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Alessia Gallione
Harrods sbarca a San Babila
22 Maggio 2006
Articoli del 2005
"l’urbanistica del centrodestra lascia dettare le regole al più forte sul mercato". Magra consolazione: almeno con questa caricatura di downtown non si cementificano inutilmente nuove superfici. Da Repubblica - cronaca locale di Milano - 8 maggio 2005 (f.b.)

UN CENTRO commerciale del lusso in piazza San Babila. L’immobiliarista Giuseppe Statuto è deciso a strappare per 230 milioni di euro 25mila metri quadrati in centro e oggi di proprietà di Pirelli RE e Morgan Stanley. L’operazione, che aspetta solo la firma finale per essere conclusa, trasformerà l’area della galleria del Toro nella “galleria Montenapoleone”: grande magazzino del lusso che ha attirato l’attenzione anche del colosso inglese Harrods che, per la prima volta, sarebbe disposto a varcare i confini di Londra per sbarcare nel centro della città.

Il nome c’è già: “Galleria Montenapoleone”. E anche l’idea di quello che dovrà diventare questo pezzo di piazza San Babila: un’appendice del quadrilatero della moda.

L’interessamento dei proprietari dei grandi magazzini della corona inglese non sarebbe solo una suggestione. Almeno secondo quanto dichiara l’immobiliarista Giuseppe Statuto, che sta strappando agli attuali proprietari, Pirelli Real Estate e la banca d’affari Morgan Stanley, i 25mila metri quadrati della galleria del Toro, in piazza San Babila. Un’operazione da 230mila milioni di euro, che aspetta solo la firma finale per essere conclusa. Già ora, però, i nuovi proprietari stanno ridisegnando idealmente lo spazio, che dovrà diventare un esclusivo centro commerciale: poche grandi firme e l’arrivo di Harrods, che ha iniziato una trattativa con Statuto per approdare in città con la massima visibilità. Entusiasta l’assessore alla Moda, Giovanni Bozzetti: “È la conferma ulteriore di quanto Milano sia appetibile anche per i nomi internazionali”. A salutare con favore il possibile arrivo del marchio britannico il vicepresidènte dell’Unione del Commercio, Renato Borghi. Che difende però, anche le piccole realtà. “Per la città non è un bene trasformarsi in una vetrina. Dovrebbe avere spazi diversificati e le istituzioni dovrebbero vigilare come è successo in Galleria. Certo, la preoccupazione è per i negozi tradizionali che ancora sono in quel la zona. Che fine farebbero?”. Ma quello in galleria del Toro non è l’unico spazio del centro destinato a cambiare volto. Basta attraversare la piazza e, pochi metri più in là, si trovano le mura abbandonate dell’ex garage Traversi. Sulla carta l’edificio deve trasformarsi in una cittadella della moda, con un ristorante, un bar e una terrazza sui tetti della città: dieci piani incastonati tra via Bagutta e San Babila, che hanno ricevuto il via libera dalla commissione urbanistica, ma che sono bloccati in Comune, in attesa dell’autorizzazione commerciale, “Abbiamo già dato due volte parere negativo - spiega l’assessore al Commercio, Roberto Predolin – a un solo grande centro”. Una trasformazione che stravolgerebbe l’immagine e la vita della strada, per gli abitanti e i negozianti di Via Bagutta, che si sono rivolti a un avvocato e si stanno opponendo a suon di ricorsi. “Siamo contrari al progetto” -afferma il consigliere dei Verdi Maurizio Baruffi, che aveva sollevato il caso. “La nuova operazione in galleria del Toro, invece, non deve aumentare gli spazi commerciali già in successo in quella zona. Se si ridisegnasse l’area, poi, dovrebbero essere costruiti parcheggi. Mi chiedo dove”. Anche il capogruppo dei Ds in Consiglio, Emanuele Fiano, solleva perplessità: “Milano è diventata terra di conquista dei nuovi immobiliaristi. In un mercato in cui c’è penuria di localizzazioni di lusso, i prezzi salgono sempre di più: tutto legato all’idea dell’urbanistica del centrodestra che lascia dettare le regole al più forte sul mercato”.

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