforzo: la legislazione dovrebbe anche cambiare in modo che ledomande di asilo siano evase entro alcuni giorni e non mesi, come nel casoodierno. Allo stesso tempo, la Grecia dovrà prendere tutti i rifugiati emigranti attualmente sulle sue isole, Lesvos e Kos, circa 8 mila, e portarlinei campi della zona continentale, che però non sono sufficienti a conteneretutti.
Nei giorni scorsi sonoiniziati i lavori per l’allestimento di nuovi campi, anche nella zona nord occidentaledel Paese, al confine con l’Albania. Tale operazione deve avvenire pri ma chel'accordo con la Turchia entri in vigore. Dopo aver fatto questo, il governogreco dovrà istituire un sistema per registrare eventuali nuovi arrivati sulleisole ed esaminare le loro richieste di asilo. Ogni richiedente dovrà essere intervistatodai poliziotti di frontiera europei (a Lesvos la maggior parte è costituita da agentitedeschi) di Frontex come parte del processo e ogni richiesta esaminataseparatamente dalle altre. Chi si vedrà respinta la domanda avrà il diritto dipresentare ricorso.

Ciò comporta un forte coinvolgimento dellamagistratura e la presenza di centinaia di funzionari pubblici e altropersonale di stanza sulle due isole, per esempio traduttori, personale disicurezza e funzionari dell'agenzia delle frontiere dell’Ue, la già attivaFrontex. Inoltre dovranno essere presenti osservatori turchi. “I migranti cheda domani raggiungeranno le isole greche dalla Turchia devono essererimpatriati a partire dal 4 aprile”, ha dichiarato un funzionario turco. Forseall’inizio, per mostrare che l’accordo è applicabile, le cose andranno comedevono andare. Ma, considerati i tanti problemi del Paese, per quanto?
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