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Grandi operazioni immobiliari a Firenze
6 Gennaio 2009
Firenze
Ricordate la vicenda Fiat-Fondiaria a Firenze, bloccata nel lontano 1989 da Achille Occhetto? La storia non è finita. Da la Nazione e l’Unità del 25 e 26 gennaio 2006

Cosa prevede il progetto di Castello

di Sandro Bennucci

La Nazione, Firenze 25 gennaio 2006

A nord ovest, nella piana di Castello, nascerà una nuova capitale di colletti bianchi: dirigenti, funzionari, impiegati. Regione e Provincia, con il protocollo firmato lunedì con Palazzo Vecchio, costruiranno sedici ettari di uffici. I calcoli sono facili: la Provincia ha annunciato realizzazioni per 68mila metri quadrati, compresa la cittadella per gli studenti delle superiori. E ieri anche la Regione ha precisato le sue previsioni: costruirà su una superficie di 90mila metri quadrati. Di cui 58mila da dedicare al centro direzionale della giunta e gli altri 32mila alle agenzie regionali: Arpat (ambiente), Apet (promozione), Arsia (agricoltura).

Il costo? Fra i 220 e i 280 milioni di euro. L'obiettivo? Ospitare un esercito di tremila dipendenti. Molti dei quali potranno avere anche casa lì, nella piana. Uscio e bottega, come si diceva una volta. I tempi di

costruzione? Cinque anni per la Provincia, 7-8 per la Regione.

Federico Gelli, vicepresidente della giunta toscana, e artefice tecnico-politico dell'operazione spiega: «La necessità era quella di accorpare gli uffici. Impossibile continuare a pagare milioni e milioni di euro d'affitto, anno dopo anno. La stessa Corte dei conti ha invitato le amministrazione a comprare gli immobili. A noi servono spazi grandissimi.

Fino a poco tempo fa credevamo che la scelta migliore fosse quella di prendere la Manifattura Tabacchi e di mantenere i palazzoni, già acquistati, a Novoli. Poi la situazione è cambiata. Con Palazzo Vecchio e con la Provincia abbiamo fatto un ragionamento nuovo, che ha consigliato la scelta di Castello».

I palazzoni di Novoli, costati 45 milioni di euro, potrebbero essere dati in permuta a Salvatore Ligresti, patron di Fondiaria, come parziale pagamento dell'operazione. Una delle più imponenti mai fatte a Firenze. Ligresti, oltre a dare i terreni, potrebbe costruire materialmente la nuova città degli uffici di Castello. Riguardo alla permuta con i palazzoni di Novoli, dovrebbe essere il Comune a facilitare l'operazione. Come? Cambiando destinazione d'uso: i palazzoni potrebbero diventare poli commerciali,

> alberghieri o espositivi Palazzo Vecchio, ieri, ha approvato la delibera sul protocollo d'intesa con Regione e Provincia.

Molto soddisfatto il sindaco, Leonardo Domenici: «Questa scelta ci permette di progettare lo sviluppo della città in una dimensione metropolitana mai avuta in passato e di trovare un equilibrio fra la Firenze moderna e la Firenze storica». Poi Domenici tocca l'immancabile riferimento allo stop del 1989 di Occhetto che delegittimò l'allora dirigenza fiorentina del Pci: «Non si ripropone la logica della vecchia variante Fiat-Fondiaria. Si salva quanto di buono c'era nella strategia di sviluppo a nord-ovest nei primi anni Ottanta e la si rende praticabile privilegiando le funzioni pubbliche, elemento qualificante dell'intervento».

Intanto la Pirelli ha stimato in 38 milioni di euro il prezzo di Palazzo Bastogi e del Teatro della Compagnia, in via Cavour, attualmente in affitto alla presidenza della giunta. Che comprerà i due immobili per destinarli, ormai sembra certo, al Consiglio Regionale. La sala, che apparteneva a Cecchi Gori e che ha ospitato cinema e perfino commedie teatrali, diventerà aula consiliare. E vedrà altre scene.

sinistra critica: «E' una lottizzazione inutile»

La Nazione, Firenze 25 gennaio 2006

Nocentini e De Zordo contestano il progetto del mega insediamento

L'operazione Castello è fortemente avversata dalla sinistra critica. La capogruppo di Rifondazione Anna Nocentini e la candidata sindaco Ornella De Zordo temono che il protocollo d'intesa tra Comune, Provincia e Regione sia «un atto che sancisce un grande affare per la Fondiaria-Sai di Salvatore Ligresti ma non per la città di Firenze».

La variante di Castello, una delle più grandi operazioni immobiliari d'Italia, non si sarebbe potuta attuare senza l'apporto fondamentale dei soggetti pubblici: «Il loro intervento per decine e decine di milioni di euro risulta decisivo per l'operazione di speculazione sull'ultima area verde di Firenze.

Senza i soldi pubblici l'operazione Ligresti sarebbe rimasta al palo - commentano Nocentini e De Zordo -. Questa operazione ha completamente ribaltato il meccanismo di maturazione delle scelte urbanistiche, ovvero adottare lo strumento urbanistico adeguato solo dopo aver appurato un bisogno diffuso. In questo caso si è fatta prima la scelta (la macrolottizzazione) e poi ci si è adoperati a trovare la domanda in maniera da legittimarla a posteriori. Spiace che ad avallare una scelta del genere siano state amministrazioni di centrosinistra». Per le esponenti della sinistra critica si tratta di «una cementificazione pesantissima che non risponde a nessuno dei bisogni e delle esigenze reali della città».

Contrarietà anche da parte di Forza Italia: «A Castello ci sarà una enorme colata di cemento - commenta la consigliera Bianca Maria Giocoli -. Inoltre questa gravosa edificazione non risolverà neanche il problema della casa: la quota riservata all'edilizia residenziale è infatti limitata a un centinaio di alloggi. Senza contare poi che saranno realizzati diversi birilloni di undici piani».

L'azzurro Marco Stella è preoccupato per il futuro dell'aeroporto: «Siamo sicuri che lo sviluppo di quest'area non blocchi lo scalo? Siamo sicuri che le infrastrutture che verranno create non siano ostative allo sviluppo dell'aeroporto? Siamo certi che i nuovi insediamenti non precludano qualsiasi sviluppo di Peretola?

Provincia di Firenze - Per costruire a Castello in vendita i gioielli di famiglia

L’Unità, 26 Gennaio 2006

La Provincia di Firenze potrebbe mettere sul mercato il palazzo di via Zara,dove attualmente si trova la Questura di Firenze, la Caserma dei Vigili del Fuoco di via La Farina e l'istituto di Agraria per finanziare, con il ricavato, la costruzione del nuovo centro direzionale a Castello e il mega campus scolastico da quattro mila studenti. L'ipotesi viene confermata dall'assessore provinciale al Patrimonio Massimo Masi: «Sicuramente una parte del finanziamento verrà trovata con alcune alienazioni» spiega. Concretamente però la giunta di Palazzo Medici Riccardi non è entrata nel merito su come riuscire a reperire i 110 milioni di euro da investire nell'area di Fondiaria-Sai. «Queste strutture - aggiunge Masi - fanno parte di un patrimonio che abbiamo in affitto. Ma che siamo disponibili a valutare eventuali vendite». Dopo mesi di trattative con il Viminale è stato da poco firmato il nuovo contratto di affitto del palazzo della Questura «che scadrà fra sei anni» precisa l'assessore. Anche per la Caserma dei Vigili del Fuoco di via La Farina «la situazione è stata da poco regolarizzata» aggiunge Masi. Per quanto riguarda l'Istituto Agrario è l'università di Firenze che tempo fa ha manifestato il suo interesse per trasferire eventualmente alcuni dipartimenti della vicina facoltà di Agraria. Ma l'elenco degli stabili che la Provincia potrebbe mettere sul mercato riguarda anche Villa Mondeggi «valuteremo il da farsi insieme agli enti locali, con Bagno a Ripoli in primo luogo» precisa infine Masi. Firmando il protocollo in Regione era stato il presidente Matteo Renzi ad annunciare che accanto alla sede operativa della Provincia dovrà sorgere anche «un campus studentesco per circa 4000 studenti».

Qui una sintesi della vicenda dell’intervento Fiat-Fondiaria, negli anni 1984-1990

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