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Jacopo Tondelli
Gavio al gran premio di Serravalle
28 Maggio 2009
Padania
Fra le poste in gioco nelle elezioni provinciali di Milano, anche la delicata crosticina verde sullo sviluppo autostradale e insediativo padano. Il Corriere della Sera sez. Economia, 27 maggio 2009 (f.b.)

Il voto per la Provincia di Milano vale più di due miliardi di euro. Tanto costano le opere ancora da appaltare per la realizzazione della Pedemontana, controllata al 100% dalla Serravalle, che a sua volta fa capo alla Provincia di Milano che ne detiene il 52,9%. Una «base d’asta» che in tempo di crisi non passa inosservata, mentre il primo lotto di lavori, per quasi 800 milioni, è già stato assegnato a un consorzio composto da Impregilo, Astaldi, Pizzarotti e dalla Argo Costruzioni del gruppo Gavio. E’ (anche) per questi due miliardi di euro che Guido Podestà e il Pdl sfidano il presidente uscente Filippo Penati. Ed è sempre per questo non indifferente gruzzolo che imprenditoria e banche guardano al voto di Milano con particolare interesse: di certo non inferiore a quello, politico e statistico, di chi attende il destino dell’unico potere istituzionale di Milano ancora nelle mani del centrosinistra.

Attorno a un tavolo



La delicata questione ha «obbligato» a diversi incontri più o meno informali Guido Podestà, che nella fitta matassa di partecipazioni autostradale costruita da Penati ambisce ad entrare dalla porta principale. L’11 maggio, come riportato dalla Cronaca di Milano del Corriere , il candidato Pdl, accompagnato dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, ha infatti visto Marcellino Gavio e il suo braccio destro Binasco. E sempre Gavio era in prima fila alla cena di finanziamento per la campagna elettorale provinciale, svoltasi la settimana scorsa alla presenza di Silvio Berlusconi.

Il ruolo dell’imprenditore piemontese nella partita dell’asfalto lombardo non inizia ora. Storicamente presente in forze nell’azionariato della Serravalle, è stato proprio Gavio nel 2005 a cederne il 15% alla Provincia di Milano, all’interno di un’operazione assai discussa. Gavio incassò allora una plusvalenza superiore ai 160 milioni, mentre l’ente guidato da Penati si indebitava per quasi 250 milioni con Intesa Sanpaolo a tassi reali prossimi al 5% ed otteneva la maggioranza assoluta di una società, Serravalle, prima cogestita col Comune. Penati poi affidava la partecipazione alla holding Asam e iniziava (faticosamente) a ridurre il debito, che con Intesa è stato estinto nei mesi scorsi dopo aver però negoziato nuove linee di credito con altre banche. In questi anni, la Provincia di Penati ha annunciato e rinviato più volte la quotazione in borsa, ricevuto i ricchi introiti dell’autostrada che porta da Milano al Mediterraneo ligure, e messo la provincia al centro della grande partita per lo sviluppo infrastrutturale: a partire dalla Pedemontana che, unendo Bergamo a Varese, è la grande arteria che manca al nord produttivo. Entro l’estate si attende la formalizzazione della cessione da parte di Serravalle di una prima tranche del 32% di Pedemontana ad una cordata di banche guidata proprio da Intesa Sanpaolo, che ne rileverà il 26%. Un secondo lotto del 33% sarà invece messo in vendita perché entrino nel capitale i costruttori, e tra questi si attende la candidatura di Gavio. Alla fine del processo, la Serravalle, e quindi la Provincia indipendentemente da chi la guiderà, controllerà direttamente circa un terzo del capitale di Pedemontana. Quanto alla holding Asam, dichiaratamente finalizzata a una riduzione del debito e alla gestione delle partecipazioni infrastrutturali, è rimasta un oggetto misterioso, anche se la cessione di una quota del 20% alla nascente provincia di Monza e Brianza ha consentito a Milano di non cedere direttamente partecipazioni di Serravalle: e questa decisione del centrosinistra difficilmente dispiacerà al Pdl del capoluogo, se si troverà a governare.

Una clinica a Binasco

Mentre la politica sembrava al centro della scacchiera, però, Gavio non è stato fermo: comprando quote vaganti di Serravalle a prezzi più convenienti di quelli pagati dalla Provincia a lui, ha iniziato a reclamare un posto in consiglio. A mettersi di traverso è stato il consiglio provinciale che, seguendo il più acceso e plateale critico della Provincia d’asfalto, il forzista Max Bruschi, e votando un suo emendamento, ha interdetto l’ingresso in consiglio di Serravalle di rappresentanti di società che abbiano contenziosi aperti con la concessionaria autostradale. In questo elenco per l’appunto rientra il gruppo Gavio che intanto ha ottenuto l’assegnazione degli appalti da parte della controllata Pedemontana.

In caso di elezione di Guido Podestà, c’è da credere che la Serravalle resterà al centro della scena anche perché, proprio nel sud-milanese, il candidato del Pdl ha uno dei suoi territori di maggior radicamento. A Binasco, poche centinaia di metri dallo svincolo di ingresso e uscita per la Serravalle, c’è ad esempio la clinica Heliopolis che proprio a Podestà fa capo e — come raccontato sul CorrierEconomia del 6 aprile scorso — era stata oggetto di una lunga contesa con la Regione di Formigoni che aveva negato l’accreditamento, cioè il finanziamento regionale. La contestazione tuttavia è rientrata, visto che con delibera di giunta dell’8 aprile la Regione ha accreditato tutte le cliniche autorizzate all’esercizio: tra queste risulta Heliopolis. Intanto, lo svincolo di Binasco deve essere modificato, le competenze sono della provincia e lo studio di fattibilità è stato affidato già l’anno scorso al Pim (Piano intercomunale per la mobilità) presieduto da Vittorio Algarotti, che è vicino al centrodestra milanese e potrebbe anche essere speso in incarichi importanti, in caso di vittoria. Chi invece, per il momento, sembra meno vicino al candidato del Pdl è Max Bruschi, il battagliero e polemico forzista che negli anni ha messo sotto tiro Penati (e Gavio): al momento di scoprire le liste si è trovato — con sorpresa di molti — nella periferia profonda di Quarto Oggiaro e ha rifiutato la candidatura.

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